Salute 23 Gennaio 2019

Aggressioni, a Gallarate paziente si suicida e parenti danno in escandescenza. Infermiera presa a pugni

L’episodio avvenuto all’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate, in provincia di Varese. Il giovane era seguito dal Servizio per le Tossicodipendenze (SerT)

Si è rivolto al Pronto soccorso per un malore, ad una prima valutazione i medici gli hanno assegnato il ‘codice bianco’ e dopo 40 minuti di attesa si è lanciato dalla finestra del quinto piano. È successo all’ospedale Sant’Antonio Abate a Gallarate, in provincia di Varese. Si trattava di un 33enne seguito dal Servizio per le Tossicodipendenze (SerT) e – come riportato dal Corriere della Sera Milano – al gesto inconsulto è seguito un pomeriggio di violenza che ha messo letteralmente sottosopra l’intero ospedale.

Dopo il suicidio del paziente sono intervenuti i parenti che quando il magistrato ha dato il consenso per la rimozione del corpo, sono andati su tutte le furie: grida e insulti contro il personale sanitario, panche ribaltate e un’aggressione fisica ad un’infermiera che è stata colpita da un pugno sul viso.

LEGGI ANCHE: TRIBUNALE DELLA SALUTE, FOAD AODI (OMCEO ROMA) ADERISCE ALLA PETIZIONE: «PROPOSTA CORAGGIOSA. PIÙ IL MEDICO LAVORA IN SERENITÀ PIÙ È TUTELATO IL DIRITTO ALLA SALUTE»

«È stato un momento di panico puro – ha dichiarato al Corriere il dottor Carlo Costantini, responsabile del Pronto soccorso -. In quel momento eravamo pieni di pazienti da visitare, con molti parenti che li attendevano nella sala d’attesa: c’è stato il fuggi fuggi generale». Intanto la polizia sta ricostruendo l’accaduto per accertare le singole responsabilità.

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