Salute 31 Ottobre 2019

Congresso AIPO, Poletti: «Prevenzione e cure personalizzate per combattere le malattie polmonari»

Per il Presidente dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, Venerino Poletti, è fondamentale focalizzare i progressi della medicina e le nuove frontiere introdotte dalla globalizzazione

di Federica Bosco
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Dalla prevenzione, ai biologici, fino alla messa a punto di un vaccino efficace per le malattie polmonari, tante novità saranno presentate al XX Congresso Nazionale di Pneumologia organizzata da AIPO che si terrà a Firenze dal 13 al 16 novembre. Tre giornate in cui oltre 2000 specialisti si confronteranno su patologie che oggi rappresentano la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Per il Presidente dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, Venerino Poletti, è fondamentale focalizzare i progressi della medicina e le nuove frontiere introdotte dalla globalizzazione.

«I cinque punti che rappresentano il sale di tutto questo congresso – spiega Poletti – sono: la prevenzione, ovvero lo stile di vita, non ammalarsi è il primo passo che potremmo fare con risorse inferiori rispetto a quelle che utilizziamo oggi per le cure; secondo punto è la diagnosi precoce, ovvero è fondamentale essere inseriti in screening a partire dal tumore del polmone fino a quello per la BPCO che è una delle malattie più diffuse, terzo punto è avere coscienza dell’esistenza delle malattie, ossia non trascinare un sintomo a lungo, ma rivolgersi alle prime avvisaglie ad un medico e, se necessario, ad uno pneumologo; quarto punto riconoscere che la ricerca ha un ruolo fondamentale nell’attività clinica e non si fa buona attività clinica se non si fa un’attività di ricerca. Ultimo ma non ultimo, la funzione della società civile affinché la sanità abbia un ruolo importante, in tal senso è fondamentale il ruolo dell’associazione di pazienti e di tutti i cittadini che devono intervenire a livello istituzionale e politico, affinché la sanità pubblica sia sempre al massimo livello».

LEGGI: FUMO E TUMORE AL POLMONE, IL RISCHIO DI MALATTIA NON È UGUALE PER TUTTI. LA RICERCA INT

A proposito di novità, in che direzione sta andando la ricerca?
«L’arrivo dei biologici nelle terapie polmonari è stato fondamentale, ha reso la medicina sempre più raffinata e la cura dei tumori è cambiata in modo significativo, così come dei cardiopatici e di chi ha l’asma grave, e anche delle malattie infettive. Proprio ieri è uscito sull’English Journal of medicine un articolo sul vaccino per la tubercolosi, quindi, come vede, abbiamo un numero rilevante di novità diagnostiche e terapeutiche che fanno riferimento soprattutto al fatto che la ricerca in campo pneumologico è di altissimo livello quindi i farmaci prodotti rispettano tutti i canoni della medicina personalizzata».

Lei diceva che è importante prima di tutto la prevenzione, a proposito diamo qualche consiglio
«Il primo, in assoluto, è non fumare, invece i giovani, in particolare le donne, tendono a riprendere questa abitudine ed è una cosa molto grave. Nonostante sui pacchetti di sigarette si legga che il fumo uccide, il messaggio non è preso in alcuna considerazione. Inoltre, i polmoni vivono all’interno di un corpo più complicato, quindi lo stile di vita è altresì importante per l’apparato respiratorio e dunque fare sport, fare attività fisica e una buona alimentazione sono fondamentali per una buona prevenzione. L’ultima cosa importante riguarda tutta la società civile che ha il dovere di agire con Istituzioni e politica affinché l’inquinamento sia il più contenuto possibile».

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