Salute 10 Luglio 2017

Chi abita in periferia vive 4 anni di meno. Vella (Presidente AIFA): «Accesso alle cure, junk food e sport i problemi principali»

Numerosi studi epidemiologici dimostrano che chi ha un tenore di vita più alto ha un diverso accesso alle cure e una differente predisposizione alla prevenzione: «A Torino 4 anni di differenza nell’aspettativa di vita tra zone più ricche e meno abbienti»

«Chi abita in periferia vive di meno e peggio di chi risiede in centro». Secondo Stefano Vella, medico, scienziato e Presidente AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), i determinanti socio-economici influenzano la morbilità e la mortalità, come dimostrato da numerosi studi epidemiologici. La condizione socio-economica infatti consentirebbe un diverso accesso alle cure e una differente predisposizione alla prevenzione. Fondamentale discriminante è anche la cultura che influenza l’aspetto psico-sociale e le conseguenti scelte di vita. «Abbiamo diverse prove – spiega ancora Vella ai nostri microfoni – che effettivamente gli strati più poveri della popolazione vivono di meno e si ammalano di più».

Il motivo? «Senza dubbio, queste fasce hanno un diverso accesso ai sistemi di prevenzione e di cura. Si sa che in alcuni paesi, anche ricchi, come gli Stati Uniti, esistono divari straordinari di salute tra, per dirne una, le periferie di Washington e il centro di Washington». Stessa storia in Italia: «A Torino si è visto che ci sono 4 anni di differenza tra chi vive e chi è nato nei paesini e nelle periferie del nord-ovest e chi vive nel sud-est, ovvero in quelle zone un po’ più ricche». Ma quali sono i motivi reali di questa differenza? «L’accesso alle cure – continua il Presidente AIFA – è legato anche allo stato sociale, addirittura all’istruzione, di una determinata persona. È chiaro che un bambino istruito capisce quel che gli viene detto da una famiglia benestante, che può avere il tempo di spiegare, ad esempio, come si mangia bene. Oggi, invece, abbiamo anche le nuove povertà, e quindi ci sono bambini che hanno una situazione nutrizionale diversa da quella che avevamo prima».

Un problema che c’è oggi e che viene molto sottovalutato può essere, ad esempio, il cosiddetto junk food, ovvero il cibo spazzatura, che è «più facile e conveniente da comprare: in alcune grandi catene di negozi è possibile mangiare con 3 euro. Il problema però è che non sai esattamente cosa mangi, ma quel tipo di cibo costa meno e le persone meno abbienti vanno lì. Questo tipo di cibo – spiega ancora –, che è molto diverso da quello biologico, può causare problemi di salute come il diabete». Certo, il cibo spazzatura «non è l’unica causa del diabete», ma è un esempio di come «tra le cause delle malattie croniche ci sia anche la disparità sociale e determinate condizioni socio-economiche».

Articoli correlati
Caregiver sempre più centrale nell’assistenza al paziente. Grigioni (ISS): «Con welfare technology alcune attività diventano semplici»
«La tecnologia può supportare il malato e chi lo assiste. Necessario renderne effettivo l’uso e la sua accettazione anche in contesti sociali e organizzativi» così l’ingegner Mauro Grigioni, direttore del centro TISP all’ISS, in occasione del Convegno ‘La figura del caregiver: tecnologie e ausili per migliorare la qualità della vita’ tenutosi all’Istituto Superiore di Sanità
di Lucia Oggianu
Salute donne, D’Amato (Regione Lazio): «Raddoppiata prevenzione per tumore alla mammella»
«La Regione Lazio è stata tra le prime ad adottare le linee guida sulle Breast Unit prodotte dal Ministero della Salute» dichiara in una nota l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato – . «Nel 2018 il 75% dell’attività chirurgica riguardante il tumore alla mammella è stato effettuato in uno dei […]
Patto per la salute, Giulia Grillo: «Ascolteremo i protagonisti della sanità per raccogliere idee e modelli innovativi»
L’8, il 9 e il 10 luglio, per tre giorni consecutivi, il ministero della Salute ascolterà i protagonisti della sanità italiana, in vista della definizione del Patto per la Salute 2019-21. L’accordo sarà stipulato da Governo e Regioni per progettare le politiche sanitarie del prossimo triennio. La tre giorni sarà una vera e propria maratona […]
Patto per la salute, Grillo: «Non firmerò con quella clausola» e chiede incontro al Mef su finanziamenti SSN
«Per avere la certezza che quanto già stanziato nella scorsa legge di Bilancio non venga toccato», spiega il ministro della Salute, Giulia Grillo
Tumori, al Regina Elena San Gallicano di Roma l’evento “La bellezza resta anche in estate”
Il 21 Giugno entra l’estate e al Regina Elena San Gallicano venerdì 21 giugno dalle ore 14:00 alle 16:00 (Centro congressi multimediale IFO – aula B) si terrà l’evento per guidare le pazienti oncologiche al vivere al meglio “la bella stagione”. La pelle in estate, per le donne che seguono trattamenti oncologici, è molto delicata […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

«La sanità si basa sullo sfruttamento infinito e gratuito di medici e professionisti sanitari»

Riuscite a immaginare un idraulico o un avvocato che lavorano il 30% in più senza chiedere ulteriori compensi? In sanità viene dato per scontato
Lavoro

Ex specializzandi, a Roma l’Appello dà ragione ai camici bianchi. L’avvocato Marco Tortorella: «300mila medici abbandonati dallo Stato, ora giustizia»

L’ultima sentenza della Corte di Appello di Roma ha portato all’assegnazione di rimborsi per 12 milioni di euro per i camici bianchi tutelati dal network legale Consulcesi. «Lo Stato è obbligato...
Salute

Anatomia Patologica, viaggio nel laboratorio dove si scoprono i tumori. Virgili (Campus Bio-Medico): «Sanità digitale e I.A. il futuro»

Sanità Informazione è entrata nel laboratorio del Policlinico Campus Bio-Medico di Roma dove vengono analizzati i tessuti: la tecnologia consente precisione e velocità. Il coordinatore Roberto Virg...