Salute 14 ottobre 2014

Ebola bussa alle porte dell’Europa: l’allarme aumenta

L’Oms esclude un’epidemia in Occidente, ma raccomanda l’implementazione delle misure di sicurezza

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La notizia della morte del primo paziente affetto da Ebola negli Stati Uniti (e quella del contagio di un’infermiera che lo aveva in cura), aggiunge un altro tassello a quella che rischia di diventare una delle psicosi più giustificate del nostro secolo.

La notizia arriva in concomitanza con quella del primo caso di contagio in Europa, precisamente in Spagna: si tratta di un’infermiera, quarantaquattrenne, che aveva assistito uno dei missionari rimpatriati dalla Sierra Leone, poi deceduto. L’infermiera attribuisce il contagio ad un errore procedurale da lei commesso durante le cure somministrate al malato, ma la Spagna rischia di essere, oltre che primo focolaio europeo dell’epidemia, anche teatro di una bagarre istituzionale. Il Governo giudica infatti la situazione “sotto controllo”, ma la Commissione europea pone seri interrogativi circa l’adeguatezza del sistema sanitario iberico nel far fronte ad una tale emergenza sanitaria, e chiede conto della comprovata falla nella struttura ospedaliera dove si è verificato il contagio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal canto suo, definisce “inevitabile il verificarsi di casi sporadici di Ebola in Europa, visti i viaggi verso i Paesi colpiti”, ma al tempo stesso “estremamente basso il rischio di diffusione del virus “. L’Europa insomma non avrebbe motivo di preoccuparsi, a patto di non abbassare mai la guardia e di rispettare scrupolosamente i protocolli e le misure di prevenzione. Il ministro Lorenzin, in audizione straordinaria al Senato, tranquillizza e ufficializza l’assenza di casi in Italia (dopo tanti falsi allarmi), e sottolinea che non si corrono rischi ma che, soprattutto in Sicilia, le misure di controllo dovranno essere implementate a causa della posizione geografica dell’isola.

Per Thomas Frieden, il capo del Cdc (Centers for Disease Control), l’epidemia di Ebola in Africa è senza precedenti dai tempi dell’Aids all’inizio degli anni Ottanta. “Sarà una guerra lunga”, ha detto Frieden a proposito di Ebola nel corso di una tavola rotonda a Washington organizzata dalla Banca Mondiale. Intanto, il virus continua a stringere l’Africa occidentale nella sua morsa letale: i morti sfiorano quota 4.000 a fronte del doppio dei contagiati.

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