Salute 8 Novembre 2019

Cartelloni contro medici italiani a Bolzano, Anelli (FNOMCeO): «Messaggio pessimo. Presentato esposto in Procura»

Cartelloni con la foto di un cadavere e la scritta “Il medico non sapeva il tedesco”. La campagna del partito secessionista Sudtiroler Freiheit ha sollevato le proteste dell’Ordine dei Medici

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La foto di un cadavere steso sul lettino dell’obitorio e in alto la scritta: “Il medico non sapeva il tedesco”. Sono i cartelloni apparsi davanti a fermate degli autobus, ospedali e strade di Bolzano. Ad affiggerli il partito secessionista Sudtiroler Freiheit.

Una campagna pubblicitaria che ha scatenato una pronta risposta dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. «Quel manifesto fa passare un messaggio pessimo: allarmistico per i cittadini, offensivo per i medici e, soprattutto, lesivo per il rapporto di fiducia che è alla base della relazione di cura: va ritirato, e subito». Non usa mezzi termini il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, nel commentare la ‘campagna’ messa in atto, in tutto l’Alto Adige, dal partito secessionista Sudtiroler Freiheit.

«Questa mattina è partita dal nostro Ufficio legale una segnalazione alla Procura della Repubblica – continua Anelli – perché valuti se siano stati violati articoli del Codice penale. Il manifesto ha infatti un contenuto fortemente disinformativo e crea un rilevante e ingiustificato allarme sociale, nonché lede gravemente l’immagine dei medici in generale e, in particolare, di quelli che operano all’interno del Servizio Sanitario Nazionale».

«La politica dovrebbe imparare, su questo come su altri versanti, a lasciar fuori la salute dalle sue strumentalizzazioni – conclude -. Spero che le autorità intervengano, perché vanno tutelati il rispetto e la dignità delle persone e delle professioni, oltre al diritto dei cittadini di affidarsi senza falsi e ingiustificati timori ai Medici e al Servizio Sanitario Nazionale. Rinnoviamo il nostro pieno sostegno ai colleghi dell’Ordine di Bolzano e alla presidente Monica Oberrauch, che si sono trovati a fronteggiare in prima linea questo sgradevole attacco a tutta la Professione».

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