Salute 23 ottobre 2017

Referendum Lombardia e Veneto, vince il sì. Cosa cambia per la sanità?

I risultati della consultazione confermano la volontà dei cittadini delle due Regioni di maggiore autonomia e maggiori risorse, anche per la tutela della salute. Ecco che cosa succederà adesso

Immagine articolo

I cittadini di Lombardia e Veneto vogliono più autonomia. I risultati del referendum di domenica scorsa, consultivo e on obbligatorio, sono chiari: in entrambe le Regioni oltre il 95% dei votanti è favorevole ad «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia», come si leggeva nel quesito proposto agli elettori. Ma non tutti si sono recati alle urne: in Veneto ha votato il 57,3% degli aventi diritto e in Lombardia più del 40%. Ma cosa succede adesso? E soprattutto, quali sono le implicazioni per il mondo sanitario?

L’obiettivo dei sostenitori del “sì” è ottenere la competenza legislativa sul maggior numero di materia possibile tra quelle attualmente regolamentate in modo concorrente da Stato e Regioni. Tra queste, figura anche la tutela della salute, al fianco, ad esempio, di rapporti internazionali, casse di risparmio, tutela dell’ambiente, commercio con l’estero e protezione civile. Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, intervenuto a Zapping su Radio Uno, ha dichiarato che sono sei le materie da cui bisogna partire per intavolare la trattativa: «Lavoro, istruzione, ricerca, l’ambiente, la salute e l’autonomia territoriale: queste sei materie sono la base per ragionare».

Ma il vero nodo è il residuo fiscale: Roberto Maroni e Luca Zaia, rispettivamente Governatori di Lombardia e Veneto, vorrebbero assottigliare la differenza tra quanto i cittadini lombardi e veneti versano in tasse e tributi allo Stato e quanto ne ricevono indietro in servizi: «Vogliamo che i nove decimi delle tasse restino nella nostra Regione», ha detto il Presidente della giunta regionale del Veneto. Se il Governo dovesse andare incontro alle richiese delle due Regioni, non è escluso che le maggiori risorse così ottenute non vengano destinate ai rispettivi sistemi sanitari regionali.

L’iter che adesso i due Presidenti dovranno seguire è stato chiaramente spiegato da Roberto Maroni: «Partiranno subito le procedure per avviare il tavolo, cominciando in Consiglio regionale, sentiti gli enti locali, come prevede la Costituzione. E nei prossimi giorni convocheremo tutti gli stakeholder per poi arrivare a presentare la richiesta al Governo che poi avrà 60 giorni di tempo per convocarci» – ha dichiarato Maroni. Il Governo dal canto suo, per voce del Sottosegretario per gli Affari regionali Gianclaudio Bressa, si dice pronto alla trattativa.

 

 

Articoli correlati
Sanità, Lazzarini (Lega): «Sosterrò tutti i progetti che punteranno sulla prevenzione. Modello da seguire è il Veneto»
Corretti stili di vita, prevenzione e buone pratiche nella gestione della sanità. Ha parlato di tutto questo Arianna Lazzarini, deputato della Lega e Segretario della Commissione Affari Sociali, al convegno di Meridiano Cardio “Focus sull’ipercolesterolomia”. «Prevenire prima che curare, stile di vita prima che ospedalizzazione. Oggi – ha sottolineato l’esponente leghista – fare salute è […]
Epidemia di polmonite in Lombardia, oltre 150 al Pronto Soccorso. ATS Brescia: «Occhio a docce e vasche»
Tra i comuni più colpiti Montichiari, Calvisano e Carpenedolo. L’assessore alla Sanità Gallera: «Fino ad ora 52 campionamenti, stiamo lavorando per capire origine»
Il paradosso di Vanzago: 1600 bambini e nessun pediatra. Il sindaco: «Cure a rischio per chi non può spostarsi»
Gli abitanti del Comune dell’hinterland milanese dovranno presto andare altrove per curare i loro figli. Problemi anche per il medico di famiglia. Il primo cittadino Sangiovanni: «Chiedo al Ministro di rinegoziare il contratto con i pediatri e i medici di base, serve flessibilità in deroga alle norme attuali»
Virus West Nile, quattro morti in Veneto. L’Assessore Coletto: «Niente allarmismi»
L’epidemia scoppiata in diverse Regioni del Nord preoccupa la popolazione, ma i vertici veneti tranquillizzano: «Nell’80% dei casi il virus è asintomatico, nel 20% provoca una febbricola e solo nello 0,1% evolve nella più pericolosa forma neuroinvasiva che, in persone con patologie pregresse e basse difese immunitarie, può portare al decesso»
Sanità, Gallera (Ass. Sanità Lombardia): «Ministero Salute non sia subordinato al MEF. Aumentare al più presto contratti specializzazione»
Dalla governance farmaceutica alle liste d’attesa, intervista all’assessore Giulio Gallera: «Fondamentale avere flessibilità nell’utilizzare le risorse, nello spostare o aumentare i budget dei privati e per assumere il personale pubblico»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Endometriosi, arriva nuovo Ddl: 25 milioni per la ricerca e bonus malattia. Sileri (Comm. Sanità): «Prevenzione e tutela contro patologia subdola»

Per contrastare il ritardo nella diagnosi il disegno di legge presentato al Senato prevede corsi di formazione per ginecologi e medici di famiglia e una Giornata nazionale per parlare della malattia. ...
Politica

Sunshine Act, ecco cosa prevede Ddl trasparenza. Il relatore Baroni (M5S): «Così si previene corruzione. Per i medici no oneri burocratici»

Il provvedimento, in discussione in Commissione Affari Sociali, è sul modello di una analoga legge francese. Soglia minima per la dichiarazione è 10 euro: l’obbligo sarà in capo alle industrie sa...
Formazione

Formazione ECM, c’è tempo fino al 2019 per mettersi in regola. La proposta di Lenzi (Area medica): «Rafforzare obbligo crediti in alcune discipline»

Delibera Agenas stabilisce che per il triennio 2014/2016 si potranno utilizzare i crediti maturati nel periodo 2017/2019. Il presidente del Comitato di Biosicurezza e Biotecnologie e membro della Comm...