Politica 27 Luglio 2021 15:30

“Screening Cardio 50”, entra nel vivo il ddl per la campagna di prevenzione delle malattie cardiovascolari

La proposta di legge presentata dal Carroccio nasce dal successo di una analoga iniziativa effettuata in Veneto. L’obiettivo è quello di individuare alcuni parametri utili predittivi di condizioni di rischio cardiovascolare, con conseguente indirizzo verso percorsi strutturati di risposta. In Italia sono 7,5 milioni i pazienti afflitti da queste patologie

“Screening Cardio 50”, entra nel vivo il ddl per la campagna di prevenzione delle malattie cardiovascolari

Prevenire è meglio che curare. Una regola aurea che vale ancora di più per alcune patologie, come quelle cardiache. I numeri, del resto, parlano chiaro: ogni anno in Europa le malattie cardiovascolari determinano la morte di 4 milioni di persone e rappresentano la principale causa di morte nei soggetti al di sotto dei 65 anni. Anche nel nostro Paese la situazione non è migliore: le malattie cardiovascolari continuano a essere la prima causa di morte anche in tempo di Covid-19 con 7,5 milioni i pazienti afflitti da patologie al cuore in Italia.

Nasce da queste considerazioni il disegno di legge presentato dalla senatrice Sonia Fregolent della Lega che punta a sottoporre chi compie i 50 anni di età alla valutazione di alcuni parametri utili per l’individuazione di condizioni di rischio cardiovascolare, «con conseguente indirizzo verso percorsi strutturati di risposta». Una prevenzione attiva, che potrebbe contribuire a salvare centinaia di vite.

Cosa prevede il ddl all’esame del Senato

L’iter del ddl era iniziato due anni fa, nel luglio 2019, e ora i tempi sembrano maturi per l’approvazione, almeno in Commissione Igiene e Sanità. All’articolo uno la legge istituzionalizza lo “Screening CARDIO50” un programma organizzato per i residenti nel territorio nazionale, al compimento del loro cinquantesimo anno di età.

Il testo attuale del ddl (che potrebbe subire modifiche) prevede che il dicastero della Salute e le regioni provvedano ad inserire il programma nel nuovo Piano nazionale della prevenzione e nei conseguenti piani regionali attuativi e ad «assicurare, anche mediante processi di nuovo orientamento operativo dei servizi, le risorse umane e strumentali necessarie per l’avvio, l’estensione e il consolidamento del programma» in tutta Italia. Altro compito del ministero e delle regioni è di raccordare lo screening con i programmi di promozione della salute già attivi o in fase di sviluppo, «con particolare riferimento alle iniziative di comunità finalizzate a favorire l’adozione di comportamenti salutari”».

La necessità dello screening è emersa con ancora più forza durante i mesi di pandemia, dove in tanti hanno rimandato le visite per paura di contrarre il Covid. Come rilevato dall’Associazione Cuore Italia, i dati 2020 confermano una contrazione del 72% per la sostituzione valvolare aortica trans-catetere, dell’80% per la clip mitralica, del 91% per la chiusura dell’auricola sinistra e del 97% per quella del forame ovale pervio. Il blocco degli interventi e l’allungamento delle liste di attesa rischia di creare una vera emergenza, se non si porrà rimedio.

In Veneto il primo programma organizzato

L’idea nasce da una best practice valorizzata nell’ambito del Programma del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) 2009 «Attivazione di un progetto di prevenzione cardiovascolare primaria sul modello dei programmi di screening oncologico (IV screening)» e CCM 2013 «Programma organizzato di screening del rischio cardiovascolare finalizzato alla prevenzione attiva nei soggetti cinquantenni» (Cardio50) che, partendo dalla regione Veneto, ha coinvolto 22 aziende sanitarie locali (ASL) in 12 regioni italiane.

Entrambi i progetti prevedevano la chiamata attiva, curata dal Dipartimento di prevenzione della ASL, per una visita ambulatoriale (condotta da figure formate del comparto sanitario) finalizzata all’individuazione di una o più condizioni di rischio cardiovascolare (soggetto in sovrappeso, iperteso, dislipidemico, iperglicemico, fumatore, sedentario) e il successivo indirizzo, se necessario, verso una adeguata presa in carico sistemica. Un modello che potrebbe essere replicato con successo anche a livello nazionale.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Decreto Green pass, Lega: «Approvato nostro odg per incrementare uso anticorpi monoclonali»
I senatori della Lega in commissione Affari costituzionali, firmatari del testo approvato, Luigi Augussori, capogruppo, Roberto Calderoli, Ugo Grassi, Alessandra Riccardi e Daisy Pirovano segnalano che «la Lega è contro il virus e lavora con impegno alla tutela della salute della nostra comunità nazionale: bene, dunque – continuano i parlamentari in una nota – che […]
Accordo sul Green pass e lo strappo della Lega, cosa succede in Aula
La Lega ha votato contro il Green pass nei ristoranti al chiuso insieme a Fratelli d'Italia ed ha aperto una frattura
ReiThera, Tiramani (Lega): «Speranza batti un colpo, mille persone ingannate due volte»
«Il 6 agosto è ormai dietro l’angolo e nelle stanze del ministro Speranza tutto tace sul Green pass per le mille persone che si sono offerte per fare la sperimentazione sul vaccino ReiThera. Ci sono mille persone in agitazione perché devono programmare le loro attività, ma non possono avere il Green Pass. La sperimentazione di […]
Origine virus, Formentini (Lega): «Ecco perché serve una Commissione d’inchiesta»
Le Commissioni Affari Sociali ed Esteri della Camera stanno esaminando la possibilità. Il leghista Formentini, fautore dell’iniziativa: «Serve un’iniziativa politica per fare pressione sulla Cina affinché si apra al mondo e si possa conoscere la verità»
Vaccini, Tiramani(Lega): «Speranza tuteli volontari di ReiThera»
Il deputato leghista chiede che la certificazione verde sia concessa anche ai volontari del vaccino italiano ReiThera
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 22 settembre, sono 229.563.544 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.709.292 i decessi. Ad oggi, oltre 5,96 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco