Salute 10 gennaio 2019

Dall’ernia del disco alle malattie autoimmuni, tutti gli usi dell’ossigeno-ozono terapia. Lombardia unica regione ad averla inclusa in SSN

Dario Apuzzo, presidente di Airo (Accademia Internazionale Ricerca in Ossigeno-Ozono Terapia) tra i primi negli ’80 a provare questa tecnica. E in futuro potrebbe essere un’arma in più per combattere tumori e SLA

di Federica Bosco

Ossigeno e ozono, due preziosi alleati per la cura di diverse patologie: dalle malattie autoimmuni, alle infiammazioni batteriche o virali, dalla cura di artrosi e artriti fino ad un uso anti age. A confermarlo sono i dati. Negli ultimi due anni un numero crescente di persone ha scelto di farsi curare con questa nuova tecnica 4mila sono i medici che la usano.

Tra i primi a credere in questa nuova frontiera della medicina il professor Dario Apuzzo, medico fisiatra, docente di ossigeno-ozono terapia all’università la Sapienza di Roma, presidente di Airo, Accademia Internazionale Ricerca in Ossigeno-Ozono Terapia, che alla fine degli anni ’80, ha deciso di provare questa metodica. Tra lo scetticismo generale ha investito in quella direzione ed oggi ha il merito di aver dato all’Ossigeno ozono terapia una valenza medica.

Si tratta di una terapia naturale che si applica mediante autoemoinfusione. Con i macchinari di ultima generazione il medico mette l’ago in vena, aspira il sangue in un’ampolla, mette nella stessa il gas che circola e viene fatto defluire. Ciò che cambia nelle terapie è la concentrazione di ossigeno ed ozono, che dipende dalla patologia. Ad esempio, con un sistema immunitario pigro, occorre procedere con una terapia a bassa concentrazione per stimolare il sistema immunitario, al contrario nel caso di una malattia autoimmune come LES (Lupus eridematoso) o psoriasi, dove occorre rallentare il sistema immunitario si useranno alte concentrazioni. Le stesse alte concentrazioni verranno usate per combattere batteri e virus in quanto l’ozono è un potentissimo antibatterico.  Un ottimo risultato si ottiene anche contro i virus perché ne blocca la replicazione e dunque viene usata ad esempio per curare l’epatite virale al posto dell’interferone, evitando quindi anche gli effetti collaterali dello stesso. Esistono poi tutta una serie di applicazioni cutanee, sottocutanee, intramuscolari e infiltrazioni, che si usano per ernia del disco, patologia per eccellenza trattata con ozono sia lombare che cervicale, che sostituisce l’intervento, oppure in campo sportivo si trattano tendiniti, traumi articolari, borsiti, ematomi. Altre applicazioni vengono fatte per cefalee riniti, sinusiti, oppure addirittura può essere assunta per bocca sotto forma di acqua iod ozonizzata che regola la flora batterica intestinale. I trattamenti hanno un costo moderato che si aggira tra i 50 e i 150 euro a seduta.  La Lombardia è l’unica regione italiana ad aver riconosciuto nel Sistema sanitario nazionale l’ossigeno-ozono terapia, pertanto i pazienti lombardi hanno la possibilità di usufruire di alcune terapie specifiche pagando solo il ticket.

Dando uno sguardo al futuro, le nuove frontiere sono indirizzate verso lavori scientifici sui trattamenti di malattie neuro generative come SLA, sclerosi multipla e per la cura dei tumori, infatti l’ossigeno e l’ozono possono essere preziosi alleati della chemioterapia in quanto la rendono più efficace.

 

 

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