Salute 20 Agosto 2019

Simulazione medica avanzata per la didattica universitaria: a Torino duecento metri quadri di alta tecnologia

Il responsabile del Centro: «Grazie ai simulatori gli studenti di medicina, delle scuole sanitarie e gli specializzandi potranno apprendere, senza rischi, le manovre necessarie all’esecuzione di atti medici o chirurgici-infermieristici, secondo linee guida internazionali»

di Isabella Faggiano
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Duecento metri quadri dedicati alla simulazione di visite specialistiche, gestione delle emergenze, interventi chirurgici e molto altro. Il tutto arricchito da tecnologie di ultima generazione.

«Aggiornatissimi high fidelity mannequin/models, innovativi sistemi multimediali di videocamere ambientali e di sistemi audio consentiranno una simulazione medica sempre più realistica e vicina agli scenari quotidiani», spiega Franco Veglio, docente di Medicina Interna all’università di Torino, descrivendo le enormi potenzialità del nuovo Centro di simulazione medica avanzata per la didattica universitaria, inaugurato all’interno dello stesso Ateneo, presso la ex palazzina Odontoiatria, sede della Scuola di Medicina.

«Grazie ai simulatori – continua Veglio, responsabile del Centro – gli studenti di medicina, delle scuole sanitarie e gli specializzandi potranno apprendere, senza rischi, le manovre necessarie all’esecuzione di atti medici o chirurgici-infermieristici, secondo linee guida internazionali. Attività che non sostituisce il contatto diretto al letto del paziente, ma fornisce la preparazione pratica propedeutica,  rendendo il tirocinio clinico molto più efficace e istruttivo».

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Le tecnologie a disposizione nel Centro permetteranno di simulare interventi con diversi gradi di difficoltà: «Un primo livello sarà dedicato alla visita di un paziente, dall’ausculto alla palpazione – commenta il professore -. Ad un livello più avanzato si faranno prelievi del sangue e saturazione di ferite. Fino a manovre più cruente come il prelievo di liquido dalle cavità pleuriche, l’esplorazione rettale o delle mammelle, esami oculistici, di otorinolaringoiatria, prelievo del liquido cerebrospinale. In una terza sezione teorico-pratica saranno creati degli scenari, servendosi sia di un manichino adulto che di uno pediatrico, per simulare situazioni di una certa gravità, come l’arresto cardiaco o aritmie letali».

Oltre alle due aule plenarie e di simulazione avanzata ed alle due aule “Clinical Skill”, equipaggiate con attrezzatura all’avanguardia per esercitazioni con trainer specifici, è prevista una sala regia, provvista di vetri unidirezionali che garantiscono la visione degli istruttori nelle sale di simulazione, oscurando la visione della stessa sala agli studenti e ai tutori. «Al termine delle simulazione –  aggiunge Veglio – gli studenti potranno vedere il loro intervento videoregistrato e confrontarsi con i docenti sugli eventuali errori commessi». Si soddisfa così la necessità di apprendere un ampio numero di patologie in ambienti clinici diversi e in situazioni realistiche, permettendo agli studenti di sviluppare la capacità decisionale.

La struttura comincerà ad ospitare i primi studenti già dal prossimo anno accademico (2019-2020). «Saranno circa 40 gli universitari che si alterneranno quotidianamente all’interno del Centro. Al loro fianco – sottolinea Veglio – ci sarà un team dedicato, di circa 15 docenti, che stiamo reclutando proprio in questi giorni. I professori, individuati tra coloro che hanno già competenza di simulazione e didattica fisica – conclude – , seguiranno un corso di aggiornamento durante i mesi estivi».

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