Formazione 12 Maggio 2018

Infermiere di famiglia. Mangiacavalli (Fnopi): «Percorso formativo già attivo. Manca incardinare questo ruolo nel Ssn»

«Assistenza domiciliare, promozione della salute, rispetto dell’aderenza terapeutica, gestione dei rapporti con le altre professioni sanitarie. Sono solo alcune delle funzioni svolte dall’infermiere di famiglia e di comunità». Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, sottolinea l’importanza di questa figura professionale, in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere

di Isabella Faggiano
Infermiere di famiglia. Mangiacavalli (Fnopi): «Percorso formativo già attivo. Manca incardinare questo ruolo nel Ssn»

Il 12 maggio del 1820 nasceva Florence Nightingale, considerata la fondatrice della assistenza infermieristica moderna. In suo onore, dal 1974, nel giorno della sua nascita, si celebra la Giornata internazionale dell’Infermiere. Una professione in continua evoluzione che oggi si prepara ad affrontare nuove sfide

«Tra queste – ha spiegato la presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri, Fnopi, Barbara Mangiacavalli c’è senz’altro il pieno riconoscimento dell’infermiere di famiglia e di comunità. Una figura fondamentale che non ha ancora ottenuto una precisa collocazione nel Sistema Sanitario Nazionale».

«Il ruolo dell’infermiere di famiglia e di comunità – ha sottolineato Mangiacavalli – è indispensabile sia per la presenza costante sul territorio, che per la sua capacità di  fare da collettore tra i vari professionisti. Tiene insieme il medico di famiglia, figura fondamentale, gli specialisti ospedalieri territoriali, che prendono in carica il problema acuto della patologia, fino a tutta la rete di servizi, compreso gli assistenti sociali e i volontari».

Ma i suoi compiti non finiscono qui: «Si occupa della presa in carico del paziente che, uscito all’ospedale dopo un episodio acuto, ha  bisogno di attivare una rete di assistenza domiciliare. Ancora – ha aggiunto la presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri – gestisce interventi di promozione della salute sul cittadino sano, attiva percorsi legati all’aderenza terapeutica, monitora il paziente cronico, che potrebbe non curarsi o curasi male, per evitare che possa avere delle riacutizzazioni e quindi frequenti ricoveri ospedalieri».

Nonostante la molteplicità di funzioni che è in grado di ricoprire l’infermiere di comunità non ha trovato ancora una collocazione diffusa: «In Italia non è una figura strutturata – ha commentato Mangiacavalli –  ci son state solo alcune sperimentazioni in poche regioni italiane».

Eppure i professionisti sono già formati, ci sarebbe solo da metterli a lavoro. «Abbiamo dei master sull’infermieristica di famiglia e di comunità molto frequentati – ha spiegato la presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri – corsi che offrono delle competenze utili anche a realizzare la cosiddetta sanità di iniziativa, tipica della rete territoriale, diversa dalla sanità di attesa. Occorre, dunque, solo definire come incardinare questa funzione all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. E per questo è auspicabile la programmazione di un passaggio in conferenza Stato-Regioni»

Sui tempi di realizzazione la presidente della Fnopi non si sbilancia: «sono condizionati dal momento che stiamo vivendo», ha detto. Ma sulla necessità non ha dubbi: «Ritengo che sia assolutamente fondamentale attivarlo. Perché –  ha specificato Mangiacavalli – il panorama sociale è costituito da un numero crescente di cittadini che hanno bisogno di essere assistiti, presi in carica, curati nel loro ambiente di vita quotidiana. Devono arrivare all’ospedale per acuti solo quando realmente serve. La vita di tutti i giorni, soprattutto per i pazienti cronici, più fragili degli altri, deve potersi svolgere anche fuori dalle strutture sanitarie».

Diffondere su tutto il territorio italiano la figura dell’infermiere di famiglia porterebbe benefici non solo per la salute dei cittadini, ma anche per le casse dello Stato. «Pensiamo anche solo all’aderenza terapeutica – ha detto Mangiacavalli – che potrebbe raggiungere livelli ottimali riuscendo a lavorare sulla consapevolezza del paziente, su quella dei familiari e dei caregiver.  Già questo – ha concluso la presidente Fnopi – abbatterebbe dei costi del tutto evitabili per il Ssn».

Articoli correlati
“Protocollo domiciliare uniforme” per uscire da emergenza. Siclari (FI): «Riaprire ospedali chiusi o depotenziati»
Nel corso della conferenza “Covid: come uscire dall’emergenza” Giovanni Carnovale, Presidente del forum medico Nuovo Rinascimento, ha chiesto lo stop alla regionalizzazione della sanità: «La sanità non può essere gestita da venti protocolli diversi, da venti task force diverse». Tra gli ospiti anche Ranieri Guerra (OMS) e Annamaria Parente (Presidente Commissione Sanità)
Intervista ad Antonella Polimeni, prima Rettrice della Sapienza: «Didattica sempre più innovativa e internazionale»
«Mi auguro che questa emergenza sia un’occasione per finanziare in maniera adeguata la formazione e la ricerca, e a stimolare un’importante riflessione sul SSN. Vorrei che le tre Facoltà romane di Medicina sviluppassero insieme una progettualità per migliorare l’offerta sanitaria ai cittadini e l’offerta didattica»
La formazione a distanza conquista i medici: boom nelle regioni ‘rosse’
L’identikit del medico che si aggiorna in epoca Covid: ha buone capacità informatiche, considera la FAD il futuro e la preferisce perché è padrone del proprio tempo
La stanza dove abbracciarsi non è vietato: «Migliora umore e benessere di anziani e disabili»
La struttura è stata realizzata all’interno della Rsa Domenico Sartori, a Castelfranco Veneto. La direttrice: «In pochi giorni è migliorato il tono dell’umore e il benessere di tutti i nostri ospiti, anziani e disabili. L’abbiamo ideata pensando alle incubatrici che proteggono i bambini prematuri senza sottrarli all’affetto dei propri genitori»
di Isabella Faggiano
Il 21 novembre 2020 è la Giornata dell’assistente sanitario
Un professionista di grande importanza nel mondo sanitario: in possesso della laurea in Assistenza sanitaria (L/SNT/4) abilitante all'esercizio della professione di Assistente sanitario, e dell’iscrizione all’albo presso gli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM e PSTRP). Rappresenta una delle prime figure professionali che si incontra in ambito della prevenzione fin dai primi giorni di vita, per le vaccinazioni dell'infanzia
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 27 novembre, sono 60.997.052 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.432.299 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 27 novembre...
Voci della Sanità

Manovra 2021, prevista indennità per gli infermieri. Beux (FNO TSRM e PSTRP): «Offesa alle altre professioni sanitarie, si premi il merito»

L’articolo 66 della bozza della Legge di Bilancio prevede una indennità di “specificità infermieristica” in vigore a partire dal primo gennaio 2021. Ma il Presidente del maxi Ordine delle prof...
Salute

Covid-19, Stefano Vella: «Dall’HIV abbiamo imparato che i virus vanno affamati»

Intervista a Stefano Vella dell'Università Cattolica di Roma: «Pandemia dichiarata colpevolmente in ritardo, ci siamo fidati della SARS. Testare tutti è impossibile, dobbiamo raggiungere una copert...
di Tommaso Caldarelli