Salute 28 Luglio 2023 13:00

Colpi di calore, dai pediatri «istruzioni» per riconoscerli e prevenirli

Con temperature così elevare il rischio colpi di calore cresce, anche nei più piccoli. Per questo la Società italiana di pediatria (Sip) ha prontamente stilato una sorta di guida con tutte le regole per proteggere i bambini dalle malattie da calore

Colpi di calore, dai pediatri «istruzioni» per riconoscerli e prevenirli

Con temperature così elevare il rischio colpi di calore cresce, anche nei più piccoli. Per questo la Società italiana di pediatria (Sip) ha prontamente stilato una sorta di guida con tutte le regole per proteggere i bambini dalle malattie da calore. La prima regola è bere molta acqua, anche se non si sente sete. Accanto a ciò, nei giorni di gran caldo come quelli che stiamo vivendo, secondo i pediatri è utile far indossare ai piccoli abiti larghi, di colore chiaro e cappelli leggeri, limitare l’attività fisica all’aperto nelle ore centrali della giornata ed educare i bambini ad andare in luoghi freschi riparati dal sole, a riposarsi e a idratarsi immediatamente ogni volta che si sentono surriscaldati.

Al mare non dopo le 9.30 e non prima delle 16.30

Al mare fare attenzione agli orari, soprattutto con bambini molto piccoli. L’orario ideale per portarli in spiaggia è fino alle 9.30-10 di mattina e dopo le 16.30 il pomeriggio, tenendo comunque sempre conto delle temperature esterne. Non dimenticare di utilizzare creme solari con fattore protettivo alto (+50 fino ai tre anni e con filtri fisici, almeno +30 dopo, ma con attenzione al fototipo del bambino, che specie se chiaro richiede maggiore protezione, mentre sotto ai 6 mesi di vita le creme non sono consigliate in quanto la cute è molto sottile e delicata, dunque più permeabile alle eventuali sostanze chimiche presenti nelle protezioni) e bagnare frequentemente la testa e la nuca con acqua fresca, specie se i bimbi sono esposti al caldo per molto tempo.

Evitare pasti pesanti e privilegiare frutta e verdura

«Per mantenere costante la temperatura corporea tra i 35 e i 37 gradi e mezzo – specifica la presidente della Sip,  Annamaria Staiano – l’organismo genera calore e lo disperde raffreddandosi grazie alla sudorazione. Questo sistema di raffreddamento naturale, quando fa molto caldo può progressivamente ‘andare in crisi’: ciò fa sì che la temperatura corporea raggiunga livelli pericolosi. Il caldo intenso, associato ad altri fattori come umidità, luoghi chiusi, scarsa aerazione, vestiti spessi, possono essere causa di patologie da calore». Aggiunge: «E’ bene innanzitutto evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, quindi fare una pausa magari in corrispondenza delle ore del pranzo anche nelle giornate trascorse al mare un buon modo per difendersi è stare all’ombra, in un luogo se possibile ventilato, bere ed evitare pasti troppo impegnativi privilegiando il consumo di frutta e verdura. Queste indicazioni, è bene ricordarlo, valgono anche per gli anziani, i nonni, un’altra categoria fragile e preziosa da proteggere».

Come si manifesta un colpo di calore e cosa fare

Il colpo di calore è un’emergenza medica che può rappresentare un pericolo per la vita. Nel colpo di calore, il corpo non riesce a regolare più la temperatura, che può salire fino a superare i 41,1°C, causando danni al cervello o addirittura un possibile decesso se non viene rapidamente trattato. Sono necessarie cure mediche intensive e urgenti per controllare ed abbassare la temperatura corporea. I bambini sono a rischio di colpo di calore se sono vestiti troppo o praticano attività fisica intensa quando fa molto caldo e non bevono abbastanza liquidi. Il colpo di calore può anche verificarsi quando un bambino viene lasciato o rimane intrappolato in un’auto in una giornata calda. Quando la temperatura esterna è di 34° C, la temperatura all’interno di un’auto può raggiungere 52°C in soli 20 minuti.

I sintomi del bambino che ha un colpo di calore sono:

  • forte mal di testa
  • debolezza, vertigini
  • confusione
  • nausea
  • accelerazione del respiro e del battito cardiaco
  • perdita di conoscenza
  • convulsioni
  • poca o assenza di sudorazione
  • cute arrossata, calda e secca
  • temperatura corporea di 40 ° C

Cosa fare? Chiamare subito il 118.

Cosa sono i crampi da calore e cosa fare

I crampi da calore sono contrazioni muscolari improvvise, molto dolorose, di breve durata che interessano i muscoli delle gambe, braccia, addome. Possono verificarsi durante o dopo un’attività fisica intensa in condizioni di caldo estremo e sono dovuti alla notevole perdita di liquidi e sali dovuta all’intensa sudorazione. Sebbene molto dolorosi, i crampi da calore non sono di per sé gravi, ma possono essere il primo segno di una più grave malattia da calore, quindi dovrebbero essere trattati immediatamente per evitare problemi. Cosa fare? Interrompere subito l’esercizio fisico, condurre il bambino in un luogo fresco facendolo sedere o sdraiare e offrendogli bibite contenenti zuccheri e sali minerali (bevande sportive). Anche lo stretching e il massaggio delicato dei muscoli coinvolti sono utili per alleviare la sintomatologia.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Liste di attesa addio? La risposta del Consiglio dei Ministri in due provvedimenti

Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente, Giorgia Meloni, e del Ministro della salute, Orazio Schillaci, ha approvato due provvedimenti, un decreto-legge e un disegno di legge, che i...
Salute

Tumori: boom di casi nei paesi occidentali. Cinieri (Aiom): “Prevenzione attiva per ridurre carico della malattia”

Nel 2024 negli USA, per la prima volta nella storia, si supera la soglia di 2 milioni di casi di tumore. Una crescita importante, comune a tutti i Paesi occidentali. Per Saverio Cinieri, presidente di...
Salute

Tumore del polmone: per osimertinib e durvalumab ottimi risultati negli studi LAURA e ADRIATIC al Congresso ASCO

Nello studio LAURA osimertinib ha ridotto il rischio di progressione di malattia o di morte dell’84% nel tumore del polmone non a piccole cellule di Stadio III. Nello studio ADRIATIC, invece, du...