Salute 17 Dicembre 2021 18:03

Alfabetizzazione sanitaria, in Italia per il 23% della popolazione è insufficiente

In Europa si oscilla tra 25% e 72% in base al paese preso in oggetto. Poco istruiti, più indigenti e meno in salute: questo l’identikit di chi rileva grande difficoltà nel collezionare informazioni sanitarie e si rivolge più della media a medico di famiglia e servizi di emergenza

Alfabetizzazione sanitaria, in Italia per il 23% della popolazione è insufficiente

Sono ancora tanti i cittadini europei che trovano difficile usare le informazioni sanitarie dai media per prevenire malattie o gestire i problemi di salute mentale e le opzioni di trattamento di una patologia. Lo spiega uno studio europeo sull’alfabetizzazione sanitaria in 17 diversi paesi della regione europeo, basato sulle esperienze di 42.445 intervistati. I paesi inclusi sono Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Israele, Italia, Norvegia, Portogallo, Federazione Russa, Slovacchia, Slovenia e Svizzera.

Gli aspetti osservati si sono concentrati sulla navigazione web, la comunicazione con i medici e l’alfabetizzazione sanitaria digitale e non relativa alle vaccinazioni.

I risultati italiani

In Italia, la percentuale complessiva dei 3500 intervistati che hanno selezionato “molto difficile” o “difficile” alle domande del questionario comune a 12 items (HLS19-Q12) è il 31%, rispetto ad una media dei 17 paesi del 23%; 53% ha risposto “facile” e 16% “molto facile”. Lo dimostra un 23% di persone con livello di Health Literacy “inadeguato”, 35% “problematico”, 34% “sufficiente” e 9% “eccellente” mentre le percentuali corrispondenti nel campione complessivo dei 17 paesi partecipanti sono 13%, 32%, 40% e 15%.

Con l’emergenza della pandemia l’Italia ha aggiunto un ulteriore modulo di 16 domande sulla difficoltà nel reperire, comprendere, valutare e prendere decisioni in base alle informazioni sulla salute disponibili, da cui è emerso che il 6% ha risposto “molto difficile”, 25% “difficile”, 52% “facile” e 17% “molto facile”.

I risultati in Europa

Dai risultati i soggetti con problemi di alfabetizzazione sanitaria oscillano tra 25% e 72% degli intervistati a seconda del paese con ampie variazioni. Un’ampia percentuale ha riscontrato difficoltà nel giudicare le diverse opzioni di trattamento farmaceutico o chirurgico, nell’utilizzare le informazioni dei media per prevenire le malattie e nel trovare informazioni su come gestire i problemi mentali.

Nella parte legata alla navigazione sul web, i partecipanti hanno trovato molto difficile comprendere le informazioni sulle riforme sanitarie, giudicare l’idoneità dei servizi sanitari, scoprire i diritti dei pazienti e giudicare l’estensione della copertura assicurativa sanitaria. Tanti hanno mostrato un’evidente difficoltà nell’ottenere abbastanza tempo con i medici ed esprimere opinioni personali. In contemporanea è stato dimostrato che i partecipanti con minore alfabetizzazione sanitaria avevano più contatti sia con i servizi di emergenza che con il medico di famiglia.

I vaccini e le caratteristiche degli “analfabeti della sanità”

Tra le informazioni sulle vaccinazioni, giudicare di quali vaccinazioni si abbia bisogno e trovare informazioni sulle vaccinazioni raccomandate sono stati percepiti come i compiti più difficili. È risultato anche evidente come una migliore conoscenza e alfabetizzazione sull’argomento abbiano portato a un “comportamento vaccinale” più sano. Dunque più fiducia nelle vaccinazioni con una maggiore conoscenza e percezione del rischio.

La minore alfabetizzazione sanitaria è stata associata a cattive condizioni di salute auto-percepita, basso status socio-economico e indigenza. Allo stesso modo un basso livello di istruzione è stato associato ad una generale bassa alfabetizzazione sanitaria, nonché digitale e vaccinale. Così come a un inferiore consumo di frutta e verdura, a una minore attività fisica e a più malattie e problemi di salute a lungo termine.

