Salute 28 luglio 2014

“Caro” Ssn, l’Italia ha ancora bisogno di te… ma con un restyling

Presentati i risultati dell’indagine condotta dalle Commissioni Affari Sociali e Bilancio nel 2013

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Gli italiani non possono fare a meno del Servizio sanitario nazionale, il quale rappresenta uno “strumento indispensabile per la tutela della salute” e da cui derivano oneri che “si collocano al di sotto della media internazionale ed europea”.

Lo scrivono nero su bianco le commissioni Affari Sociali e Bilancio della Camera dei Deputati, nell’indagine conoscitiva sulla sostenibilità economica del Ssn condotta tra giugno e dicembre del 2013 e denominata “La sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica”. Ma nell’analisi presentata qualche giorno fa anche al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, non ci sono soltanto buone notizie.

Nel documento finale si può infatti leggere che esiste una preoccupazione generalizzata che “il protrarsi della crisi finanziaria e la conseguente sensibile riduzione dei finanziamenti destinati al Servizio sanitario nazionale riducano la qualità dei servizi e la loro capacità di rispondere ai bisogni sanitari della popolazione”, mentre “le regioni sottoposte a piano di rientro, e più in generale, la quasi totalità delle regioni meridionali, versano in una condizione notevolmente diversa rispetto alle altre regioni, posto che le prime lamentano sensibili ritardi infrastrutturali da cui derivano inaccettabili differenze nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza che mettono a rischio l’universalità del sistema”.

“Il nostro sistema sanitario scricchiola in modo inquietante – afferma il presidente della XII Commissione Pierpaolo Vargiu –. Siamo di fronte a ventuno diversi sistemi sanitari che stentano a garantire la stessa equità e universalità a un sardo o a un veneto.  Non ci sono più alibi se non iniziamo a prenderne atto sarà difficile lavorare per trovare soluzioni. Nel frattempo a pagare saranno sempre i più deboli”.

“Sanità integrativa, nessun taglio lineare e ridurre il potere delle regioni nel comparto sanitario – spiega invece Francesco Boccia, presidente della V Commissione –. Sono queste le linee guida del documento approvato dalle Commissioni congiunte di Montecitorio. Ed è da questi punti fermi che Ministero e Regioni devono ripartire, facendo proprio il lavoro fatto in questi mesi dalle Commissioni”.

“Si tratta di un’indagine utilissima – spiega infine il ministro Lorenzin – che segna i livelli di criticità del sistema sanitario che abbiamo utilizzato per fare il Patto per la Salute e anche perché il Parlamento sta condividendo un percorso di riforma della sanità”.

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