Salute 5 Giugno 2019

A Milano è il giorno del Patto per la Scienza di Burioni e Silvestri. Garattini: «Metodologia scientifica va insegnata a scuola»

Alla Statale l’evento di presentazione del Patto promosso dai virologi Burioni e Silvestri. Tra gli ospiti l’ex ministro della Salute Lorenzin e l’ex Magistrato Raffaele Guariniello. Presidente del Patto l’epidemiologo Pierluigi Lopalco

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Tutta colpa delle fake news e della cultura antiscientifica. È un coro unanime quello andato in scena oggi all’Università Statale di Milano, dove è stato presentato il Patto trasversale per la Scienza. Il Patto, che in principio era un appello, si trasforma ora in associazione con l’obiettivo di vigilare sull’operato dei politici e agire nella società affinché la cultura della scienza e il rispetto del metodo scientifico divengano un patrimonio comune del nostro Paese.

Tra i promotori i virologi Guido Silvestri e Roberto Burioni, oltre all’epidemiologo Pierluigi Lopalco e all’immunologo Andrea Cossarizza che saranno rispettivamente presidente e vicepresidente del Patto.

Tra i punti qualificanti del Patto, a cui hanno aderito anche politici di primo piano come Matteo Renzi e Beppe Grillo, il primo punto sottolinea la necessità che tutte le forze politiche italiane si impegnino a «sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità che non ha alcun “colore politico”, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili».

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Nel Patto si chiede che nessuna forza politica italiana si presti a sostenere o tollerare in alcun modo «forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’AIDS, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche» e poi che «tutte le forze politiche italiane si impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica».

E poi negli altri punti si chiede l’impegno ad implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione e la garanzia di assicurare alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici «a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base».

«Noi ci siamo impegnati, sui vaccini ora l’opinione pubblica è molto più sensibile. Nella scienza vincono i dati, vince la verità dei dati che emerge dal consenso della comunità scientifica», ha sottolineato Roberto Burioni da sempre in prima linea a sostegno dell’obbligo vaccinale.

Secondo i dati presentati in Italia ci sono 20 morti all’anno di tetano, mille casi all’anno di pertosse, 2526 casi di morbillo nel 2018 (e 864 nel 2019), 163 casi di rosolia in gravidanza tra il 2005 e il 2015. Il neopresidente del Patto Lopalco non ha escluso di «portare in tribunale chi scrive e racconta falsità come i presunti morti da vaccini».

Sul palco anche l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha parlato dei dati sulle coperture vaccinali: «L’Italia ha raggiunto il 95% degli obbligatori in legge per i bambini nati nel 2015, ma abbiamo un grandissimo ritardo per quelli nati nel 2010. Oltre alla sensibilizzazione su tutti i nuovi bambini nati adesso, bisogna informare anche i ragazzi già grandi dei licei e delle medie. L’obbligatorietà non è il fine della legge ma è un mezzo, bisogna ricostruire un ponte della cultura scientifica. Solo il 1520% di chi lavora in ospedale si vaccina contro l’influenza. Chi è a contatto con i malati deve essere il primo ad essere vaccinato».

Oltre all’ex magistrato Raffaele Guariniello e alla deputata ex M5S Elena Fattori, a aderito al Patto anche Silvio Garattini, Presidente dell’Istituto Mario Negri, che ha ammonito: «Penso che tutto questo è dovuto all’educazione scolastica, la scienza non è entrata nella scuola che è ancora di tipo letterario, filosofico. Manca la scienza come metodologia e la scienza come portatrice di conoscenza. La prima cosa che devono fare i parlamentari è inserire la scienza nei programmi scolastici».

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