Salute 10 Aprile 2019

Fine vita, Penco (Sicp): «La legge sull’eutanasia non è una priorità. Prima occorre incrementare le cure palliative»

Il presidente della Società italiana di cure palliative: «Solo quando le leggi già approvate saranno pienamente attuate e il cittadino avrà a disposizione tutti i servizi a cui ha diritto, allora sarà possibile fare un’analisi delle reali richieste di eutanasia»

di Isabella Faggiano
Immagine articolo

«Sono poche le persone che ricorrono all’eutanasia o al suicidio medicalmente assistito, anche in quei Paesi in cui è stata approvata una legge in materia». Lo dice Italo Penco, presidente della Sicp, la Società Italiana di Cure Palliative, per sottolineare che «approvare una legge sull’eutanasia non è così importante per l’Italia. Piuttosto – aggiunge Penco – bisognerebbe impegnarsi affinché le normative vigenti trovino una piena applicazione».

Un parere completamente opposto a quello espresso di recente dal ministro della Salute, Giulia Grillo, che ha definito La legge sull’eutanasia «assolutamente prioritaria. Abbiamo aspettato tanto – aveva dichiarato, in occasione della presentazione del Rapporto al Parlamento sulle cure palliative – e ora c’è anche una sollecitazione dalla Corte Costituzionale. Non so cosa serva ancora per spingere il Parlamento a legiferare».

Eppure per il presidente della Sicp la soluzione sarebbe racchiusa proprio nelle cure palliative «ancora troppo poco conosciute dalla maggior parte dei cittadini. La formazione – commenta Italo Penco ai microfoni di Sanità Informazione – è ancora indietro rispetto a quanto previsto dalla legge e le reti di cure palliative non sono ancora sviluppate in maniera omogenea su tutto il territorio. È evidente che se il malato viene lasciato solo con la sua sofferenza sarà più facilmente indotto a chiedere di mettere fine alla sua vita. Una richiesta di eutanasia o di suicidio medicalmente assistito avviene laddove non ci sono alternative».

LEGGI ANCHE: FINE VITA, MAURIZIO MORI (CONSULTA BIOETICA): «LEGGE SUL TESTAMENTO BIOLOGICO E’ BUONA MA APPLICAZIONE ANCORA LONTANA»

Tuttavia, anche quando le cure palliative saranno pienamente disponibili su tutto il territorio nazionale, pur riducendo il ricorso all’eutanasia, non lo annullerebbero. «È indubbio – dice Itaolo Penco – che esistono delle situazioni particolari in cui, nonostante la possibilità di ricorrere alle cure palliative attive, il malato è talmente sofferente da non essere più in grado di tollerare il suo stato di malattia e pertanto richiederà di morire anticipatamente. Si tratta di casi che andrebbero studiati più attentamente da un punto di vista sia scientifico che epidemiologico per poter dare delle risposte. Questo perché le cure palliative per definizione “non prolungano la vita e non cercano nemmeno di ridurla”».

Una nuova legge creerebbe ulteriore confusione su un argomento già poco chiaro per molti cittadini. «Per il momento – sottolinea il presidente Sics – siamo contrari ad una legge così come è stata impostata: i primi due articoli relativi all’autodeterminazione del paziente sono stati già superati dalla Legge 219 sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat)».

La priorità dovrebbe essere provvedere all’applicazione delle leggi già in vigore anche per poter effettuare una reale analisi dei bisogni dei cittadini: «Solo quando le leggi saranno attuate e il cittadino avrà a disposizione tutti i servizi a cui ha diritto, allora, solo in quel momento – conclude Penco – sarà possibile fare un’analisi delle reali richieste di eutanasia».

Articoli correlati
Cure palliative pediatriche: su 30mila bambini malati solo 1.500 le ricevono
Dei 30.000 minori con diagnosi di inguaribilità solamente un 5% usufruisce dei servizi previsti dalla legge. L'OMS: «Una responsabilità etica e un imperativo morale dei sistemi sanitari. L'accesso alle cure palliative è ancora molto scarso, il che determina ogni anno a milioni di bambini vulnerabili, sofferenze evitabili»
Fine vita, Gaudio (Sapienza): «Serve formazione adeguata, tema non può essere lasciato ai mass media»
Il Rettore del primo ateneo romano si mostra cauto sulla possibilità di un intervento normativo: «Le norme da un lato possono dare maggiori certezze, dall’altro rischiano di irrigidire dei processi che non sono mai uguali l’uno con l’altro»
Fine vita, docenti concordi: «Serve formazione ad hoc o medici resteranno indietro»
Per Macrì (Consulta deontologia FNOMCeO) il medico «deve essere aperto a recepire istanze di tutela della dignità, di riservatezza e soprattutto della libertà di autodeterminazione dei trattamenti sanitari». Familiari (Sant’Andrea): «Profilo formativo biomedico-psicosociale fondamentale. Nel Codice deontologico c’è tutto»
«È stata una battaglia per la libertà di tutti. Mi è mancato il sostegno di medici e infermieri». Parla la compagna di Dj Fabo
Applausi e standing ovation alla Sapienza per Valeria Imbrogno, la compagna di Fabiano Antoniani, il ragazzo tetraplegico e cieco che nel 2017 decise di togliersi la vita in Svizzera: «Bisogna essere liberi di poter scegliere in qualsiasi momento della propria vita». Dopo l’intervento della Consulta chiede che «il legislatore si dia una mossa» sul fine vita
Suicidio assistito, eutanasia, DAT: cosa cambia nella responsabilità per il medico?
La Sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita pone nuovi interrogativi ai medici in ambito di responsabilità professionale. Alcuni chiarimenti con il contributo del Prof. Pasquale Macrì della Prof. Paola Frati, a margine del convegno dell’Università La Sapienza.
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 29 maggio, sono 5.814.885 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 360.412 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA   Bollettino delle ore 18:00 del 29 ma...
Lavoro

Covid-19 e Fase 2, come prevenire il contagio: ecco il vademecum per gli operatori sanitari

Le misure di protezione per gli operatori e i pazienti, l’organizzazione degli spazi di lavoro, la guida al corretto utilizzo dei Dpi, il triage telefonico, la sanificazione e la disinfezione degli ...
Salute

Covid-19 e terapia al plasma, facciamo chiarezza con il presidente del Policlinico San Matteo: «Tutti guariti i pazienti trattati a Pavia e Mantova»

Venturi: «Oggi l’unica possibilità di superare questo virus deriva dalla risposta del nostro sistema immunitario». E aggiunge: «Il 10% dei lombardi positivi ai test sierologici con anticorpi neu...
di Federica Bosco