Politica 3 Settembre 2019

Ministero della Salute: nomi e proposte di Liberi e Uguali

I quattro senatori di Liberi e Uguali potrebbero fare la differenza in Aula, assicurando una maggioranza che senza di loro potrebbe assottigliarsi pericolosamente. Pochi ma fondamentali, a Leu potrebbe andare il Ministero della Salute

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Potrebbe essere l’ultimo giorno di passione per le trattative che porteranno alla realizzazione del governo giallo-rosso. Oggi il voto degli attivisti 5 stelle sulla piattaforma Rousseau decreterà la posizione definitiva del Movimento, portando ad un punto di svolta le contrattazioni. Intanto si lavora per la nuova squadra dei ministri e nel gioco dei posizionamenti si fa strada il ruolo di Liberi e Uguali a cui potrebbe andare in sorte proprio il Ministero della Salute. L’inserimento nella compagine governativa di LeU permetterebbe di assicurare al nuovo governo alcuni voti di peso per avere una maggioranza stabile in Senato. Non sono stati avanzati nomi sul tavolo delle trattative, fanno sapere fonti vicine alla formazione di sinistra. Tuttavia in questi giorni sono circolati possibili candidati con tutte le carte in regola per sedersi alla guida del dicastero di Lungotevere Ripa se Giulia Grillo dovesse andar via.

Tra i papabili Vasco Errani, ex Presidente della Regione Emilia Romagna e Commissario straordinario di Governo alla Ricostruzione delle aree colpite dal Terremoto del Centro Italia. Il senatore Errani attualmente si sta occupando del comparto salute ed è tra i componenti della Commissione Igiene e Sanità per il Gruppo Misto. Un nome in linea con il ministero in oggetto, ma che non troverebbe l’accordo di tutte le varie anime di Liberi e Uguali, almeno da quanto si apprende nei corridoi della politica. Convergenza che invece non manca sul nome di Pietro Grasso. Il magistrato, ex presidente del Senato e leader di Liberi e Uguali è tra i nomi indicati anche dal Partito Democratico per occupare la casella del Ministero della Giustizia. Un nome di peso, forse troppo, per ricoprire un ministero considerato di seconda fascia e comunque non nelle corde del giurista.

Intanto Liberi e Uguali ha incontrato il premier Giuseppe Conte. “Abbiamo perseguito il confronto programmatico con il presidente incaricato. Il presidente Conte si è fatto carico di ascoltare anche noi perché il suo obbiettivo è arrivare a un documento condiviso”, ha dichiarato Federico Fornaro uscendo da Palazzo Chigi, chiedendo senza mezzi termini “pari dignità” rispetto a tutti gli attori in campo. Nei giorni scorsi, non invitata al tavolo delle trattative, Leu aveva consegnato un documento programmatico al premier Conte ribadendo il suo contributo minoritario ma fondamentale per la concretizzazione del nuovo governo. Si trattava in realtà non di un documento organico, ma di una serie di allegati che raccoglievano le diverse visioni presenti nel partito. Tra i temi anche quello della sanità, il cui carattere universalistico, è stato ribadito più volte. “Abbiamo posto i temi della lotta alla precarietà, della difesa dell’ambiente, della difesa della sanità pubblica e dell’agricoltura, della sicurezza sul lavoro, che oggi è un’emergenza nazionale”, si legge sempre sulla nota diffusa in serata.

Dunque una partita ancora aperta quella che vede il Ministero della Salute conteso dalle diverse forze politiche. Ancora non è chiaro se il dicastero rimarrà nelle mani del Movimento 5 Stelle che probabilmente favorirà la continuità di mandato, lasciando al suo posto l’attuale Ministro Grillo. Tra i nomi in area PD emerge quello di Marina Sereni. I tempi comunque stringono. Il premier Conte conta di riuscire a salire al Colle in serata. Entro mercoledì si potrebbe già conoscere la nuova squadra, pronta a mettersi al lavoro.

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