Salute 21 Agosto 2020

Covid-19 in Italia, Fondazione GIMBE: «Nell’ultima settimana casi aumentati del 141% rispetto a un mese fa»

Il report settimanale della cabina di regia: «Età media dei contagiati scesa a 30 anni. Fondamentale mantenere le misure di precauzione»

Covid-19 in Italia, Fondazione GIMBE: «Nell’ultima settimana casi aumentati del 141% rispetto a un mese fa»

Per la terza settimana consecutiva, in Italia si è registrato un aumento dei casi di Covid tale da riportarci ai numeri che si osservavano all’inizio di giugno. Si è abbassata fortemente l’età mediana dei contagiati, scesa a 30 anni. Da qui la minore gravità dei casi diagnosticati, per la maggior parte asintomatici. In tutte le Regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2: il 63% di questi sono stati identificati grazie all’attività di screening e di identificazione dei contatti stretti; i rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (30,4%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (7,1%). In alcune Regioni è stato segnalato un aumento del numero di ospedalizzazioni, ma non è stato identificato alcun segnale di sovraccarico dei servizi sanitari. In aumento anche il numero di focolai attivi, complessivamente 1077 di cui 281 nuovi; nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 925 focolai attivi di cui 225 nuovi.

Il nuovo report settimanale delle Regioni, relativo al periodo 10-16 agosto, mette nero su bianco quello che ormai è sotto gli occhi di tutti: «L’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento». La cabina di regia del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, quindi, evidenzia ancora una volta la necessità di «mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi, la quarantena dei loro contatti stretti».

COVID-19 IN ITALIA, IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE

Anche il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE conferma l’andamento riscontrato dalla cabina di regia. Sebbene i numeri si riferiscano alla settimana 12-18 agosto, GIMBE rileva, rispetto alla precedente, un incremento del 20,6% dei nuovi casi (3.399 vs 2.818, un valore superiore al 140% rispetto alla settimana 15-21 luglio, quando erano 1.408), a fronte di un lieve aumento dei casi testati (180.300 vs 174.671). Relativamente ai dati ospedalieri, in crescita i pazienti ricoverati con sintomi (843 vs 801) e quelli in terapia intensiva (58 vs 49).

«Dopo 4 settimane di crescita costante – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – siamo davanti a segnali che invitano a mantenere l’attenzione molto alta sull’andamento dell’epidemia nel nostro Paese».

Notevoli le variabilità regionali evidenziate dalla Fondazione: in 6 Regioni e nelle 2 Province Autonome si rileva una riduzione complessiva di 180 nuovi casi rispetto alla settimana precedente, con variazioni che oscillano dai -6 di Bolzano ai -53 dell’Abruzzo. 13 Regioni fanno registrare un aumento dei nuovi casi per un totale di 761 nuovi casi, con un range che varia dai 169 del Lazio agli 8 della Sardegna.

«Davanti a questi numeri – conclude Cartabellotta – se da un lato bisogna evitare inutili allarmismi, dall’altro non è ammissibile sottovalutare il costante aumento dei nuovi casi, anche in vista di appuntamenti cruciali per il Paese, quali riapertura di scuole e università e consultazioni elettorali. L’arma migliore per una serena convivenza con il virus rimane la massima aderenza ai comportamenti raccomandati: dal frequente lavaggio delle mani alle misure di igiene respiratoria, dal distanziamento sociale all’uso della mascherina negli ambienti pubblici al chiuso e all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, al rigoroso rispetto del divieto di assembramenti. Dal canto loro, le autorità sanitarie devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia per identificare e circoscrivere i focolai, sia per individuare tempestivamente casi di importazione e di rientro».

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