Salute 27 Gennaio 2021 13:45

Recovery Fund e sanità, l’esperto: «Imprescindibile una cabina di regia»

Leoni (FNOMCeO): «Personale sanitario citato ben poco». Manfellotto (Fadoi): «Serve piano a fisarmonica per governare l’aumento e la riduzione dei posti letto»

di Tommaso Caldarelli
Recovery Fund e sanità, l’esperto: «Imprescindibile una cabina di regia»

La crisi del governo Conte complica, e di molto, il cammino del Recovery Plan. Ma i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che è lo strumento attuativo del fondo europeo, sono stati già elaborati e consegnati. Fra le polemiche. Anzi, molti dei motivi che hanno spinto alcuni esponenti della maggioranza ad aprire la crisi sono proprio relativi alla non condivisione delle ragioni del piano. Gli investimenti in sanità programmati con i fondi della UE e i fronti aperti fra problemi e polemiche sono stati illustrati e commentati durante il webinar “Recovery Fund, Investimento in Salute e sostenibilità futura del SSN”, ospitato e promosso da Motore Sanità.

Recovery Fund e sanità

Sono ben 13 i capitoli di spesa sui quali il Recovery va ad insistere: oltre 1,15 miliardi riguardano gli standard per l’assistenza territoriale; 143 milioni di euro per la governance del dato e la digitalizzazione della sanità più altri 2,5 miliardi per la “casa di cura in digitale”, uno spazio di triage avanzato e adeguato alle nuove tecnologie; 5 miliardi di euro sono destinati alle case di comunità con i medici di Medicina Generale; 4 miliardi di euro per i presidi di degenza temporanea; 1,5 miliardi per le nuove RSA; 1 miliardo per la cura sul territorio delle persone con disturbi mentali; infine, 2,5 miliardi per la prevenzione e promozione della salute con occhio alla digitalizzazione e sostenibilità ambientale.

Le strutture

Trova spazio anche uno dei temi più discussi durante l’epidemia da Covid-19: previsti infatti 670 milioni per la rete dei centri territoriali per il contrasto alla povertà sanitaria, 500 milioni per la tutela della salute nella scuola, 1 miliardo per la rete consultoriale per la medicina di genere. Un capitolo a parte meritano i quasi 40 miliardi per l’edilizia sanitaria (34 miliardi di dotazione) e gli oltre 3 miliardi per il contrasto alla migrazione sanitaria, uno dei temi più rilevanti soprattutto per le regioni del Sud Italia. Si tratta in un certo modo dei “fondi dello scandalo”, visto che sarebbero parzialmente sovrapponibili a quelli del MES che, come è stato illustrato dai relatori, continua a provocare perplessità e sfiducia da parte di molti. Il Recovery Plan è composto in parte da finanziamenti a fondo perduto e in parte da soldi a mutuo.

Il nodo governance: «Imprescindibile una cabina di regia»

Investimenti e idee sono tanti, dunque. Risulta allora importante, se non imprescindibile, il tema della governance. Chi sovrintende alla distribuzione del flusso di denari? «Al governo che deve consultarsi con Parlamento e regioni, che però hanno un ruolo meramente consultivo», spiega Giorgio Albé, avvocato. «Ma risulta cruciale la leale collaborazione fra tutti i livelli istituzionali in campo – aggiunge -. Il governo ha presentato la bozza di piano e già alcuni commissari europei, primo fra tutti Paolo Gentiloni, hanno detto che la bozza non è sufficiente. Le regioni, a cui compete poi il livello sanitario, hanno indicato delle prospettive di investimento. Ma se si vuole fare un passo avanti è imprescindibile una cabina di regia. Se non c’è un ente dove si realizza la leale collaborazione, la decisione non potrà che essere governativa».

