Professioni Sanitarie 23 Aprile 2020

«La pandemia mette alla prova la capacità di adattamento di tutti». Il ruolo dei terapisti occupazionali all’epoca del Covid-19

Gabriella Casu (Associazione Italiana Terapisti Occupazionali): «Ci aspettiamo di essere impegnati anche nello studio degli effetti dello smart working sulle dinamiche familiari e sulla sfera della produttività e del tempo libero. Potremmo avere un ruolo importante all’interno delle scuole per facilitare l’utilizzo della teledidattica»

di Isabella Faggiano

I professionisti sanitari sono alle prese con nuove metodiche di lavoro, i pazienti sperimentano forme diverse di riabilitazione, le famiglie riorganizzano di continuo la propria routine per adeguarsi alle regole previste dal distanziamento sociale. «Siamo di fronte ad un momento epocale che sta mettendo alla prova la capacità di adattamento di tutti, non solo di coloro che si trovano ad affrontare in prima persona il Coronavirus», commenta Gabriella Casu, dell’Ufficio di Presidenza Aito, l’Associazione Italiana Terapisti Occupazionali. E non è un caso che l’adattamento dell’individuo sia uno dei principali obiettivi del terapista occupazionale, chiamato ad individuare ed esaltare gli aspetti motivazionali e le potenzialità personali.

«Emergenze come quelle attuali – continua Casu – scardinano i ruoli sociali, mettono alla prova la nostra resistenza al cambiamento, la capacità di lavoro sottopressione, l’abilità di gestire l’ansia. Siamo preoccupati, più del solito, di andare a lavoro, di perderlo e di portare a casa, ai nostri cari, la malattia».

LEGGI ANCHE: LOGOPEDISTI E COVID-19, ROSSETTO (FLI): «AIUTIAMO I PAZIENTI A RIACQUISIRE LE CAPACITA PERDUTE, COME ALIMENTARSI PER VIA ORALE»

Dall’inizio dell’emergenza, Aito ha prodotto del materiale grafico chiamato “i consigli di Aito”, dedicato ai professionisti, ai genitori, alle famiglie, ai caregiver delle persone con demenza. «Rifugiamoci in ciò che sappiamo fare meglio – suggerisce la terapista occupazionale -,  organizzando le attività quotidiane, favorendo la partecipazione ed evitando l’isolamento e la deprivazione occupazionale. È proprio l’occupazione – aggiunge Gabriella Casu – a rafforzare la nostra identità, a poter ripristinare le abitudini e la normalità».

I terapisti occupazionali hanno dovuto rimodulare le terapie dei centri diurni e dei day hospital, chiusi da decreto, e di molti dei trattamenti a domicilio. «Il terapista occupazionale sta sperimentando il lavoro da casa – spiega Casu – sulla scia delle esperienze degli altri Paesi. E la teleriabilitazione potrebbe essere un ottimo strumento da utilizzare per la valutazione, l’intervento, il monitoraggio, la supervisione e la consulenza».

Altri professionisti sanitari, invece, si sono ritrovati a lavorare a stretto contatto con i pazienti affetti da Covid-19. «I terapisti occupazioni che lavorano nei reparti di terapia intensiva degli ospedali Covid hanno il compito di valutare la necessità di dispositivi di posizionamento per preservare l’integrità articolare e ridurre il rischio di lesioni cutanee dovute alla pressione prolungata a letto. Più complesso – sottolinea la professionista – è, invece, il lavoro del terapista occupazionale nei reparti di terapia sub-intensiva: i pazienti ricoverati sono persone debilitate sia fisicamente che emotivamente, mostrano segni di astenia, difficoltà di movimento, deficit del sistema nervoso periferico e centrale, come la perdita dell’olfatto e del gusto. In molti casi, inoltre, sono confusi e disorientati. Per questi pazienti i programmi di terapia occupazionale sono utili ad alleviare alcuni dei problemi di isolamento, deprivazione sensoriale e occupazionale, l’inattività cognitiva, tutti fattori che mettono a rischio il benessere a lungo termine».

