Salute 31 Marzo 2020

Cancro, gli oncologi: «Creare ospedali COVID19 a bassa incidenza per continuare a curarlo»

SICO-AIOM-AIRO sul trattamento delle neoplasie in regime di emergenza COVID-19: «Chiediamo una tempestiva riorganizzazione dei presidi al fine di poter continuare ad effettuare interventi di chirurgia oncologica»

SICO (Società Italiana Chirurgia Oncologica), AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRO (Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica) chiedono la creazione di strutture a bassa incidenza di ricoveri Covid-19 positivi per continuare a curare i pazienti oncologici.

«Sono 371.000 i nuovi casi di cancro diagnosticati nel 2019 in Italia – si legge nel comunicato congiunto – di cui la gran parte sottoposti ad intervento chirurgico che rappresenta per molti il momento decisivo per il raggiungimento della cura della malattia. A causa della pandemia da Covid 19 il numero degli interventi chirurgici per cancro dall’inizio dell’emergenza è già stato ridotto durante l’ultimo mese, seguendo l’indicazione generale a procedere solo ad interventi non procrastinabili».

«I nostri pazienti oncologici, in questo momento, sono quindi colpiti pesantemente da più parti: al pericolo legato all’infezione da coronavirus si sta aggiungendo il danno creato dal procrastinare interventi fondamentali per la loro possibilità di cura».

«E’ quindi oggi indispensabile – spiegano gli oncologi – favorire la creazione di strutture, o parti di strutture a bassa incidenza di ricoveri Covid-19 positivi, dentro le quali poter continuare a seguire pazienti affetti da patologie non procrastinabili come i tumori, ma come anche le patologie cardiovascolari, quelle neurologiche, il trauma. Oggi – fatta eccezione per le poche strutture monospecialistiche come gli Istituti Tumori, diffusi sul territorio nazionale – gli ospedali e i presidi sanitari non sono pronti ad affrontare questa necessaria rimodulazione organizzativa, perché stanno diventando non più un luogo dove tutelare la salute delle persone ma veicolo stesso dell’epidemia. Attualmente sono infatti oltre 6000 i contagi tra gli operatori sanitari, molti di essi sono chirurghi. Per questo motivo riteniamo fondamentale una tempestiva riorganizzazione dei presidi che segua delle regole base imprescindibili: ciò al fine di poter continuare ad effettuare interventi di chirurgia oncologica durante questo periodo di emergenza, che è ragionevole pensare duri ancora diversi mesi».

«Per poter mantenere bassa l’incidenza di infezioni da Covid-19 nelle strutture da dedicare alla chirurgia oncologica è obbligatorio effettuare 48 ore prima dell’intervento chirurgico programmato lo screening in ogni paziente per distinguere i pazienti Covid-19 positivi dai negativi. E’ necessario infatti considerare che gli asintomatici o “paucisintomatici” rappresentano la maggioranza dei casi e che ormai il solo criterio epidemiologico non è sufficiente ad identificare le persone a rischio. Inoltre l’immunodepressione intrinseca determinata dal tumore e dallo stress chirurgico metterebbe a rischio la vita del paziente Covid+ e l’ospedalizzazione di un paziente positivo comprometterebbe la sicurezza degli altri pazienti e degli operatori sanitari».

«I pazienti negativi allo screening – evidenziano – potrebbero quindi proseguire il percorso chirurgico mentre quelli positivi dovrebbero essere inviati a casa sotto sorveglianza o in strutture dedicate, per risolvere l’infezione. Risolta l’infezione ed ottenuta la negativizzazione anche tali pazienti potrebbero poi essere sottoposti ad intervento chirurgico dopo una accurata ristadiazione della malattia».

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, INTERROGAZIONE DI CATTOI (LEGA): «SERVONO LINEE GUIDA PER MALATI ONCOLOGICI, SONO I PIÙ A RISCHIO»

«Accanto allo screening dei pazienti candidati a chirurgia è assolutamente indispensabile che anche gli operatori sanitari siano tutelati, sottoponendoli ad esami di screening periodici, nonché protetti con adeguati DPI, distribuiti per singolo turno e singolo intervento chirurgico,  perché  non diventino essi stessi “inconsapevole” fonte di contagio».

