Salute 5 Giugno 2020 05:27

Oltre 200 parti all’ospedale di Lodi nell’era Covid. Con “pronto mamma” e “Home visiting” percorso nascite in sicurezza

Giacchero (responsabile dipartimento materno infantile): «Pronto soccorso in ostetricia con tampone naso faringeo per le mamme, allattamento ed esami di screening a domicilio dopo il parto. Modello per la sanità del futuro»

di Federica Bosco

La vita oltre la pandemia. Sono duecento le nascite registrate dall’inizio dell’epidemia all’ospedale di Lodi, un primato nella zona rossa che porta la firma della dottoressa Roberta Giacchero, responsabile del dipartimento materno infantile che ha saputo, con la sua squadra, organizzare, dirigere e rassicurare le future mamme.

«Abbiamo avviato una serie di azioni volte a favorire le puerpere e i neonati – spiega la dottoressa -. Siamo partiti con la creazione di un pronto soccorso in ostetricia che prevede un iter preciso: alle donne viene fatto un tampone naso faringeo e, a seconda del risultato, vengono avviati percorsi separati. Abbiamo cercato di creare una certa normalità mantenendo i corsi di preparazione al parto, ma al fine di limitare l’accesso delle donne al reparto, abbiamo creato una modalità organizzativa a distanza che vede la partecipazione di tutti i professionisti coinvolti nel percorso nascita. Questa modalità di erogazione – prosegue la dottoressa – permette un elevato valore di interattività con le donne gravide in un regime di protezione. Abbiamo poi creato il telefono cosiddetto “pronto mamma” per garantire un supporto nelle fasi successive alla dimissione, per evitare inutili accessi alla struttura ospedaliera. A disposizione delle mamme, è un numero telefonico a cui possono rivolgersi per problemi legati al post-parto e all’allattamento. C’è un’ostetrica che, a seconda delle necessità riscontrate, attiverà le altre figure di riferimento».

LEGGI ANCHE: ABORTO E COVID-19, L’APPELLO DI ASSOCIAZIONE COSCIONI E AMICA PER UNA CORRETTA APPLICAZIONE DELLA 194: «LEGGE DA DIFENDERE, OGGI PIÙ CHE MAI» 

L’ospedale ha attivato anche un servizio di assistenza per il periodo successivo al parto: «Per il post-partum – sottolinea la dottoressa Giacchero – abbiamo creato il cosiddetto “home visiting” per tutti i neonati che risiedono nell’area ASST di Lodi. Si tratta di una equipe formata da un’ostetrica, un’infermiera pediatrica e una puericultrice; insieme, programmano con la famiglia la visita domiciliare che viene svolta partendo da un’attività di triage per verificare una possibile infezione da Covid. La visita domiciliare ha poi il compito di valutare il corretto adattamento alla vita del neonato, l’allattamento al seno e l’eventuale presenza di ittero neonatale. Là dove previsto dalle normative – evidenzia – viene effettuato poi anche il secondo screening neonatale, tutto questo per evitare che il neonato e la mamma debbano tornare in ospedale. È un percorso che abbiamo intenzione di portare avanti anche in futuro indipendentemente dall’epidemia, perché ha riscosso molto successo tra le mamme».

Un ospedale che ha saputo dunque trasformare una gestione emergenziale in un’organizzazione ottimale e che sarà un modello per i futuri reparti di neonatologia. «Le mamme si sentono protette – conclude la Giacchero -. Questo obiettivo è stato raggiunto e contiamo di proseguire su questa strada anche per il futuro. Un angolo separato dal resto dell’ospedale con un percorso nascite definito e con la possibilità di fare tutti gli esami di screening necessari nei primi mesi di vita del bambino in sicurezza».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Dopo il Covid-19, la pneumologia guarda al futuro
Parte la “Next generation. Pneumologi di domani a confronto” nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza a Roma. Fino a domenica 5 dicembre i lavori in presenza e online del convegno SIP/IRS a cura di Francesco Lombardi e Carlo Vancheri
Dati ISS: Rt a 1,20 e incidenza in salita. Forte aumento casi non associati a catene già note
Ancora in salita Rt e incidenza sul territorio nazionale. Diminuiscono i casi rilevati tramite tracciamento contatti e anche l'Rt ospedaliero, che arriva a 1,09
Omicron, Cavaleri (Ema): «Servono due settimane per capire se evade l’immunità dei vaccini. Presto nuove autorizzazioni»
Il direttore della strategia vaccinale dell’Agenzia europea del farmaco elenca le prossime scadenze e i progetti in cantiere
Vaccino Covid 5-11 anni: il sì di AIFA e tutte le informazioni utili
Dopo il via libera di AIFA al vaccino Covid per i bambini l'Italia si prepara alle prime somministrazioni per metà mese. Subito attivata la rete dei pediatri per fornire supporto, in attesa di ricevere le dosi. C'è un rischio miocarditi?
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 3 dicembre, sono 264.261.428 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 5.235.680 i decessi. Ad oggi, oltre 8,08 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Ecm

Proroga ECM in scadenza, De Pascale (Co.Ge.A.P.S.): «Inviate agli Ordini posizioni formative degli iscritti»

Il presidente del Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie a Sanità Informazione: «Pronti ad affrontare fine proroga, poi Ordini valuteranno che azioni intraprendere con inadem...
Salute

«A Natale 25-30mila casi al giorno e 1000 decessi settimanali. Tutto dipenderà dal Governo». L’analisi del fisico Sestili

L’intervista al divulgatore scientifico Giorgio Sestili: «La curva continuerà a crescere di un 25-30% settimanale. Lo scenario drammatico in Austria e Germania si può ripropo...