Le raccomandazioni

Tra le raccomandazioni presentate dal rapporto si notano:

  • Concentrare gli sforzi per consentire alle persone di accedere, comprendere, valutare e utilizzare al meglio le informazioni per rafforzare l’assistenza sanitaria, la prevenzione delle malattie e la promozione della salute,
  • Implementare una misurazione regolare e periodica dello stato e dei progressi dell’alfabetizzazione sanitaria nella popolazione,
  • Implementare in modo sistematico l’alfabetizzazione sanitaria nelle scuole, nella formazione degli adulti, nei media, ecc.,
  • Individuare i gruppi a rischio per ridurre le disuguaglianze di alfabetizzazione sanitaria, ad es. per la salute mentale,
  • Migliorare la comunicazione e l’interazione in contesti rilevanti per la salute,
  • Sviluppare la capacità di alfabetizzazione sanitaria della forza lavoro per migliorare la salute e il benessere,
  • Migliorare i sistemi e le organizzazioni sanitarie per renderli più attenti all’alfabetizzazione sanitaria, ad esempio, più facili da navigare,
  • Aumentare l’affidabilità dell’informazione e della comunicazione sulle vaccinazioni.

Affrontare le barriere

«Comprendere le caratteristiche comportamentali e culturali – ha commentato Hans Henri P. Kluge, Direttore regionale dell’OMS per l’Europa – è un modo per consentire ai paesi di esplorare e affrontare le barriere e i fattori che le persone devono affrontare nell’adottare comportamenti sani. L’alfabetizzazione sanitaria è uno degli elementi di questo lavoro. Due anni fa, i paesi della regione europea hanno adottato una risoluzione su questo tema e noi li sosteniamo nel metterla in pratica, dando priorità all’alfabetizzazione sanitaria insieme ad altri determinanti comportamentali e culturali per rendere possibili, accettabili e attraenti pratiche salutari».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Bambino morto a 10 anni per Covid, Biasci (FIMP): «Basta fake news, accelerare con vaccinazioni nella fascia 5-11 anni»
Caputo (FIMP Lombardia): «La vaccinazione previene il virus nella forma grave e anche il long Covid e la MIS-C, malattia multi-infiammatoria sistemica»
I vaccini funzionano contro la variante Omicron?
L’aumento dei contagi dovuto alla diffusione della nuova variante del Sars-CoV-2 e il rischio di infettarsi anche se vaccinati hanno sollevato non pochi dubbi sull’efficacia dei vaccini. Cosa ne pensa l’Oms?
Corbevax, il vaccino senza brevetto di cui non si parla
Sviluppato da Maria Elena Bottazzi, di origine italiana, Corbevax costa meno di due dollari ed è stato creato in modo "tradizionale", pensato per i Paesi più poveri. Il dottor Agnoletto (No profit on pandemic) fa un'analisi di quello che Ue e Usa non stanno facendo per mettere fine alla pandemia
Covid-19, Figliuolo: «Siamo al plateau di Omicron». E sulle scuole: «A breve risposte alle famiglie»
Il commissario straordinario per l'emergenza Covid ha commentato l’andamento della pandemia dopo la sua visita al centro vaccinale del Portello di Milano: «Superato 87% di totalmente vaccinati»
L’appello SIP a vaccinare i più piccoli: 400 ospedalizzazioni tra 5 e 11 anni nell’ultima settimana
«La crescita del tasso di incidenza sta rallentando in tutte le fasce di età tranne che nei bambini sotto gli 11 anni per i quali risulta in aumento» afferma la Presidente SIP Annamaria Staiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 26 gennaio, sono 358.832.734 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 5.616.925 i decessi. Ad oggi, oltre 9,85 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Contributi e Opinioni

«Perché il medico di famiglia non ti risponde al telefono»

di Salvatore Caiazza, Medici senza Carriere
di Salvatore Caiazza, Medici senza Carriere
Politica

Legge di Bilancio. Dalla stabilizzazione dei precari Covid ai fondi per aggiornare i LEA, tutte le misure per la sanità

Via libera della Camera dopo una maratona di tre giorni. Il Fondo sanitario incrementato di due miliardi all’anno per tre anni, prorogate le USCA e prevista un’indennità per gli ope...
di Francesco Torre