Salute 30 Maggio 2022 18:38

Crioconservazione del tessuto adiposo autologo, Altini: «Esempio collaborazione tra pubblico e privato»

Intervista al Direttore sanitario dell’Ausl Romagna Ravenna, dottor Mattia Altini: «L’idea di collaborare, contaminarsi, guardare le cose da punti diversi è un valore che può migliorare anche il Servizio sanitario nazionale»

Nasce in Emilia Romagna una partnership pubblico privata per attività di banking di tessuto adiposo autologo e sviluppo di attività di ricerca nel campo della Bioingegneria Tessutale tra Lipobank e Banca Regionale della Cute di Cesena. La collaborazione, autorizzata del Centro Regionale Trapianti, prevede l’attivazione presso la Banca della Cute della Regione Emilia Romagna della nuova funzione di banking del tessuto adiposo autologo che viene lavorato, convalidato e stoccato per fine trapiantologico presso la Banca avvalendosi di una tecnologia di criopreservazione e scongelamento del tessuto adiposo (brevettata da Lipobank) secondo i più alti standard di sicurezza e sterilità certificati da Organismi Notificati di Importanza internazionale (TUV). Abbiamo chiesto al Direttore sanitario dell’Ausl Romagna Ravenna, dottor Mattia Altini, qual è l’importanza di un progetto di questo tipo.

Direttore, cosa stiamo presentando oggi?

«Oggi stiamo presentando la possibilità di una collaborazione tra due soggetti: uno pubblico, e che quindi ha la titolarità della salute dei cittadini dell’Emilia Romagna, e uno privato, ovvero un’azienda che sta producendo un tessuto che può avere implicazioni molto rilevanti per la salute e che necessitava di una piattaforma tecnologica e di competenze che gli consentissero di avere a disposizione un determinato know how, che in questo momento è garantito dalla competenza tecnica della Banca della Cute».

Un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato…

«Io penso che stare insieme, nelle reciproche responsabilità e con grande attenzione etica verso la natura del proprio impegno professionale, crei valore. L’idea di collaborare, contaminarsi, guardare le cose da punti diversi è un valore che può migliorare anche il Servizio sanitario nazionale».

Che prospettive ha questo progetto?

«La prospettiva più interessante è che, da questa convivenza programmatoria, ne possano nascere delle iniziative di ricerca e di sviluppo che vadano a determinare la produzione di ulteriore conoscenza e che portino a nuovi prodotti, nuove scoperte e ad un sostegno indiretto alla sanità pubblica»

 

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