Salute 16 Dicembre 2021 10:08

Covid-19, Gimbe: «Con sistema a colori e Omicron verso una silenziosa e pericolosa congestione degli ospedali»

Pandemia in fase critica per la convergenza di vari fattori: stagione invernale, ritardo iniziale nella somministrazione delle terze dosi, zoccolo duro di non vaccinati, festività natalizie e soprattutto la variante Omicron, destinata secondo l’Ecdc a diventare prevalente in Europa nei primi mesi del 2022

Covid-19, Gimbe: «Con sistema a colori e Omicron verso una silenziosa e pericolosa congestione degli ospedali»

Il monitoraggio della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 8-14 dicembre 2021 un aumento di nuovi casi e decessi. Nel dettaglio:

  • Decessi: 663 (+18,8%), di cui 21 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +87 (+11,2%)
  • Ricoverati con sintomi: +1.085 (+17,9%)
  • Isolamento domiciliare: +55.328 (+23,6%)
  • Nuovi casi: 124.568 (+17,8%)
  • Casi attualmente positivi: +56.500 (+23,5%)

Aumentano decessi e posti letto occupati da pazienti Covid-19

In tutte le Regioni ad eccezione di Friuli-Venezia Giulia, Molise e Provincia Autonoma di Bolzano si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi. Si va dal 4,4% dell’Abruzzo al 94,8% della Basilicata. In aumento anche i decessi: 663 negli ultimi 7 giorni con una media di 95 al giorno rispetto agli 80 della settimana precedente. Nonostante l’aumentata pressione sugli ospedali, nelle ultime settimane si è progressivamente ridotta la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica e in terapia intensiva sul totale degli attualmente positivi.

«A fronte di un numero di tamponi stabile – spiega il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta – questo dato è verosimilmente da imputare all’incremento delle terze dosi, che riportano l’efficacia a valori più elevati».

«Sul fronte delle terapie intensive – puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – preoccupa tuttavia l’aumento degli ingressi giornalieri: la media mobile a 7 giorni sale a 70 ingressi/die rispetto ai 59 della settimana precedente».

Vaccini e somministrazioni, crescono le terze dosi

L’80,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e il 77,6% ha completato il ciclo vaccinale. In aumento nella settimana 6-12 dicembre il numero di somministrazioni (n. 3.272.324), con una media mobile a 7 giorni di oltre 460 mila somministrazioni/die: crescono dell’8,8% le terze dosi (n. 2.903.412) e del 5,8% i nuovi vaccinati (n. 236.606).

Preoccupano gli over 50 senza vaccino e gli adolescenti

Nella settimana 6-12 dicembre il numero dei nuovi vaccinati è salito a 236.606 (+5,8%). Sono tuttavia ancora quasi 6,4 milioni le persone senza nemmeno una dose, tra cui preoccupano da un lato 2,45 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall’altro 1,02 milioni nella fascia 12-19 anni che aumentano la circolazione del virus nelle scuole. Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 97,6% degli over 80 al 79,6% della fascia 12-19), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto il 64,6%, nella fascia 70-79 il 40,7% e in quella 60-69 anni il 32,7%.

Terze dosi, tasso di copertura nazionale al 61,4% con nette differenze regionali

Al 15 dicembre sono state somministrate 12.563.534 terze dosi. La media mobile a 7 giorni si è stabilizzata intorno alle 400 mila somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è del 61,4% con nette differenze regionali, dal 45,7% della Sicilia al 71,2% della Toscana.

Variante Omicron, tempo di raddoppio di 2-3 giorni

Lo scorso 26 novembre la variante omicron (B.1.1.529) è stata definita variante di preoccupazione (Variant of Concern – VoC) dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Secondo lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) la variante omicron è stata rilevata in 69 Paesi e, considerata la sua elevata trasmissibilità, è verosimilmente già presente in molti altri. In Italia, secondo i dati ECDC, i casi riportati sono 27 e a livello europeo è in aumento l’incidenza dei contagi locali rispetto a quelli “importati” da altri Paesi. Sebbene i dati sull’impatto della variante omicron siano ancora limitati, l’OMS e l’ECDC segnalano che:

  • Trasmissibilità: i dati epidemiologici provenienti dal Sudafrica e da alcuni Paesi europei (in particolare Danimarca e Inghilterra) mostrano che la variante omicron è più contagiosa della delta con un tempo di raddoppio dei casi attualmente stimato intorno a 2-3 giorni. La rapida crescita nei Paesi con elevati tassi di copertura vaccinale può dipendere da tre fattori: capacità del virus di sfuggire alla risposta immunitaria, aumento di trasmissibilità o combinazione di entrambi.
  • Evasione immunitaria: sembra emergere una maggiore incidenza di reinfezioni in persone guarite e una ridotta efficacia dei vaccini. A tal proposito, i dati del Public Health England mostrano che l’efficacia di due dosi di vaccino sulla malattia sintomatica si riduce nettamente, ma risale dopo la somministrazione della terza dose (circa 70-75%). Non ci sono ancora, tuttavia, dati robusti e conclusivi sull’efficacia dei vaccini nei confronti delle forme severe di malattia da variante omicron.
  • Severità della malattia: anche se i dati sudafricani suggeriscono che questa variante possa causare un quadro clinico meno severo e quasi tutti i casi riportati in Europa sono lievi o asintomatici, le evidenze in tal senso non sono ancora robuste. Anche se la malattia fosse più lieve, l’aumento consistente dei casi potrebbe determinare un incremento delle forme severe, con conseguente sovraccarico ospedaliero.

In questo scenario OMS ed ECDC hanno classificato il rischio della diffusione della variante Omicron come molto alto, raccomandando di rafforzare sorveglianza e sequenziamento, di accelerare la somministrazione di vaccini e richiami (l’ECDC raccomanda di accorciare il tempo del richiamo a 3 mesi invece di 5) e di potenziare le misure non farmacologiche per il contenimento dell’epidemia: mascherine, distanziamento sociale ed evitare assembramenti, igiene delle mani, ventilazione degli ambienti chiusi, smartworking.

Cartabellotta: «Fase critica per l’Italia»

«Il nostro Paese – conclude Cartabellotta – è entrato in una fase critica della pandemia per la convergenza di vari fattori: la stagione invernale, gli oltre 6 milioni di non vaccinati, il netto ritardo iniziale nella somministrazione delle terze dosi, le imminenti festività natalizie che aumenteranno contatti sociali e contagi e, soprattutto, la progressiva diffusione della variante omicron che secondo l’ECDC diventerà prevalente in Europa entro i primi due mesi del 2022. In questo contesto, le ultime misure del Governo, che mirano ad innalzare la protezione nei confronti del virus, non hanno modificato i criteri per assegnare i colori alle Regioni, definiti quando non erano noti il declino dell’efficacia vaccinale e la necessità delle terze dosi e non incombeva la minaccia di una variante così preoccupante. Criteri che lasciano alle Regioni la massima autonomia nell’aumentare la disponibilità di posti letto per ridurre i tassi di occupazione. Il rischio è congestionare silenziosamente gli ospedali e limitare l’accesso alle cure ai pazienti non Covid».


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