Salute 20 Giugno 2019

Droghe, preoccupano le nuove sostanze. Testi (medico legale): «Alle classiche si sono aggiunte oppiodi sintetici e derivati dell’anfetamina»

«Oggi rispetto al passato c’è un quadro molto più complesso: la maggior parte dei decessi sono legati a cocaina ed eroina, ma non possiamo dimenticare che i nuovi oppiodi sintetici e anche le droghe di sintesi derivate dall’anfetamina possono concorrere a causare il decesso», commenta il medico legale Roberto Testi

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“Trovato morto in camera da letto, incubo droga killer”. Non è raro di questi tempi imbattersi in articoli di cronaca che lanciano l’allarme sugli effetti delle nuove pericolosissime droghe sintetiche che in qualche modo si stanno affiancando alle più ‘classiche’ cocaina ed eroina. Un fenomeno in crescita, così come in generale il consumo di droga dopo anni di regressione del fenomeno.

Del resto gli ultimi dati ufficiali a disposizione parlavano chiaro: nel 2017, secondo la relazione sui dati relativi alle tossicodipendenze presentata lo scorso novembre, in Italia i decessi direttamente attribuibili all’uso di sostanze stupefacenti sono stati 294, con un aumento di quasi il 10 % rispetto al 2016. In oltre il 50% dei casi, la sostanza correlata al decesso è stata l’eroina.

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Abbiamo approfondito l’argomento con il medico legale Roberto Testi, dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi, che al convegno “La sicurezza delle cure e la tutela dei diritti”, che si è svolto all’Università La Sapienza di Roma, ha tenuto un intervento su “L’epidemiologia sulle droghe d’abuso oggi in Italia”.

Dottore, lei ha parlato dell’epidemiologia dell’abuso di droghe. Un tema molto dibattuto anche dal punto di vista medico-legale. Qual è il quadro delle droghe attuali, c’è un cambiamento rispetto al passato?

«C’è un cambiamento netto. Mentre una volta noi eravamo abituati a confrontarci con morti legate ad overdose di determinate sostanze, oggi sempre più si tratta di morti droga-correlate, cioè ci sono quadri di cambiamenti d’organo legati all’utilizzo di sostanze stupefacenti che non erano nel mercato. Oggi abbiamo poliassuntori, cioè persone che assumono più sostanze delle quali è necessario stabilire l’efficienza causale nel decesso, soprattutto abbuiamo nuove sostanze che non sono comunemente ricercate negli esami di laboratorio. Quindi dobbiamo lavorare sempre di più con i tossicologi e con i chimici per sviluppare metodi che permettano degli screening rapidi, completi e che vadano a rincorrere le nuove droghe che costantemente entrano nel mercato. Quest’anno il sistema nazionale di allerta precoce ha segnalato 144 nuove sostanze che solo nel 2017 sono entrate in circolazione. È chiaro che il lavoro dev’esser fatto insieme tra la sanità pubblica, il patologo forense e il laboratorio di tossicologia».

Quali sono le droghe più riscontrate negli esami autoptici?

«Dal punto di vista statistico noi troviamo sempre che la maggior parte dei decessi sono legati a cocaina ed eroina, ma non possiamo dimenticare che i nuovi oppiodi sintetici, i catinoni, e anche per certi versi le droghe di sintesi derivate dall’anfetamina possono concorrere quantomeno con cocaina ed eroina a causare il decesso. È un quadro molto più complesso e molto più da studiare in termini di collaborazione tra professionisti».

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