Salute 22 Febbraio 2019

Salute, le nuove frontiere per le malattie infiammatorie cutanee arrivano dalle biotecnologie. Concetta Potenza (Sapienza): «Ricerca avanzata, cure su misura per i pazienti»

Dallo stato della ricerca alle nuove sperimentazioni biotecnologiche per la produzione di farmaci. Oggi alla Sapienza di Roma giornata di aggiornamento e confronto sulle malattie cutanee ed oncologiche in ricordo del professor Daniel Innocenzi, scomparso dieci anni fa

Una giornata di studio ed approfondimento sulle malattie infiammatorie croniche cutanee, oncologiche e sulle patologie degli annessi cutanei con particolare riferimento alle nuove frontiere biotecnologiche in dermatologia. Di questo si è discusso e dibattuto questa mattina presso l’Aula A di Patologia generale della Facoltà di Medicina e Odontoiatria all’Università Sapienza di Roma nel corso del Congresso “Ricerca e biotecnologie applicate in dermatologia”, dedicato al professor Daniele Innocenzi.

L’evento, organizzato dalla professoressa Concetta Potenza – che dirige l’Unità operativa complessa di Dermatologia universitaria del Polo Pontino della Sapienza – è nato per stimolare una sempre più appropriata gestione clinico-terapeutica delle patologie croniche cutanee, che consenta una ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse a carico del SSN con un focus sul tema della ricerca e delle biotecnologie applicate in dermatologia.

Sanità Informazione ha intervistato la promotrice dell’iniziativa mettendone a fuoco gli aspetti principali e gli obiettivi.

 Professoressa, lei è l’organizzatrice e promotrice di questa giornata, perché nasce e quali sono gli scopi?

«Nasce per ricordare il decennale della scomparsa del professore Daniele Innocenzi che ha studiato moltissimo le malattie infiammatorie croniche cutanee; oltre ad essere un clinico, infatti, era un fine anatomo patologo in quanto si è specializzato presso il nostro Ateneo, la Sapienza, anche in anatomia patologica. Per questo motivo, l’evento di oggi è in suo ricordo, abbiamo voluto dedicarlo a lui ed intitolarlo “Ricerca e biotecnologie applicate in dermatologia” perché oggi si discuterà anche delle implementazioni di nuove terapie e nuovi studi per ciò che riguarda le patologie infiammatorie croniche cutanee come la psoriasi, la dermatite atopica, l’idrosadenite suppurativa, ma anche i tumori cutanei, che oggi hanno tantissima importanza».

A che punto è la ricerca sulle biotecnologie applicate in dermatologia?

«La ricerca è avanzatissima, sia per quanto riguarda la ricerca biomolecolare per la tipizzazione di alcuni tumori cutanei – come il melanoma – ma soprattutto ci siamo voluti focalizzare sui nuovi trattamenti immunomodulanti e immunoterapici nella cura di queste patologie. La ricerca è molto avanti, si tende sempre di più a personalizzare la terapia sul paziente che abbiamo di fronte, per una terapia adatta ad ogni tipo di paziente».

Qual è il ruolo del dermatologo e che approccio deve avere per rispondere a tutte le esigenze del paziente?

«Oggi abbiamo capito che per prendere in carico un malato non bisogna essere solo dei bravi clinici ma si deve valutare la condizione generale: c’è una visione olistica nel prendersi carico delle persone con problemi dermatologici che hanno un forte impatto anche dal punto di vista psicologico. Per questo, lavoriamo insieme agli psicologici clinici e altri colleghi per una gestione multidisciplinare delle comorbidità di patologie cutanee».

Articoli correlati
Baricitinib, il farmaco contro l’artrite riduce del 70% i decessi degli anziani per Covid-19?
Per comprendere accuratamente cosa dica la pubblicazione, Sanità Informazione ha intervistato Roberto Gerli, Presidente della Società Italiana di Reumatologia
di Peter D'Angelo
C’è un legame tra dislessia e la mancanza di ritmo: musica e danza possono aiutare i ragazzi con DSA
Uno studio dell’Università Bicocca e dell’Istituto Besta apre nuove ipotesi sul disturbo dell’apprendimento più diffuso. I ricercatori: «Abbiamo rilevato che nei dislessici il tempo che intercorre tra sguardo e azione è di circa mezzo secondo. Ma per avere ritmo servono sincronizzazione e tempo di intervento»
di Federica Bosco
Una molecola potrebbe inibire l’ingresso del Covid nel corpo umano: la scoperta di una 14enne texana
Anika Chebrolu ha vinto il primo premio della 3M Young Scientist Challenge 2020 e si racconta a Sanità Informazione: «Ho intenzione di utilizzare parte del denaro del concorso per promuovere la mia ricerca e per finanziare il mio progetto no-profit AcademyAid, dedicato ai bambini svantaggiati»
di Isabella Faggiano
Covid-19, più anticorpi in bambini e adolescenti mai infettati. La ricerca su Science
Annachiara Rosa (Crick Institute di Londra): «Si tratta di anticorpi generati dopo infezioni da parte di coronavirus stagionali che hanno causato banali sintomi influenzali»
di Peter D'Angelo
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 23 novembre, sono 58.666.247 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.388.272 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 23 novembre...
Voci della Sanità

Manovra 2021, prevista indennità per gli infermieri. Beux (FNO TSRM e PSTRP): «Offesa alle altre professioni sanitarie, si premi il merito»

L’articolo 66 della bozza della Legge di Bilancio prevede una indennità di “specificità infermieristica” in vigore a partire dal primo gennaio 2021. Ma il Presidente del maxi Ordine delle prof...
Salute

Covid-19, Stefano Vella: «Dall’HIV abbiamo imparato che i virus vanno affamati»

Intervista a Stefano Vella dell'Università Cattolica di Roma: «Pandemia dichiarata colpevolmente in ritardo, ci siamo fidati della SARS. Testare tutti è impossibile, dobbiamo raggiungere una copert...
di Tommaso Caldarelli