Salute 26 Marzo 2020

Coronavirus, Spallanzani e Fondazione Toscana Life Sciences insieme per lo sviluppo di anticorpi monoclonali

L’Istituto Spallanzani e la Fondazione Toscana Life Sciences annunciano un accordo per lo sviluppo di anticorpi monoclonali in risposta all’infezione da SARS-CoV-2

«L’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma e la Fondazione Toscana Life Sciences di Siena hanno avviato un innovativo progetto congiunto di ricerca, finalizzato allo sviluppo di anticorpi monoclonali umani in risposta all’infezione da SARS-CoV-2, che potranno essere utilizzati a scopo profilattico/terapeutico e come esca molecolare per la ricerca di antigeni per lo sviluppo di vaccini». Così l’ospedale romano in una nota stampa.

«All’interno del progetto – si legge – l’INMI metterà la sua consolidata expertise nella diagnosi e cura delle malattie infettive, che si traduce nella possibilità di accedere a informazioni e analisi dei pazienti con infezione COVID-19 e nella capacità di isolare, coltivare e caratterizzare l’agente patogeno. La Fondazione Toscana Life Sciences metterà a disposizione del progetto il suo gruppo di lavoro vAMRes (Vaccines as a remedy against Anti-Microbial Resistance), che utilizzerà un approccio sperimentale denominato Reverse Vaccinology 2.0, ideato dal Dott. Rino Rappuoli, Principal Investigator del progetto vAMRes nonché Chief Scientist and Head External R&D di GSK Vaccines, che consiste nel reclutare pazienti convalescenti o guariti da infezioni batteriche o virali e nel prelevarne il sangue, che viene utilizzato per isolare le cellule B, produttrici di anticorpi monoclonali. Questi ultimi – prosegue la nota – vengono clonati ed espressi in opportuni sistemi cellulari per essere poi testati in saggi in vitro contro le specie batteriche o virali, ma possono essere utilizzati anche come strumento per l’identificazione di nuovi antigeni per velocizzare lo sviluppo di vaccini contro un determinato patogeno, nel caso specifico il SARS-CoV-2».

«Gli anticorpi monoclonali umani sono prodotti sicuri, già ampiamente impiegati in terapia tumorale e approvati da tutte le agenzie regolatorie. Recentemente sono stati usati anche per malattie infettive e nel caso dell’infezione da Ebola hanno rappresentato la prima e unica soluzione per terapia e prevenzione – spiega Claudia Sala, ERC Senior Scientist vAMRes Lab, Fondazione Toscana Life Sciences – Inoltre, gli anticorpi monoclonali hanno tempi di sviluppo più rapidi rispetto ai vaccini o ad altri farmaci antivirali e noi riteniamo che tali tempi si riducano ulteriormente trattandosi di virus, entità biologica molto piccola e meno complessa rispetto ai batteri».

LEGGI ANCHE: LA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS IN TEMPO REALE NEL MONDO E IN ITALIA

«Sin dalle prime settimane dell’epidemia, lo Spallanzani è stato in prima linea nell’attività di contrasto al COVID-19 – così il direttore scientifico dell’Istituto, Giuseppe Ippolito – il nostro laboratorio di virologia è stato tra i primi al mondo ad isolare il virus, ha sviluppato in house test diagnostici in grado di rilevare la presenza del virus ben prima che fossero disponibili test commerciali, partecipa ai trial clinici nazionali ed internazionali per la sperimentazione di protocolli di cura. L’accordo con Toscana Life Sciences costituisce in questo senso un passo ulteriore, permettendoci di unire la consolidata esperienza dell’Istituto nel campo dei virus emergenti con la capacità di Toscana Life Sciences di sviluppare anticorpi monoclonali da utilizzare anche contro infezioni virali».

«In questa fase di emergenza, con la pandemia da COVID-19 che mette a dura prova i nostri sistemi sanitari – conclude Marta Branca, direttore generale dell’INMI – l’accordo con la Fondazione Toscana Life Sciences rafforza il ruolo dell’INMI come punto di riferimento nazionale ed internazionale nella ricerca e cura sulle malattie infettive. La nostra stella polare è sempre la stessa: fare ricerca traslazionale, in grado di produrre risultati utilizzabili a breve termine nell’attività di cura».

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