Salute 9 Aprile 2018 14:56

Il 70% dei malati cronici non aderisce alla terapia in maniera completa. Arriva l’algoritmo per coniugare sostenibilità e salute

L’algoritmo renderà possibile per le istituzioni scegliere le politiche più efficaci per migliorare l’aderenza alle terapie e, di conseguenza, aumentare gli esiti di salute per i pazienti con automatica riduzione degli sprechi. Il progetto Abbiamo i Numeri Giusti, in collaborazione tra Merck e Università Cattolica del Sacro Cuore, sarà testato e validato su scala nazionale

Il 70% dei malati cronici non aderisce alla terapia in maniera completa. Arriva l’algoritmo per coniugare sostenibilità e salute

La mancata aderenza alla terapia causa ogni anno, in Europa, 200mila morti, per una spesa di 120 miliardi di euro. Una recente survey commissionata da Merck all’EngageMinds Hub Research Center nell’ambito dell’Università Cattolica di Milano, ha evidenziato come su un campione di 1.000 malati cronici più della metà (56%) abbia pensato di abbandonare le cure, 1 su 10 (12%) afferma che questo sia un pensiero ricorrente, mentre ben 7 su 10 (70%) risultano non aderenti alla terapia in maniera completa.

Una maggiore aderenza comporta un ridotto rischio di ospedalizzazione, minori complicazioni legate alla malattia, una maggiore efficacia e sicurezza dei trattamenti e, nello stesso tempo, un risparmio in termini di costi. Ma come raggiungere questo obiettivo? E come coniugare salute e sostenibilità, la madre di tutte le sfide per qualsiasi sistema sanitario? L’Università Cattolica del Sacro Cuore, grazie al contributo non condizionante di Merck, ha sviluppato un algoritmo che renderà possibile per le istituzioni scegliere, dati numerici alla mano, le politiche più efficaci per migliorare l’aderenza alle terapie e, di conseguenza, aumentare gli esiti di salute per i pazienti con automatica riduzione degli sprechi correlati a mancata guarigione e/o ricadute.

L’algoritmo è stato messo a punto nell’ambito del progetto Abbiamo i Numeri Giusti, volto ad individuare gli interventi più efficaci e più efficienti per migliorare la salute dei pazienti e ottimizzare, al contempo, le risorse pubbliche. Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Puglia sono le prime cinque regioni presso le quali, con il coordinamento dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’algoritmo verrà sperimentato utilizzando i grandi numeri dei data base regionali. Un Advisory Board composto da rappresentanti istituzionali, nazionali e regionali, di Società Scientifiche e Associazioni di pazienti, ha la funzione di indirizzo generale, di fornire supporto e idee e, alla fine, sulla base dei risultati prodotti dalle cinque regioni, di redigere un documento di sintesi e di indirizzo per il prosieguo del progetto.

«Individuare strategie mirate all’efficacia degli interventi è un’operazione essenziale per la difesa del nostro welfare – afferma Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità –. La compliance, in particolare, è uno di quei passaggi del percorso terapeutico essenziale al successo delle cure. Oltre a ridurre significativamente gli sprechi e le migrazioni sanitarie – sottolinea Ricciardi – la compliance è anche il segno di un’alleanza medico-paziente che restituisce all’intervento sanitario il valore della relazione umana nella cura».

«Aumentare il livello dell’aderenza alla terapia – dichiara il Professor Americo Cicchetti, Direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – significa aumentare le possibilità di guarigione e, automaticamente, ridurre, se non eliminare, gli sprechi conseguenti. Sprechi che non si limitano al costo della terapia poi interrotta, ma si riferiscono a recidive, ricoveri impropri, per non parlare dei costi correlati, ad esempio, a giornate di lavoro perse. Sono certo che l’algoritmo permetterà di fare un importante passo verso una salute migliore e più sostenibile».

Ma se si parla di aderenza non si può non parlare del paziente, o meglio, del ruolo che il paziente può e vuole giocare nei processi di salute che lo riguardano. È il paziente che deve essere convinto e consapevole, ingaggiato per usare il termine tecnico, di avere nelle sue mani una chiave importante per la sua salute, ovvero per guarire dalla malattia: l’aderenza. «Senza la collaborazione attiva del paziente – commenta la Professoressa Guendalina Graffigna, Professore Associato di Psicologia per il Marketing Sociale dell’Università Cattolica di Milano – le terapie sono destinate all’insuccesso. Al contrario, una persona partecipe, ovvero ingaggiata, non solo segue la terapia con maggiore scrupolo, ma è anche in grado di attivarsi tempestivamente ai primi sintomi, nel proprio interesse e di quello del sistema. In definitiva, il paziente è una risorsa ancora tutta da sfruttare».

LEGGI ANCHE: ASCOLTARE IL MEDICO FA RISPARMIARE: L’ADERENZA TERAPEUTICA CONVIENE AL PAZIENTE MA ANCHE AL SISTEMA

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Pazienti cronici: 7 su 10 disposti ad affidarsi a tecnologia per comunicare con i medici
I pazienti cronici sono aperti alle possibilità offerte dalla tecnologia nel migliorare e rendere più sicura la comunicazione con i medici, ma anche nel gestire la loro patologia. A concluderlo è la ricerca «Sfide e opportunità nell’aderenza terapeutica dei pazienti cronici: l’apporto della tecnologia» condotta in collaborazione con Doxa Pharma
Da antipertensivi a ibuprofene, in Italia è allarme carenza farmaci
Antiepilettici, antidepressivi, diuretici, antipertensivi sono diventati quasi introvabili. Così come il paracetamolo e l'ibuprofene, in particolare ai dosaggi indicati per i bambini. In totale in Italia sarebbero circa 3mila i farmaci a rischio reperibilità. Le cause sono diverse e dipendono in parte dalla pandemia e in parte dall'attuale crisi internazionale
Depressione maggiore: in uno spray nasale nuove speranze di cura per i pazienti “farmaco-resistenti”
Il nuovo farmaco, l’Esketamina, approvato dall’AIFA lo scorso aprile, ha effetti più rapidi ed è più efficace per alcune forme di depressione resistenti ai trattamenti. Vita (SIP): «La nuova molecola, da utilizzare in associazione ai trattamenti standard, è un farmaco ad uso ospedaliero, che può essere utilizzato nelle strutture sanitarie accreditate del SSN, sotto stretto controllo medico».
I farmaci funzionano meglio se «ci credi». Uno studio sugli antibiotici lo sostiene
Uno studio americano, pubblicato su JAMA Surgey, ha scoperto che gli antibiotici contro l'infiammazione dell'appendice sono più efficaci se si ha fiducia nei farmaci
Crisi energia: «Costi insostenibili», l’allarme della filiera del farmaco
Farmindustria, Egualia, Assoram, Adf, Federfarma Servizi, Federfarma e Assofarm lanciano l'allarme sulla «insostenibilità dei costi derivanti dalla drammatica crisi energetica che sta seriamente mettendo a rischio le forniture dell'intera filiera della salute». Le associazioni chiedono misure urgenti
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Liste d’attesa: nel decreto per abbatterle c’è anche la Carta dei diritti dei cittadini

Il Cup dovrà attivare un sistema di “Recall”. Il paziente che non si presenterà alla visita senza disdirla dovrà pagare la prestazione. Cambiano le tariffe orarie per ...
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...