Salute 28 Aprile 2022 16:53

Influenza aviaria, primo contagio umano. Sorice (SIMeVeP): «Rischio diffusione basso, ma monitoriamo»

Il contagiato è un bambino cinese che vive in una comunità rurale. «Salto di specie più probabile in contesti di promiscuità uomo-animali. Non è il caso dell’Italia»

Influenza aviaria, primo contagio umano. Sorice (SIMeVeP): «Rischio diffusione basso, ma monitoriamo»

È stato confermato dalla Commissione sanitaria cinese il primo caso conosciuto di contagio umano del ceppo H3N8 di influenza aviaria. Si tratta di un bambino di quattro anni della regione di Henan, ricoverato in ospedale da poco meno di un mese con febbre ed altri sintomi. Il piccolo paziente proviene da un contesto familiare rurale, che vive a stretto contatto con polli e altri volatili selvatici. È probabile, quindi, che il contagio sia avvenuto per contatto diretto con un animale infetto. A quanto pare, inoltre, nessuno degli altri componenti della famiglia risulterebbe contagiato.

Nonostante le autorità affermino che i rischi di diffusione del virus tra gli esseri umani sia basso, la preoccupazione a livello mondiale è inevitabile, soprattutto dopo due anni di pandemia causata da un virus che, come in questo caso, aveva fatto il cosiddetto salto di specie. Con Antonio Sorice, presidente della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVeP), abbiamo fatto il punto della situazione, dei possibili rischi per l’uomo, e delle strategie di monitoraggio e prevenzione attuate dal nostro Paese in ambito veterinario.

Presidente, le autorità cinesi sostengono che il rischio di diffusione resta basso con contagio umano da aviaria. È davvero così o rischiamo di replicare il disastro innescato a dicembre 2019?

«Allo stato attuale le conoscenze che abbiamo in merito all’influenza aviaria ci consentono di affermare che le probabilità di contagio diretto restano basse. Abbiamo già osservato rari casi, nel corso degli anni, di passaggio diretto all’uomo di vari ceppi del virus dell’influenza aviaria (ceppi che, ricordiamo, presentano diversi livelli di diffusibilità e patogenicità), che non hanno innescato epidemie, per cui anche stavolta siamo piuttosto tranquilli riguardo questo aspetto.

C’è poi da sottolineare che i salti di specie sono più frequenti e probabili in contesti di promiscuità tra mondo umano e animale, come l’usanza di allevare polli in casa, riconducibile al caso del bambino cinese contagiato. Ma sono ovviamente fenomeni che non appartengono alla nostra cultura. Tuttavia, come tutte le patologie trasmissibili dagli animali all’uomo anche questa è da attenzionare. In Italia abbiamo avuto negli ultimi mesi dei focolai di influenza aviaria, soprattutto in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, che oggi si stanno risolvendo anche grazie alla capacità dei Dipartimenti Veterinari di intercettarli rapidamente all’interno degli allevamenti attraverso efficaci piani di monitoraggio».

Come è possibile identificare o prevedere lo scoppio di queste epidemie tra gli animali?

«Si tratta di un virus che proviene principalmente dalla famiglia degli Anatidae selvatici e che talvolta, per vari fattori, riescono ad oltrepassare le barriere della biosicurezza messe in atto nei nostri allevamenti e penetrare negli stessi. In tutte le regioni d’Italia i Dipartimenti e i Servizi Veterinari, attraverso i piani di sorveglianza coordinati dal Ministero della Salute e grazie all’intensa attività di monitoraggio sia negli allevamenti sia negli ecosistemi selvatici, riescono ad intercettare precocemente la presenza di eventuali focolai. Le analisi vengono svolte in collaborazione dalla rete dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali italiani. In aggiunta a questo, c’è comunque l’obbligo da parte degli allevatori, dei produttori e dei veterinari che operano in queste aziende, di segnalare eventuali episodi di mortalità anomale rispetto allo standard ai Dipartimenti che eseguiranno tutte le analisi del caso».

Quali sono i sintomi dell’influenza aviaria per l’uomo?

«In letteratura abbiamo sintomi perlopiù sovrapponibili a quelli dell’influenza umana, anche qui con le variabili dovute ai diversi ceppi. Si tratta nella maggior parte dei casi di febbre, affezione delle alte vie respiratorie e congiuntivite, fermo restando la possibilità di manifestazioni cliniche più severe in caso di fragilità o patologie pregresse».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Influenza aviaria, nuove epidemie nel mondo preoccupano gli scienziati
Attualmente un ceppo altamente infettivo e mortale del virus dell'influenza aviaria ha colpito decine di milioni di pollame in Europa, Asia, Africa e Nord America. La presenza della malattia negli uccelli selvatici rappresenta un rischio significativo per le specie vulnerabili
di Stefano Piazza
Influenza aviaria, Ugolini (SIVEMP): «I focolai di Ostia Antica non sono un pericolo per l’uomo»
Il vice-segretario nazionale SIVEMP: «Averli identificati conferma il buon funzionamento del sistema italiano di sorveglianza epidemiologica veterinaria. Quando il virus isolato risulta ad alta patogenicità tutti gli animali presenti nell’allevamento vengono abbattuti e l’ambiente sanificato»
di Isabella Faggiano
Influenza Aviaria, ecco il decreto con i fondi alle Regioni. Il Ministro risponde
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 91, del 19.04.2018, il Decreto 14 marzo 2018 del Ministro della salute che, di concerto con il Ministro delle politiche agricole, ripartisce alle Regioni i fondi per l’emergenza avicola previsti dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 “Legge di Bilancio”. Il Decreto assegna alle amministrazioni regionali […]
di Beatrice Lorenzin - Ministro della Salute
Aviaria: due nuovi casi nel Vicentino e nel Padovano. Scattano le misure di emergenza
Segnalati casi di aviaria in due allevamenti nel Vicentino e nel Padovano. A Pojana Maggiore (Vicenza) e a Vo’ Euganeo sono scattate le misure di emergenza per circoscrivere il virus ad alta patogenicità. La Regione ha ordinato le misure obbligatorie di protezione, nel raggio di tre chilometri, e quelle di sorveglianza, nel raggio di dieci […]
Influenza aviaria, un caso in Italia. Come affrontarla? Il Ministro risponde…
L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, sede del Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza aviaria, ha confermato una positività per virus influenzale tipo A, sottotipo H5N5, in organi prelevati da un fischione selvatico, specie simile alle anatre, ritrovato morto a Grado, presso la Valle Artalina, in provincia di Gorizia. Le analisi hanno confermato che si tratta […]
di Beatrice Lorenzin - Ministro della Salute
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 4 luglio, sono 549.184.038 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.339.118 i decessi. Ad oggi, oltre 11,75 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nbs...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Negativo con i sintomi, quando posso ripetere il test?

Capita sempre più spesso che una persona con i sintomi del Covid-19 risulti negativa al primo test. Con Omicron sono stati segnalati più casi di positività ritardata. Meglio ripet...