LEGGI ANCHE: TERAPISTI OCCUPAZIONALI, PAPINO (AITO): «CI PRENDIAMO CURA DI CHI HA PROBLEMI DI ‘BENESSERE’. ORA SEDIAMOCI AI TAVOLI PER MIGLIORARE LA QUALITÀ»

E mentre alcuni professionisti lavorano a distanza o in prima linea, altri immaginano come il lavoro del terapista occupazionale possa evolvere nella fase due, periodo in cui molte persone torneranno ad uscire, ma molte altre continueranno a restare a casa, soprattutto bambini ed adolescenti, che non torneranno a scuola: «I professionisti Aito – dice Casu – sono convinti che il terapista occupazionale possa avere un ruolo importante all’interno delle scuole per facilitare l’utilizzo della teledidattica. Molti bambini non riescono a tenere tempi di concentrazione appropriati alle lezioni online, così il terapista occupazionale potrebbe fornire loro supporto adattando l’attività o partecipando alla scelta di tecnologie assistive adeguate. Favorendo, in tal modo, l’inclusività e pertanto lavorando con insegnanti, genitori e alunni in un team che si pone come obiettivo l’abbattimento delle barriere ambientali e sociali e il corretto utilizzo di ausili che facilitano non solo l’apprendimento ma anche una partecipazione inclusiva, quindi basata sulla sicurezza e l’omogeneità dei sistemi e dei contesti».

E anche quando saremo pronti a lasciare la fase due per avventurarci in un nuovo periodo di assestamento post pandemia, per i terapisti occupazionali potrebbero esserci nuovi impegni all’orizzonte: «In futuro – conclude Gabriella Casu – ci aspettiamo di essere impegnati anche nello studio degli effetti dello smart working sulle dinamiche familiari e sulla sfera della produttività e del tempo libero».

 

Articoli correlati
Coronavirus, il fisico Sestili: «I numeri che abbiamo in Italia sono ancora distanti dalla realtà. Nel mondo contagi in aumento»
Il fondatore della pagina Facebook “Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche”: «Gli italiani hanno fame di notizie, ma servono dati di qualità»
di Tommaso Caldarelli
Covid-19, Crisanti: «Virus a Vo’ Euganeo già dai primi di gennaio. E l’Austria fa bene a non aprire le frontiere»
Nel Comune veneto il 5% degli abitanti ha sviluppato anticorpi da Sars-Cov-2, per l'esperto il rischio c'è ancora. Dall'Iss arriva il “no” alla disinfezione delle strade con ipoclorito di sodio: «Possono formarsi sostanze pericolose»
La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia
Al 4 giugno, sono 6.514.359 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 386.111 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino delle ore 18:00 del 4 giugno: nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 4 giugno, il totale delle persone che […]
Ospedale Israelitico: disponibile il Test sierologico per Coronavirus
«L’Ospedale Israelitico, da sempre all’avanguardia nell’adeguare all’evoluzione delle conoscenze e delle tecnologie mediche la propria offerta di servizi alla cittadinanza, e attento a soddisfarne aspettative e necessità, ha chiesto alla Regione Lazio ed ha da questa ottenuto, con determinazione n° G05717 del 13 maggio 2020, che il suo Laboratorio di Analisi Cliniche venisse inserito nella […]
Successo per il primo webinar della FNO TSRM e PSTRP sul Codice etico: 5 ore di confronto e 350 partecipanti
Il Presidente del Maxi Ordine delle Professioni sanitarie Alessandro Beux annuncia: «In autunno il testo per la consultazione pubblica»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 4 giugno, sono 6.514.359 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 386.111 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino delle ore 18:00 del 4 giugno: nel...
Formazione

Fuga dagli ospedali, 500 specialisti hanno tentato il concorso di Medicina Generale

Sono soprattutto internisti, chirurghi, radiologi, geriatri e anestesisti a scegliere di provare a tornare sui territori. Lo studio dell'Associazione Liberi Specializzandi
di Tommaso Caldarelli
Salute

Covid-19 e terapia al plasma, facciamo chiarezza con il presidente del Policlinico San Matteo: «Tutti guariti i pazienti trattati a Pavia e Mantova»

Venturi: «Oggi l’unica possibilità di superare questo virus deriva dalla risposta del nostro sistema immunitario». E aggiunge: «Il 10% dei lombardi positivi ai test sierologici con anticorpi neu...
di Federica Bosco