Salute 2 Settembre 2020 08:15

Psiche e lockdown, quando una telefonata può salvare dal buio…

Il servizio di assistenza psicologica telefonica fornito dalla Asl Napoli 1 per intercettare il malessere della popolazione e degli operatori sanitari dopo il lockdown

Ansia generalizzata, slatentizzazione di disturbi psicosomatici, sindrome da burn-out. Che il lockdown non sia stato una passeggiata è cosa nota, meno note sono le modalità specifiche in cui due mesi di clausura forzata (e di lavoro in corsia nei reparti Covid per medici e operatori sanitari) hanno inciso sulla psiche degli italiani, e le strategie attuate dai sistemi sanitari regionali per dare una risposta di salute concreta a questi disagi.

POST-LOCKDOWN: IL SERVIZIO DELLA ASL NAPOLI 1

La Asl Napoli 1 (Centro), ad esempio, ha messo a punto un servizio di assistenza psicologica telefonica rivolta alla cittadinanza e agli operatori sanitari.  Il servizio, che ad oggi è ancora attivo ma che ovviamente ha avuto un vero e proprio boom durante il lockdown con richieste di aiuto anche al di fuori della provincia di Napoli, è fornito dall’UOC di Psicologia Clinica tramite linee telefoniche dedicate per garantire un supporto “senza filtri”, attraverso il contatto diretto con l’operatore.

LINEE D’INTERVENTO

«La presa in carico è direttamente telefonica – spiega ai nostri microfoni il dottor Claudio Zullo, direttore dell’UOC di Psicologia Clinica della Asl Napoli 1– e in alcuni casi la problematica è risolvibile, appunto, con un colloquio telefonico, mentre in altri casi di tipo emergenziale, alla telefonata si è deciso di dar seguito con un accesso presso le nostre strutture, ovviamente con tutte le cautele e le misure di prevenzione anti-Covid previste. Per i pazienti affetti da Covid e per i loro familiari abbiamo invece previsto un accesso mediato dai medici di Medicina Generale. Per quanto riguarda gli operatori sanitari – prosegue Zullo -abbiamo poi sviluppato due linee di attività: una, telefonica, con le stesse caratteristiche di quella offerta alla cittadinanza, e un’altra di tipo preventivo, in sinergia con le direzioni sanitarie dei presidi ospedalieri, prevedendo degli incontri ad hoc dove il personale poteva condividere, mentalizzare, scaricare lo stress, insomma una serie di strategie volte ad evitare il vero e proprio burn out».

SINTOMI, CAUSE E FREQUENZA

Una proposta assistenziale che ha riscosso un grande successo e che potrà essere riproposta efficacemente in caso di futuri lockdown circoscritti, mini-zone rosse, e qualsiasi altra misura di emergenza che potrebbe avere un impatto psicologico sulla popolazione. Ma quali sono stati i sintomi più frequentemente accusati da chi si è rivolto a questo servizio? E quale fascia d’età o sesso ne ha maggiormente usufruito? «In maggioranza donne, nella fascia della terza età. I sintomi più frequenti hanno riguardato ansia generalizzata, innanzitutto, quindi con un bisogno di contenimento – rivela Zullo – ma anche problematiche psicopatologiche già presenti che a causa del lockdown si sono slatentizzate, soprattutto a livello di dinamiche familiari. Per non parlare di un gran numero di persone in stato di abbandono e solitudine, che avevano bisogno di un supporto di tipo amicale, una compagnia, il poter semplicemente parlare con qualcuno. Negli operatori sanitari invece – precisa Zullo –  il disagio che abbiamo riscontrato con più frequenza è stato quello legato ai rapporti con la famiglia. Mi spiego meglio: il tipo di lavoro svolto in corsia e il dover poi rincasare con la paura costante di essere veicolo di contagio per i proprio cari, e quindi anche modificare necessariamente l’assetto organizzativo della propria routine familiare, ha comportato dei problemi. Veri e propri casi di burn-out ne abbiamo avuti pochi per fortuna – conclude Zullo – e gli sfoghi del personale sanitario li abbiamo intercettati nella fase iniziale, quando erano dovuti soprattutto alla difficoltà e alla paura di lavorare senza adeguati DPI, prima che la fornitura si stabilizzasse».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Giornata mondiale dei genitori, la psicologa: «I single non siano isolati»
Il boom della monogenitorialità: nel 1983 i genitori single erano meno di mezzo milione, nel 2005 600 mila. Oggi sono più che raddoppiati: 900 mila le mamme e 141 mila i papà soli
di Isabella Faggiano
Psicopandemia, le risposte della politica. Speranza: «Il ruolo dello psicologo è più attuale che mai»
Psicologi nelle scuole, nei servizi del SSN, accanto ai medici di famiglia ed ai pediatri di libera scelta: ecco i luoghi strategici dove garantire il sostegno psicologico. Al webinar del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, azioni e proposte di rappresentanti della politica e della sanità
di Isabella Faggiano
Riaperture, Vineis (CSS): «Così si rischia di mantenere lunga coda dell’epidemia»
La chiave del successo inglese: un lockdown incisivo «pianificato e temporizzato» e una vaccinazione rapida ed efficace. L’intervista a Paolo Vineis, professore di epidemiologia all’Imperial College di Londra e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità
Se un figlio è il prediletto: cause, conseguenze e soluzioni del Parental Differential Treatment
Pagliariccio (psicologo): «Generalmente, chi riceve più attenzioni e sostegno matura un carattere più forte e sicuro. A livello internazionale si consiglia di bilanciare un eventuale atteggiamento di preferenza con poche regole chiare e democratiche»
di Isabella Faggiano
Assistenza al paziente e percorsi assistenziali: il progetto del Fatebenefratelli
Per assistere in maniera ottimale i pazienti è necessario costruire dei percorsi assistenziali condivisi tra tutti gli specialisti che ruotano intorno a una determinata patologia. È importante abbandonare l’autoreferenzialità e attivare la collaborazione tra le diverse figure sanitarie. È questo il principale obiettivo del progetto “I Percorsi assistenziali modificano gli esiti” che vede coinvolti gli […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 16 giugno, sono 176.647.146 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.822.827 i decessi. Ad oggi, oltre 2,4 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&n...
Cause

Medico condannato a pagare 25mila euro di provvisionale. L’Azienda lo lascia solo

Dopo una condanna in sede penale di primo grado, un camice bianco ha chiesto sostegno alla direzione sanitaria, che gliel’ha negato: «Quel che è successo a me potrebbe succedere a t...
Cause

Primario imputato per associazione a delinquere insieme ad un centinaio di colleghi: assolto 7 anni dopo. La sua storia

Giornali e tv, locali e nazionali, diedero la notizia dell’indagine con tanto di nomi e cognomi. «All’assoluzione, invece, al massimo un trafiletto». Quando il mostro sbattuto ...