Salute 11 novembre 2014

Ebola, il verdetto è scritto nei nostri geni

Lo rivela la sperimentazione dell’Università di Washington, ma per la soluzione resta in pole l’Okairos di Pomezia

Immagine articolo

E’ una corsa contro il tempo, ormai, quella che vede impegnati ricercatori e scienziati di tutto il mondo nella ricerca di un vaccino contro Ebola.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, durante il convegno sulle vaccinazioni tenutosi a Roma nei giorni scorsi, ha rassicurato circa “l’accelerata dell’Europa e delle Autorità sanitarie mondiali nella messa a punto di un vaccino efficace e sicuro” che possa essere quindi prodotto e distribuito su larga scala. In pole position la soluzione, tuttora in fase sperimentale, ad opera del team italiano della Okairos. Alle parole del ministro fanno eco quelle del direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, che nella medesima sede ha sottolineato la necessità che “i test siano fatti secondo le regole seguendo una sperimentazione clinica precisa”.

Gli sforzi di esperti e scienziati però non si concentrano solo sul vaccino, ma anche su come l’organismo umano reagisce e combatte la presenza del virus. Uno studio coordinato dai ricercatori dell’Università di Washington, in collaborazione con il National Institutes of Health e l’ateneo della Carolina del Nord, ha utilizzato topi geneticamente modificati in laboratorio per riprodurre le caratteristiche principali della malattia nell’uomo. Scopo dell’esperimento è stato valutare il ruolo giocato da particolari caratteristiche genetiche nella maggiore o minore aggressività del decorso di Ebola. La scoperta? Guarire o morire di Ebola è perlopiù questione di geni. Una rivelazione che, si spera, potrebbe tornare utile proprio nella produzione di un vaccino.

Intanto in West Africa emergono con violenza le conseguenze di un disastro che non è solo sanitario e umanitario, ma economico. L’epidemia sta imponendo costi esorbitanti a Paesi già disastrati, ora letteralmente in ginocchio. Gli orfanotrofi sono al collasso e la crisi alimentare è dietro l’angolo; per evitarla, saranno necessari ancora più fondi messi a disposizione dalla comunità internazionale. La disoccupazione in Liberia e in Sierra Leone sta toccando cifre vertiginose: il lavoro agricolo si è drasticamente ridotto e il cordone sanitario – ovvero la chiusura dei confini – ostacola il commercio e l’entrata dei generi alimentari. I pochi reperibili costano troppo, in un circolo vizioso che, purtroppo, non accenna a spezzarsi.

Articoli correlati
Meningite, primi casi del 2019. Andreoni (Tor Vergata e Simit): «Profilassi indicata per bambini e fasce a rischio. Per gli adulti? Dipende…»
Si riaccende l’attenzione sulla Toscana per un caso di meningococco B. Anche all’Aquila un ricovero. L’intervista a Massimo Andreoni, responsabile Malattie infettive di Tor Vergata e past president del SIMIT
Febbre del Nilo, boom casi in Europa: sono 975. Italia paese con maggior numero di infezioni
Lo rileva bollettino Ecdc. Casi complessivi aumentati di 3,4 volte rispetto al 2017. Vittime per lo più pazienti affetti da altre patologie: in Serbia e Grecia più decessi
Vacanze esotiche e rischi per la salute: malaria e diarrea infettiva le patologie più diffuse, ecco rischi e precauzioni
Roberto Cauda (Gemelli): «Il vaccino rappresenta l’unico modo per poter contrastare delle malattie per le quali non esiste un’efficace terapia. Ma non sempre è necessario: prima di partire consultare i centri di medicina del viaggiatore»
di Isabella Faggiano
Dalla Chikungunya alla Dengue, tornano le malattie infettive. Ricciardi (ISS): «Siamo preoccupati…»
Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: «Stiamo monitorando anche un virus legato ai pipistrelli in Oriente. Popolazione senza vaccinazione più vulnerabile»
SIMIT su HIV, appello alle istituzioni: «Dobbiamo lottare contro il negazionismo. Ministero e ordini intervengano»
In merito al recente caso di cronaca dell’untore di Ancona e alle relative successive affermazioni, il professor Massimo Galli, Presidente SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, interviene sull’argomento. LEGGI ANCHE: UNTORE HIV ANCONA, LO PSICHIATRA: «FORSE MECCANISMO DI NEGAZIONE DELLA MALATTIA, MA NON PSICHIATRIZZIAMO TUTTO È tempo di intervenire «La recente vicenda dell’autotrasportatore di Ancona HIV […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

Formazione ECM, tutte le novità 2019: dall’aggiornamento all’estero alla certificazione

Un dovere sentito sempre più come opportunità professionale. Ecco, in una rapida carrellata, i principali cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il sistema dell’Educazione Continua in M...
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, Beux (TSRM e PSTRP): «Condividiamo obiettivi ma così si rischia sanatoria. In decreti attuativi si ponga rimedio o faremo da soli»

Il provvedimento inserito in legge di Bilancio prevede che chi ha lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni possa continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professi...