Salute 27 Novembre 2019

Oltre l’80% degli italiani cerca informazioni sulla propria salute. Due su tre si rivolgono alla Rete

Dottor Google è la principale porta di ingresso, ma il medico resta il vero punto di riferimento. I risultati dell’analisi condotta da IQVIA Italia

Cresce sempre di più la consapevolezza degli italiani nella gestione della propria salute. Il cittadino oggi è più autonomo nella ricerca attiva di informazioni legate al benessere e per farlo usa tutti i canali a disposizione: internet, il medico di medicina generale, il farmacista, il medico specialista e le riviste di settore. A rivelarlo è la recente indagine condotta da IQVIA Italia, leader globale nel campo dell’analisi dei dati in ambito medico, che ha intervistato 1000 adulti con questionari a risposta multipla. Il 31% degli intervistati ha dichiarato di cercare spesso informazioni sulla propria salute e il 52% ogni tanto. Soltanto il 3% ha dichiarato di non cercare mai informazioni sulla propria salute e il 14% raramente.

«Secondo i risultati dell’indagine – si legge in una nota -, la fascia media d’età (45-55 anni) è quella più attiva nella ricerca di informazioni sulla salute (87%), seguita dagli over 55 (85%), sempre più impegnati nella prevenzione e nel mantenimento del benessere. Gli ultimi sono gli under 34 che si “fermano” al 77%. Percentuali che si ribaltano quando si passa alle app per il benessere: in questo caso gli under 34 sono i maggiori utilizzatori (44%) seguiti dalla fascia dei 35-44 anni che si attesta al 32%. Andando avanti con l’età, diminuisce il numero di chi usa queste applicazioni: tra i 45 e i 55 anni le utilizzano solo nel 29% dei casi, percentuale che si abbassa al 22% per gli over 55. Cresce l’utilizzo delle app per controllare l’attività fisica (62%), l’alimentazione (33%), per monitorare parametri vitali, come la pressione del sangue (25%), e per ricordare i farmaci da assumere (19%)».

Ma che cosa cercano gli italiani sul web in tema di salute? «Su Internet sintomi e patologie sono i temi più ricercati (64% dei casi), seguiti dagli stili di vita, per esempio dieta e alimentazione (55%). Ma si ricorre alla tastiera anche per capire meglio la posologia di un farmaco e le eventuali controindicazioni (43%), mentre scendono agli ultimi posti le ricerche sugli integratori (29%) e sui centri medici specialistici a cui rivolgersi (28%). A livello di genere, in tema di salute, le donne consultano il web molto più spesso (41%) rispetto agli uomini (21%)».

LEGGI ANCHE: TUTTI PAZZI PER IL DOTTOR GOOGLE. COME ARGINARE QUESTA CONCORRENZA (SLEALE)? LA RISPOSTA È NELLA FORMAZIONE 

«Internet – prosegue la nota – continua quindi a ricoprire un ruolo chiave e trasversale all’età: il 67% degli italiani si rivolge alla Rete per cercare informazioni sulla salute. Sul web trovano immediato accesso a una miniera infinita di dati. Tuttavia, le notizie online non sono sempre chiare e coerenti, per questo motivo nasce l’esigenza di condividere con il proprio medico di base le informazioni trovate online e contestualizzarle rispetto alla propria condizione. Secondo l’indagine IQVIA, infatti, il 60% degli italiani si rivolge poi al medico di base per avere maggiori informazioni sui sintomi e la cura di una malattia, sulle strategie di prevenzione e sui farmaci e la terapia. Mentre al medico specialista e al farmacista i cittadini si rivolgono nel 27% dei casi».

«Il cittadino utilizza tutti i canali di informazione indistintamente: si informa sul web per capire meglio una diagnosi o una prescrizione, chiede poi spiegazioni e approfondimenti al medico o al farmacista – spiega Isabella Cecchini, Principal del Dipartimento Ricerche di Mercato di IQVIA Italia -. Dobbiamo pertanto abituarci a un sistema fluido e articolato, dove il medico rappresenta sempre il fulcro della gestione del proprio benessere, ma il cittadino-paziente sente sempre più l’esigenza di approfondire in autonomia i temi legati alla salute e di confrontarsi con chi ha avuto la sua stessa esperienza di malattia e di cura».

Come cercano i cittadini le informazione in Rete quando si tratta di salute? Dottor Google vince sempre: il 64% delle ricerche è realizzato digitando una o più parole chiave sul più famoso motore di ricerca del mondo, mentre i siti specializzati su determinate patologie sono scelti nel 55% dei casi. I siti generali di informazione sulla salute sono apprezzati dal 43% degli intervistati mentre i portali di ospedali o centri di cura sono consultati nel 29% dei casi.  Il 28% degli intervistati ha affermato di cercare informazioni sulla salute anche attraverso blog e forum.

«Il tema chiave che emerge da questa ricerca – chiarisce Isabella Cecchini –  è la necessità di ridefinire il rapporto medico-paziente: il paziente vuole essere protagonista nelle scelte, ma al tempo stesso chiede al medico di essere guida e supporto nella comprensione della diagnosi e nella gestione attiva e consapevole della cura».

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