Salute 25 Febbraio 2019

Infermiere di famiglia, Aceti (FNOPI): «Chiediamo che venga previsto dal nuovo Patto per la Salute»

Il portavoce della Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche elogia i risultati ottenuti sulla salute della popolazione e sui sistemi sanitari dalla sperimentazione dell’infermiere di famiglia e di comunità in Lombardia, Piemonte e Toscana e ne auspica la messa a sistema in tutto il Paese

Immagine articolo

Tonino Aceti è da poco il portavoce della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), ma non ha dubbi sul fatto che quella sull’infermiere di famiglia e di comunità sia una delle principali battaglie da affrontare a nome dell’intera comunità dei camici verdi. L’obiettivo, adesso, è inserire la figura dell’infermiere di famiglia nel nuovo Patto per la Salute.

«I presupposti perché questo accada ci sono tutti, e la FNOPI si sta attivando per essere protagonista di questo processo» sottolinea Aceti ai nostri microfoni, a margine dell’incontro “Academy, il governo dell’assistenza sanitaria” organizzato su iniziativa del senatore Antonio De Poli da Motore Sanità. Tra le principali tematiche affrontate nel corso del pomeriggio, quella dell’integrazione tra ospedali e territorio nella lotta alle cronicità l’ha fatta da padrone. E Aceti non poteva che portare l’infermiere di famiglia come esempio virtuoso di figura che «riavvicina il Servizio sanitario nazionale alle persone». Aceti accende infatti i riflettori sul «problema enorme delle aree interne più disagiate del Paese, che rappresentano i 3/5 del nostro territorio in cui vive 1/4 della popolazione. Aree e comunità in cui non ci sono servizi, e dove gli infermieri, in stretto coordinamento con gli altri professionisti, possono portare sanità e risposte del Servizio sanitario nazionale».

Più del 70% degli infermieri, tuttavia, è ancora impegnato negli ospedali. Il restante 30% opera, «ancora in modo un po’ troppo scoordinato e non sempre all’interno della cornice del Piano Nazionale della Cronicità», nei servizi territoriali. L’esperienza dell’infermieristica di famiglia è per ora realtà solo in tre regioni italiane, Toscana, Lombardia e Piemonte, dove «sta producendo sulla salute della popolazione e dei Servizi sanitari regionali degli ottimi risultati. Il nodo è quindi estendere queste esperienze a tutte le altre Regioni, ma oggi – prosegue Aceti –, in un regionalismo che aumenta le difformità, queste esperienze rischiano di non trovare una messa a sistema».

A detta del portavoce della FNOPI, l’infermiere di famiglia «porta il Servizio sanitario nazionale dentro le case delle persone, individuando e prendendo in carico in modo proattivo i bisogni della popolazione e sostenendo le famiglie». Ovviamente tra i suoi compiti rientrano tutte le attività infermieristiche: «Coordina e integra gli interventi – spiega Aceti -, fa sì che non ci sia una frammentazione del percorso che purtroppo caratterizza il SSN. Oggi – prosegue – il paziente corre dietro ai professionisti e ai servizi; in questo caso, invece, sono gli infermieri ad andare incontro al paziente, senza aspettare che esprima un problema ma estrapolandolo e offrendogli soluzioni pratiche».

«Credo – conclude Aceti – che quello dell’infermiere di famiglia sia un bellissimo modello di iniziativa di sanità, e non di sanità di attesa, su cui dovremmo investire sempre di più».

LEGGI ANCHE: INFERMIERE DI FAMIGLIA, MANGIACAVALLI (FNOPI): «PERCORSO FORMATIVO GIA’ ATTIVO. MANCA INCARDINARE QUESTO RUOLO NEL SSN»

Articoli correlati
Chi saranno i medici scolastici? Pensionati, giovani, pediatri o stranieri. Le proposte dal mondo della sanità
Se per Cricelli (Simg) la soluzione è richiamare i medici in pensione, Mazzacane (Cisl Medici) punta sui camici grigi. Secondo Magi (Sumai) i pediatri di libera scelta sono l’opzione ideale e Aodi (Amsi) vede un’opportunità per i medici di origine straniera. Mangiacavalli (Fnopi) chiede invece l’istituzione dell’infermiere scolastico
Sia riconosciuto e valorizzato il ruolo dei Dirigenti delle Professioni Infermieristiche e Sanitarie
Di Bruno Cavaliere, Presidente S.I.D.M.I
di Bruno Cavaliere, Presidente S.I.D.M.I
Presidente Casellati incontra Fnopi: «Infermieri fondamentali per diritto alla salute, grazie»
La presidente del Senato ha incontrato i vertici Fnopi, Barbara Mangiacavalli e Tonino Aceti e ascoltato le istanze. Ha assicurato il suo impegno nelle sedi istituzionali per sottolineare il ruolo degli infermieri durante la pandemia e dopo
Covid-19, De Palma (Nursing Up): «Report Inail mette a nudo l’amara realtà. Noi infermieri come soldati allo sbaraglio»
«L’83 per cento dei casi denunciati di avvenuto contagio erano infermieri. Il 63 per cento delle vittime nel mondo sanitario erano infermieri. I dati non lasciano spazio a dubbi» così il presidente del Sindacato Infermieri Italiani
Dati Inail, Regimenti (Lega): «Infermieri più colpiti dal virus, Governo li tuteli»
«Rivolgo un appello accorato al Governo: non dimentichi gli operatori della sanità, che tanto hanno dato nel momento più virulento della pandemia, sacrificando se stessi e la propria famiglia» sottolinea l'eurodeputato della Lega commentando i dati Inail dal 15 al 30 giugno sui contagi dal Covid-19 al lavoro
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Salute

Tumori della pelle in aumento, l’allarme di Ascierto: «Paura Covid ha scoraggiato i controlli»

L’esperto: «Una diagnosi precoce consente alti tassi di guarigione, la prevenzione è l’arma più efficace»