Salute 28 novembre 2017

La strategia di Amazon e Google sui farmaci on line. Denuncia FDA: «I big del web ci ostacolano…»

Esclusiva intervista di Sanità Informazione a Daniel Burke, Direttore del programma CyberPharm della Food and Drug Administration: «Negli USA ogni giorno muoiono più di cento persone per dipendenze da farmaci illeciti. Necessaria la collaborazione di tutti»

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha disposto il sequestro di 129 siti illegali con domini italiani che vendevano Viagra e Cialis. Come riferisce Repubblica, si tratta della più grande operazione condotta in Italia contro la vendita di farmaci online. Un fenomeno dai numeri sempre più preoccupanti, che è stato al centro di uno degli eventi organizzati dai Carabinieri dei NAS a latere del G7 Salute, e che non riguarda solo il nostro Paese.

LEGGI ANCHE: G7, FARMACI CONTRAFFATTI E COMMERCIO WEB (IN ATTESA DI AMAZON): L’ALLARME DEI CARABINIERI DEL NAS

A portare la testimonianza dell’esperienza statunitense nel campo della lotta alla vendita di medicinali su siti illegali, è intervenuto al convegno Daniel Burke, Direttore del programma CyberPharm della Food and Drug Administration (FDA), ponendo l’accento sui principali ostacoli incontrati dalle istituzioni americane e non: «Le grandi aziende come Google, Microsoft o Amazon sono contrarie a qualunque interferenza governativa. Rifiutano quindi di dare alla FDA informazioni sui domini che vendono farmaci illegali, che ci permetterebbero di ricondurli a persone o organizzazioni. Ci hanno addirittura portato in tribunale e sono questioni che dovrà affrontare la Corte Suprema degli Stati Uniti».

Ma la reticenza delle grandi multinazionali non è l’unico ostacolo che ha reso più complesso questo genere di indagini. Anche l’introduzione di metodi di pagamento difficilmente rintracciabili come bitcoin e simili complica la vita degli investigatori. «Parte del lavoro della Food and Drug Administration consiste in vere e proprie indagini penali volte a scovare i medicinali illeciti e a contrastare la diffusione di farmaci contraffatti», spiega ai nostri microfoni Burke. «E per farlo, utilizziamo per lo più tecnologia open source, quindi sfruttiamo le informazioni che sono già su internet per rimettere a posto tutti i pezzi del puzzle delle indagini».

Se a Milano i NAS e l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) hanno definito i numeri della vendita on line di farmaci illegali in Italia, che ha portato negli ultimi quattro anni alla chiusura di più di 500 siti web, negli Stati Uniti le cifre che riguardano questi crimini sono nettamente superiori: «Noi come FDA teniamo costantemente sotto controllo tra i 50 e i 60mila siti web, domini registrati che vendono illegalmente farmaci negli Stati Uniti», spiega Daniel Burke.

Un fenomeno dai risvolti non solo penali, ma anche drammatici. Sono innumerevoli infatti i rischi per la salute legati all’assunzione di farmaci e sostanze non controllati. «I rischi maggiori sicuramente derivano dalla vendita di sostanze come gli oppioidi: solo negli Stati Uniti – ricorda Burke – ogni giorno muoiono più di cento persone a causa di dipendenze di questo tipo. Uno dei problemi più gravi legati alla diffusione di medicinali contraffatti e illeciti, che ci spinge ogni giorno a lavorare di più e meglio per porre fine a quella che sta per diventare una vera e propria piaga dei nostri giorni».

 

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