Salute 6 Aprile 2020

Covid-19, Aie: «La pandemia si affronta sul territorio. Urge potenziare azione dei servizi di epidemiologia e prevenzione»

Il monito dell’AIE: «Si passi subito all’isolamento selettivo dei casi individuati per spezzare le catene di trasmissione virale e impedire l’insorgenza di nuovi focolai, soprattutto nelle Regioni dove in atto l’incidenza dei contagi è più bassa»

«Nell’attuale fase dell’epidemia si registrano livelli di diffusione del virus molto differenti tra le diverse aree del Paese e dove si sono rilevati i picchi più alti, una volta usciti dalla fase più critica, la guardia dovrà essere mantenuta molto alta – spiegano gli epidemiologi italiani -. Accanto a ciò, si osservano Regioni largamente al di sotto dell’incidenza media nazionale (184 casi ogni 100.000 abitanti) (Calabria 37,8; Sicilia 38,6; Basilicata 45,6; Campania 49; Sardegna 53,3; Puglia 52,2; Molise 65,7; Lazio 68,3;), in cui, quando il lock-down (isolamento generalizzato) terminerà, l’isolamento selettivo dei casi individuati dalla sorveglianza e dei contatti scovati mediante il contact tracing sarà il nodo cruciale per spezzare le catene di trasmissione virale e impedire l’insorgenza di nuovi focolai.

«Va compreso – sottolinea l’Associazione Italiana Epidemiologia (AIE) – infatti, che è molto importante, nei momenti in cui la circolazione del virus si attenua, passare rapidamente da interventi generalizzati di distanziamento e contenimento sociale come quelli in atto adottati (molto onerosi in termini di costi di sistema socio-economici) ad interventi individualizzati di sorveglianza epidemiologica, che oltre a essere meno costosi, consentano la tempestiva individuazione dei nuovi casi, l’esaustivo tracciamento dei contatti ed il loro isolamento».

  • Il grafico mostra i positivi Covid19/100.000 ab. per Regione

«Quest’azione, richiede, però, di superare una visione parziale che guarda prevalentemente al versante ospedaliero e – rileva l’AIE – impedisce di vedere che occorre recuperare un corretto approccio epidemiologico, soprattutto per quelle regioni dove, per fortuna, siamo ancora in tempo a virare; questo se non si continua a perdere di vista il luogo dove il contrasto all’onda epidemica si sarebbe dovuto giocare già ieri: la comunità o, per meglio dire, le comunità. L’approccio epidemiologico pragmatico – avverte l’AIE – è caratterizzato dalla capacità di risposta rapida di indagine e alle emergenze di salute pubblica e nel caso di una pandemia, qual è Covid19, significa affrontarla sul territorio».

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, ALLO STUDIO IL “CERTIFICATO DI IMMUNITÀ” PER TORNARE GRADUALMENTE AL LAVORO

«Da qui anche la proposta AIE – attualmente al vaglio delle istituzioni centrali – proprio volta a verificare la reale diffusione del virus nella popolazione generale nelle varie Regioni e circa l’adozione di un protocollo di indagine siero-epidemiologica campionaria finalizzata a disegnare su base territoriale le strategie di uscita dall’attuale fase di blocco totale delle attività sociali».

«Per l’AIE, dunque, vanno potenziati i servizi territoriali di prevenzione, soprattutto attraverso il ricorso all’epidemiologia di campo, ovvero i “Dipartimenti di Prevenzione” delle ASP/ASL delle Regioni e le loro capacità di sorveglianza delle nuove infezioni sul territorio (casi e loro contatti), unitamente a quella dei medici di famiglia che, al momento attuale, però non sono sufficientemente valorizzati».

«L’azione dei dipartimenti di prevenzione, a causa delle diverse disponibilità strutturali e di personale disponibile, non risulta fortemente efficace, o è efficace a macchia di leopardo, quindi in modo disomogeneo per aree geografiche. A tale fine, va considerato il ricorso alle competenze da destinare alle investigazioni epidemiologiche di campo di tali dipartimenti, ovvero vanno coinvolte persone esperte, epidemiologi addestrati a reagire rapidamente per fermare minacce per la salute emergenti, che possano dirigere personale anche non necessariamente esperto, ma quantomeno motivato, dopo un breve addestramento».

«L’attuazione di efficaci misure di sanità pubblica appropriate a reagire rapidamente per la tutela della salute collettiva contro minacce a livello planetario, note o emergenti, sono strumenti irrinunciabili per il Servizio Sanitario Nazionale» conclude l’Aie.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Real World Evidence e Covid, Trifirò (farmacologo): «Con studi sul “mondo reale” dati per decisioni certe»
«In una situazione di emergenza sanitaria i trial clinici non forniscono risultati in tempi ragionevoli. Gli studi osservazionali, basati su dati di Real Evidence, sono più veloci e, se condotti da professionisti esperti, molto attendibili»
di Isabella Faggiano
Migranti, interrogazione di Regimenti (Lega) a Commissione Ue: «Salute pubblica a rischio, valuti blocco navale per gestire flussi»
In una interrogazione alla Commissione Regimenti chiede anche di «affrontare la questione degli sbarchi nei Paesi del Mediterraneo in coordinazione col Consiglio, con riferimento al pericolo costituito dai migranti contagiosi», risultati positivi al Covid-19
«Quando parliamo di coronavirus dobbiamo usare la parola razzismo»
Due articoli paralleli su New England Journal of Medicine e Lancet affrontano il peso delle disparità razziali: il Covid-19 non colpisce tutti allo stesso modo. Sei misure per intervenire
di Tommaso Caldarelli
Strascichi psichiatrici per più di metà dei guariti da Covid-19, i risultati di uno studio italiano
Le più colpite sono le donne, in cui gli straschichi psichiatrici sono più forti: depressione, ansia e insonnia. Tra le causa risposta immuntaria e stress
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 agosto, sono 18.543.662 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 700.714 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 5 agosto: nell’ambito del ...
Contributi e Opinioni

«Contro il Covid non fate come noi. Non sta funzionando». La lettera di 25 scienziati e medici svedesi

Un gruppo di 25 scienziati e medici dalla Svezia scrive una lettera su Usa Today al resto del mondo: «La strategia "soft" non funziona, abbiamo perso troppe vite»
di 25 dottori e scienziati svedesi
Salute

Tumori della pelle in aumento, l’allarme di Ascierto: «Paura Covid ha scoraggiato i controlli»

L’esperto: «Una diagnosi precoce consente alti tassi di guarigione, la prevenzione è l’arma più efficace»