«Come già fatto in alcune realtà, sull’esempio della regione Lombardia – aggiungono – bisognerebbe identificare tra gli ospedali che si occupano di oncologia chirurgica alcuni istituti di riferimento in cui applicare questi percorsi COVID-free. Negli “ospedali misti” in cui l’attività oncologica prosegue con fatica affiancata all’attività emergenziale, è necessario costruire percorsi differenti attraverso ambienti ospedalieri dedicati, che garantiscano l’isolamento dei pazienti e degli operatori da eventuali fonti di contagio esterne ed interne. Sarà quindi necessario per questo identificare, tra le figure professionali disponibili, quelle da dedicare in maniera esclusiva all’attività chirurgica oncologica e fare in modo che non vengano a contatto con pazienti o reparti a rischio».

«La razionalizzazione delle risorse che questa riorganizzazione permette dovrà poi tenere conto di un ordine di priorità basato su diversi fattori: la biologia delle neoplasie, la possibilità/necessità di effettuare terapie neoadiuvanti, le caratteristiche dell’intervento e la conseguente necessità di terapia intensiva post-operatoria, le condizioni del paziente».

«Le riorganizzazioni ospedaliere dovrebbero essere tempestivamente attuate secondo questi principi comuni, su base nazionale e contestualmente implementate su base regionale tenendo conto delle strutture di riferimento presenti sul territorio. Nell’ambito di conoscenze nuove che rapidamente evolvono, bisogna inoltre essere pronti ad adeguare tempestivamente misure preventive e di riorganizzazione ospedaliera quando necessario seguendo le innovazioni e l’andamento dell’epidemia».

«Senza l’adozione dei principi di base esposti, riteniamo inaccettabilmente rischioso e quindi non effettuabile alcun intervento chirurgico oncologico» concludono.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Bonus ai sanitari per il “disagio” Covid. Palermo (Anaao): «Su mille euro, un medico ne intasca 350»
Le risorse provengono dal “Cura Italia” (250 milioni) e dal “Decreto Rilancio” (190). Le Regioni possono integrare. Indennità infettivologica e straordinari altri punti problematici
Il Covid-19 riduce in fin di vita un diciottenne: salvato al San Raffaele con un trapianto mai tentato in Europa
La storia di Francesco e dell'equipe di terapia intensiva cardiochirurgica della struttura milanese, che gli ha impiantato dei polmoni nuovi. Nosotti (direttore del team): «Intervento difficile. I colleghi sono stati caparbi e coraggiosi»
Salute degli occhi e Covid-19, Piovella (SOI): «3,5 mln di visite e 250 mila interventi in meno, urgente ripristinare attività ordinaria»
Il presidente della Società Oftalmologica Italiana illustra il sentiero per un recupero della normalità nelle visite. Preoccupa chi non ha potuto fare prevenzione e ora potrebbe aggravarsi. Fondamentale differenza tra congiuntivite da Covid e quella batterica
Giornata mondiale sclerosi, Sin e Aism diffondono i dati sulla relazione tra Covid 19 e SM
In occasione della Giornata della Sclerosi Multipla, il 30 maggio, sono stati diffusi i dati aggiornati dello studio MuSC 19 che indaga sulla relazione tra Covid -19 e sclerosi multipla, promosso dalla Società Italiana di Neurologia (SIN) e dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) con la sua Fondazione FISM
Unesco e Sima insieme per la scuola post-covid: sicura, inclusiva, motivante
Per il benessere degli studenti e un miglior rendimento scolastico, da settembre più attenzione alla qualità dell’aria in aula
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 29 maggio, sono 5.814.885 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 360.412 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA   Bollettino delle ore 18:00 del 28 ma...
Lavoro

Covid-19 e Fase 2, come prevenire il contagio: ecco il vademecum per gli operatori sanitari

Le misure di protezione per gli operatori e i pazienti, l’organizzazione degli spazi di lavoro, la guida al corretto utilizzo dei Dpi, il triage telefonico, la sanificazione e la disinfezione degli ...
Salute

Covid-19 e terapia al plasma, facciamo chiarezza con il presidente del Policlinico San Matteo: «Tutti guariti i pazienti trattati a Pavia e Mantova»

Venturi: «Oggi l’unica possibilità di superare questo virus deriva dalla risposta del nostro sistema immunitario». E aggiunge: «Il 10% dei lombardi positivi ai test sierologici con anticorpi neu...
di Federica Bosco