Salute 11 Giugno 2021 12:37

Bambini e tablet: ecco perché i genitori non sanno dire di no

Le regole dello psicologo: «Non usare i device poco prima di andare a dormire, concederne l’utilizzo in interazione con l’adulto, monitorare i contatti virtuali»

di Isabella Faggiano

L’uso di tablet e smartphone nuoce alla salute di bambini e adolescenti. E se i genitori non sono capaci di proibirne l’utilizzo, presto, potrebbe pensarci il legislatore italiano. In Parlamento, infatti, è stata già presentata una proposta di legge che ne impone il divieto assoluto fino a tre anni e l’utilizzo a scuola dai 4 ai 12 anni.

L’analisi dello psicologo

Ma al di là di ciò che decideranno deputati e senatori nei prossimi mesi, un interrogativo sorge spontaneo: perché le mamme e i papà continuano a concedere l’uso di questi device ai propri figli, nonostante abbiamo la piena consapevolezza dei danni provocati?
«Per rispondere a questa domanda – spiega Carlo Lai, professore associato di Psicologia Clinica all’università Sapienza di Roma, membro del network di Psicologia Perinatale dell’Ordine degli Psicologi del Lazio – è necessario distinguere l’utilizzo del tablet per finalità ludiche, che può essere concesso 20-30 minuti al giorno sotto la sorveglianza di un adulto, ed un uso che ha il semplice scopo di calmare il bambino o intrattenerlo mentre il genitore è impegnato in altre attività. Nel primo caso, siamo di fronte ad un impiego lecito. Per analizzare la seconda situazione decritta, invece – aggiunge lo psicologo -, potremmo dividere le motivazioni in due macrocategorie: una che riguarda la famiglia, un’altra che coinvolge l’intera società. Viviamo in un’epoca in cui, quasi sempre, lavorano entrambi i genitori e i momenti di totale ozio sono quasi inesistenti. Questo crea una sorta di senso di colpa nel genitore che lo rende incapace di dire di no, dando l’illusione che il suo atteggiamento possa creare una sorta di compensazione. Inoltre, sia noi che i nostri figli, siamo immersi, anche inconsapevolmente, in campagne pubblicitarie che promuovo così tanto l’utilizzo di smartphone e tablet da averlo reso “normale”».

Perché è così difficile dire “NO”

Ciò che spinge un genitore, partendo da questi due presupposti, a cedere e concedere l’utilizzo del device è l’effetto che ne deriva: «Il bambino – sottolinea Lai – è più calmo, così concentrato da non richiedere la minima attenzione da parte dei genitori. Ovviamente, questa non è affatto una sana abitudine: il compito educativo affidato alle mamme ed ai papà è sicuramente oneroso, ma non per questo è lecito trovare delle scorciatoie, soprattutto se nocive per la salute dei nostri figli. Ma attenzione: pronunciare un “no” chiaro e deciso implica il doversi occupare del bambino, per tutto il tempo in cui avrebbe utilizzato il tablet, spiegandogli il perché di quel diniego». Magari insegnandogli attività manuali e necessarie che non tutti i bambini sono in grado di compiere: c’è chi è abilissimo nell’utilizzo dei cellulari di ultima generazione, ma non sa allacciarsi le scarpe. A sottolinearlo, la deputata del gruppo Rosalba De Giorgi che, presentando la sua proposta di legge sul divieto dei cellulari, ha citato una ricerca commissionata da una nota casa di software che realizza antivirus. Lo studio ha evidenziato che oltre il 50% dei bambini tra i 2 e i 5 anni sa come interagire con i giochi installati sul tablet, mentre solo l’11% è in grado di allacciarsi le scarpe.

Il “giusto mezzo”: le regole

Ad ogni modo, anche se la legge dovesse essere approvata, non vigerà il divieto assoluto. Le principali responsabilità ricadranno, sempre e comunque, sui genitori o su chi si prende cura di bambini e adolescenti. Ecco tre semplici regole per assolvere al meglio a questo difficile compito: «Uno: non usare i device poco prima di andare a dormire e nelle ore serali, ma preferire la mattina, al massimo il primo pomeriggio – consiglia lo psicologo -.  Gli smartphone, e soprattutto i tablet che hanno uno schermo più grande, possono produrre dei danni psicofisiologici per la loro strema luminosità, come fatica ad addormentarsi o sonno frammentato. Regola numero due: concederne l’utilizzo non isolando il bambino, mentre il genitore si occupa delle proprie faccende, ma creando un’interazione tra l’adulto e il minore. Terzo: se si utilizza lo smartphone per navigare sui social, massima attenzione al comportamento del piccolo ed alle persone con cui entra virtualmente in contatto. In altre parole – conclude Lai -, device sì, ma mai per alleggerire il peso della responsabilità genitoriale».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Smog: esposizione in gravidanza compromette neurosviluppo del bambino
Uno studio condotto a Taiwan ha dimostrato che l'esposizione allo smog in gravidanza può causare ritardi nello sviluppo motorio e psicosociale del bambino durante la sua crescita
Bambini in terapia intensiva, la proposta SIN: «Allargare le TIN anche ai primi mesi pediatrici»
In Italia carenza e disomogeneità di Terapie Intensive Pediatriche, ma il ricovero nelle TI per adulti non garantisce appropriatezza delle cure e aumenta la mortalità
Bonus psicologo: oltre 340mila richieste, ma i fondi ci sono solo per 1 su 10
Boom di richieste per il bonus psicologo, ma solo il 12 per cento riuscirà a ottenerlo. Le risorse disponibili sono infatti insufficienti
Ha ancora senso vaccinare i bambini?
La Società italiana di pediatra continua a raccomandare la vaccinazione anti-Covid, soprattutto in considerazione dell'aumento dei contagi nella fascia di popolazione in età scolare
Test Medicina 2022: le 10 regole da rispettare per non sbagliare nulla
Il test di Medicina 2022 pretende alcune semplici ma essenziali regole da rispettare. Vediamo il vademecum Consulcesi che vi ricorda le procedure da non sbagliare: quando firmare, come barrare le caselle, come compilare la scheda
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 7 febbraio 2023, sono 671.921.477 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.845.807 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino di...
Covid-19, che fare se...?

Come distinguere la tosse da Covid da quella da influenza?

La tosse da Covid è secca e irritante, quella da influenza tende invece a essere grassa. In ogni caso non esistono rimedi se non palliativi, come gli sciroppi lenitivi. No agli antibiotici: non...
Ecm

Il questionario di verifica dei corsi FAD deve essere somministrato esclusivamente in modalità on-line?

La Formazione a Distanza (FAD) può anche essere erogata attraverso riviste (e quindi documentazione cartacea) pertanto il questionario di verifica per i corsi FAD effettuati attraverso material...