Sanità e digitale

Spazio, come dicevamo, anche ai temi della telemedicina, dove sono stati affermati alcuni concetti ormai consolidati. Giovanni Leoni, vicepresidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha sottolineato: «Arriva una pioggia di soldi dall’Europa ma sono necessari dei progetti adeguati, perché l’Europa controlla. Bisogna avere concretezza e progettualità reale e in tutti questi progetti il personale sanitario è citato ben poco. Ci sono interventi strutturali, digitalizzazione, telemedicina: io sarei già contento se dalle mie parti ci fosse la condivisione online degli esami del sangue».

«La tecnologia è un fattore abilitante», ha dichiarato Dario Buttitta, direttore generale Pubblica Amministrazione e Sanità di Engineering Spa: «In Italia si parla di telemedicina da 10-15 anni, ma di per sé non risolve i problemi. Servono cambiamenti strutturali e di pratiche profondi per avanzare su questi fronti. Sarebbe interessante anche concentrarsi sul nuovo regolamento europeo per certificazione del software in sanità come dispositivo medico, che sarà applicato dal maggio prossimo e per il quale le aziende sono pronte; e sul sistema di procurement della pubblica amministrazione che va migliorato perché l’innovazione si compra con iter molto veloci».

Ospedali e territorio

Sul piano ospedaliero la discussione si sviluppa sulle parole di Dario Manfellotto, presidente della Fadoi: «L’afflusso non governato al pronto soccorso è stato uno dei problemi della pandemia Covid-19, insieme alla concentrazione su reparti iperspecialistici per poi arrivare ad ospedali sanatori per una patologia che, si è visto, in realtà è multisistemica. Serve invece una collaborazione relativa all’area medica, un piano a fisarmonica che governi l’aumento e la riduzione dei posti letto, serve prendersi cura di quelli che sono i “figli di un dio minore”, ovvero i pazienti non Covid: parliamo di 700mila ricoveri di medicina interna in meno. In ospedale serve la collaborazione fra specialisti e abbandonare la logica del budget: i fondi del Recovery devono aiutarci a cambiare logica, dalla logica del bilancio a quella della tutela della salute».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Specialisti spostati in altri reparti a causa dell’emergenza Covid, il Consiglio di Stato rimette tutto in discussione
Una recente pronuncia sancisce un importante principio per il personale sanitario adibito, durante l’emergenza da Covid-19, a prestazioni che esulano dalla specializzazione conseguita. L’intervista all’esperto
Nella compilazione di un questionario assicurativo cosa intendono le compagnie assicurative per atti invasivi diagnostici e terapeutici?
In fase di stipula di una polizza di assicurazione, è importante avere chiare le definizioni di atti invasivi diagnostici e terapeutici e di interventi chirurgici a cui le diverse Compagnie rimandano nel definire piani tariffari e condizioni della polizza Rc Medico. Mentre alcune Compagnie riportano indicazioni precise segnalando, tra le condizioni di una  polizza Rc […]
Sanità, Fp Cgil: «Urge assunzione di medici non obiettori»
«Pochi professionisti lasciati soli a garantire un servizio e un diritto»
Chirurgia robotica. Arcuri (Gemelli): «Puntare sugli studi che ne dimostrino la validità e ne giustifichino l’impiego nel Ssn»
A 20 anni dai primi prototipi, la diffusione, in Italia, è a macchia di leopardo. Il Gemelli e il Sant’Orsola hanno ideato una piattaforma di chirurgica robotica condivisa per indagare gli aspetti organizzativi ed economici ed offrire formazione innovativa alle nuove generazioni
di Isabella Faggiano
Quali sono le regole che il Provider deve adottare in riferimento alla Pubblicità?
Durante lo svolgimento dell’evento, la pubblicità di prodotti di interesse sanitario è consentita esclusivamente allo sponsor dell’evento al di fuori delle aree in cui vengono esposti i contenuti formativi. Durante lo svolgimento dell’evento, è consentita l’indicazione del principio attivo dei farmaci o del nome generico del prodotto di interesse sanitario. Non può essere indicato alcun […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 17 settembre, sono 227.070.462 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.670.479 i decessi. Ad oggi, oltre 5,81 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco