Salute 5 Giugno 2019

Alimentazione, tra microbiota e serotonina la felicità si costruisce a tavola

Il tour “ La buona salute. Intestino, alimentazione consapevole e biochimica della gioia” organizzato da Aboca con il dottor Pier Luigi Rossi e Patrizio Roversi analizza la relazione tra nutrizione e tono dell’umore

«La gioia, la felicità, la tristezza nascono da ciò che mangiamo e non soltanto dai condizionamenti psicologici, sociali e affettivi che ci riguardano» afferma il dottor Pier Luigi Rossi, specialista in Scienza dell’Alimentazione, nel suo ultimo libro “L’intestino, il sesto senso del nostro corpo. Alimentazione consapevole e biochimica della gioia” edito da Aboca Edizioni, il cui contenuto si fa talk show live in un inedito road show in giro per l’Italia, per raccontare al pubblico il rapporto che intercorre tra cervello e intestino, laddove le stimolazioni viscerali raccolte dal nervo vago e portate al cervello condizionano il ruolo del cervello determinando stati di tristezza o di gioia. Ad accompagnare il dottor Rossi il volto noto della TV Patrizio Roversi.

L’alimentazione moderna, ricca di grassi saturi e carboidrati raffinati, ha determinato un aumento dei disturbi metabolici, compreso il diabete, e delle patologie cardiovascolari, ma soprattutto ha fatto sviluppare nel microbiota umano batteri aggressivi, responsabili della produzione di lipopolisaccaride che crea nel cervello depressione, tristezza, tono dell’umore negativo, apatia e affaticamento.

«E’ necessario raggiungere un nuovo livello di consapevolezza rispetto a ciò che si mangia – sostiene il dottor Rossi – La nostra mano porta alla bocca dai due ai tre chili di cibo al giorno senza che noi ce ne accorgiamo. Ma il cibo è molto più di un banale calcolo delle calorie ingerite. Il nostro intestino produce serotonina – continua il dottor Rossi – l’ormone della felicità, ma se la flora intestinale è alterata a causa di una eccessiva e sbilanciata alimentazione la produzione di quest’ormone è inibita. La mancanza di serotonina autoprodotta spingerà l’individuo in depressione e a ricorrere all’uso di farmaci per combatterla, quindi a delegare ad altri il proprio benessere, quando potrebbe esserne lui stesso l’artefice. Quella che io promuovo è una medicina della sintomatologia, perchè il nostro organismo è un unicum, e non una mera somma di organi. E’ per questo che io sostengo – conclude Rossi – che la consapevolezza e la responsabilità generano libertà».

Alle parole del nutrizionista fanno eco quelle del “turista per caso” più famoso d’Italia, Patrizio Roversi, che ha raccontato ai nostri microfoni la sua esperienza. «Effettivamente, ogni volta che riesco a controllare la mia alimentazione mi sento bene, sono fiero di me, e sono quindi più felice! Al di là di questo – aggiunge Roversi – trovo che l’opera di divulgazione del dottor Rossi sia importantissima anche ai fini della prevenzione, che resta uno strumento di salute fondamentale».

 

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