Salute 7 Aprile 2022 13:29

Quarta dose, Burioni: «Attendiamo i dati. Importante è la terza dose per tutti»

In occasione della presentazione del suo ultimo libro “La formidabile impresa” alla libreria Rizzoli di Milano il virologo ha fatto il punto sulle vaccinazioni e anticipato come sarà la medicina dopo la rivoluzione mRna  

Via libera dall’Agenzia Europea del farmaco e dal centro europeo per il controllo delle malattie alla quarta dose di vaccino anti Covid, ma solo per gli over 80. Per tutti gli altri cittadini meglio attendere nuovi dati come ha spiegato ieri il professor Roberto Burioni in occasione della presentazione del suo ultimo libro “La formidabile impresa” alla libreria Rizzoli di Milano.

«Abbiamo un vaccino che è molto efficace nel prevenire la malattia grave, ma non altrettanto nell’evitare il contagio – ha fatto notare il virologo del San Raffaele -. Tra l’altro non sappiamo quanto possa durare la protezione altissima della terza dose; perciò, dobbiamo avere pazienza e aspettare di vedere i dati».

All’esame la variante inglese XE

In attesa, dunque, di capire se per la fascia 60-79 anni esiste un rischio di malattia grave in chi ha fatto la terza dose da più di 4 o 5 mesi, Ema e il centro europeo per il controllo delle malattie monitorano con attenzione l’evoluzione della nuova variante inglese. «XE è presente ancora in troppi pochi casi per dire di più, se non che esiste – ha puntualizzato Burioni -, anche in questo caso bisogna attendere i dati».

Tre dosi per tutti

Burioni, che ha definito la scoperta del vaccino Anti covid una formidabile impresa, guarda al futuro con ottimismo e lancia un appello a tutti i cittadini «Vaccinatevi – ha raccomandato – perché il vaccino è sicurissimo ed eccezionale nel proteggere e occorre che tutti facciano le tre dosi. Questo è il mio consiglio».

In futuro vaccini personalizzati per sconfiggere il tumore

Con un occhio attento alle varianti e ai contagi, il virologo dell’Università Vita-Salute del San Raffaele guarda avanti, alla medicina di domani che, grazie alla scoperta della giovane scienziata ungherese la cui storia è raccontata nelle pagine del suo libro, può diventare la miglior terapia contro il cancro. «Il futuro è proprio in questa grande scoperta – ha sottolineato -. Il vaccino è stato fatto in 63 giorni, un tempo brevissimo, inimmaginabile fino a qualche anno fa».

Burioni ha parlato poi di medicina personalizzata: «Grazie alla rivoluzione mRNA sarà possibile analizzare le cellule sane e quelle tumorali di un paziente, sequenziarle, paragonarle e creare in poco tempo un vaccino per il cancro, ma non generico, proprio per il tumore di quel determinato paziente».

 

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