Salute 28 Agosto 2019

Lotta all’epatite C, Binetti: «Esempio di buona politica, ma ora facilitare accesso ai farmaci»

La Senatrice, membro della Commissione Sanità interviene sulla sostenibilità dei farmaci che sradicano la malattia in 8 settimane: «Se la diagnosi è accertata e la terapia è efficace, va assicurata al paziente. Sarà poi il sistema a dover trovare i fondi»

di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti

«Per i pazienti con epatite C la politica ha fatto molto perché la scienza aveva fatto moltissimo. Ma c’è ancora molto su cui lavorare. Bisogna dare ai pazienti una tale speranza ed il segnale di un rispetto così profondo che non abbiano paura di affrontare né la diagnosi né la terapia». Sono le parole della senatrice Paola Binetti (Gruppo Forza Italia) che ricorda il buon lavoro svolto dalla politica per i 200mila italiani che soffrono di epatite C, a partire dal «rendere disponibile la terapia, che è vincente, nonostante costi moltissimo».

I nuovi farmaci per questa malattia sono «in grado di sradicare la malattia nell’arco di 8 settimane» e sono offerti dal Sistema sanitario nazionale; tuttavia più volte è stata messa in discussione la loro sostenibilità: «Abbiamo sempre detto – commenta la senatrice Binetti – che quando c’è una diagnosi certa e c’è una terapia efficace, quella terapia va garantita e assicurata al paziente. Sarà il sistema a dover trovare i fondi, magari tagliando in ambiti in cui i risultati sono inferiori o in altri ambiti della vita sociale; ma il paziente con epatite C deve avere la garanzia assoluta di poter accedere a questi farmaci».

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«Anzi – aggiunge la Binetti -, adesso bisogna facilitare l’accesso al farmaco e fare in modo che, grazie ad un’attenta campagna di prevenzione, il numero delle persone che contraggono l’epatite C si riduca».

«Quella sull’epatite C – conclude la Senatrice – è una delle grandi vittorie del nostro Sistema sanitario nazionale, che ha senz’altro molte ombre e molte lacune e che ha bisogno di una revisione; ma in questo caso è vicino al paziente e lo aiuta ad uscire definitivamente dalla patologia. Quindi il messaggio che lasciamo ai pazienti è che nei loro confronti c’è stata una buona politica. Una politica che garantisce loro tutto quello di cui hanno bisogno».

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