Politica 29 Luglio 2019

Sanità, un anno di Commissione. Sileri: «Risultati importanti. Ora focus su aggiornamento ECM e contenziosi»

Il chirurgo ed esponente M5S traccia il quadro di un anno di lavori nella Commissione da lui presieduta: «Recuperare rapporto medico-paziente, camici bianchi in regola con ECM vanno premiati»

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Dalle sale operatorie del Policlinico Tor Vergata allo scranno più alto di Palazzo Madama in tema di salute e sanità: questa la parabola di Pierpaolo Sileri che ad un anno dall’elezione a Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato rivendica i risultati raggiunti in un anno di lavoro intenso, sempre schierato al fianco del mondo medico e delle professioni sanitarie.

Al centro del suo impegno anche i temi della professione medica, dall’aggiornamento professionale ECM al tema dei contenziosi: «Bisogna cercare di recuperare il rapporto medico-paziente. Per questo serve una Camera di compensazione all’interno delle strutture sanitarie attraverso le quali si può ridurre il contenzioso, cioè cercare di dirimere quelle che sono le dispute molto prima che si arrivi davanti un giudice, sia esso ordinario sia esso penale» sottolinea in un colloquio con Sanità Informazione. Sulla Formazione ECM, a cinque mesi dalla fine del triennio formativo, il Presidente della Commissione Sanità sottolinea la necessità di «facilitare le modalità di acquisizione dei crediti attraverso dei sistemi verificabili, multimediali e on line» e dall’altro la necessità di creare «un sistema premiale per i medici in regola».

Sileri, in questo primo anno di mandato, ha sempre posto l’accento sul fattore umano di questo lavoro: «La sanità si regge sulle donne e gli uomini che ogni giorno salvano vite e garantiscono salute. Senza donne e uomini il Servizio sanitario nazionale non esiste, quindi sono loro che vanno valorizzati, le risorse umane» sottolinea. Poi entra nel dettaglio del lavoro in Commissione: dal rallentamento dell’iter dell’atteso Ddl vaccini («quando abbiamo lavori di Aula non possiamo portare avanti altro tipo di lavoro in Commissione») alla soddisfazione per il Ddl sulle aggressioni al personale sanitario recentemente approvato dalla Commissione Sanità: «Leggiamo di aggressioni tutti i giorni, è ora di mettere uno stop».

Presidente, un anno di governo e un anno anche di legislatura e quindi di Commissione presieduta da lei. Tante cose approvate, altre su cui bisogna lavorare. Quali sono i risultati di cui è più soddisfatto?

«I risultati più soddisfacenti devo dire sono stati lo sblocco del turnover grazie al Decreto Calabria, l’aumento del numero delle borse di specializzazione per la carenza dei medici, lo sblocco del payback fino al 2017. Insomma, di cose ne sono state fatte veramente tante ma sono ancora di più quelle che abbiamo davanti».

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Pochi giorni fa c’è stata la firma del pre-accordo del contratto dei medici, ma ci sono tante altre cose su cui lavorare…

«L’accordo con i medici, quindi l’innalzamento dei salari e il rinnovo del contratto era un qualcosa che si attendeva da 10 anni, quindi andrà portato a termine, poi bisognerà pensare anche al personale sanitario non medico. Non ci dimentichiamo che la sanità si regge sulle donne e gli uomini che ogni giorno salvano vite e garantiscono salute. Senza donne e uomini il Servizio sanitario nazionale non esiste, quindi sono loro che vanno valorizzati, le risorse umane».

Ci sono due temi al centro del confronto parlamentare: uno è quello dei vaccini e l’altro è il Ddl aggressioni ai sanitari, che è stato appena approvato e adesso va in Aula. Partiamo dai vaccini: a che punto siamo e lei, da medico, cosa si sente di dire su questo tema? Cosa ci sarà in questo decreto, in questo disegno di legge?

«Il disegno di legge è quello che già si conosce con questo obbligo modulabile, cercando di valorizzare quelle che sono le campagne di informazione, preferiamo chiaramente che le persone si vaccinino convintamente, non obbligando con così tanti vaccini. Sul disegno di legge siamo in attesa dei pareri di due Commissioni, quindi una volta che abbiamo i pareri porteremo in votazione gli emendamenti e quindi tutto il disegno di legge. Avevo previsto di concludere entro l’estate, ma come ben sapete il regolamento del Senato è diverso dal regolamento della Camera quindi quando abbiamo lavori di Aula, di Assemblea, non possiamo portare avanti altro tipo di lavoro in Commissione. Quindi c’è stato un rallentamento nelle ultime settimane, ma appena avremo i pareri dalle altre commissioni procederemo rapidamente».

Sulle aggressioni sappiamo che il testo uscito dalla Commissione prevede un inasprimento delle sanzioni, delle pene. È soddisfatto?

«Molto soddisfatto per l’Osservatorio e per l’inasprimento delle pene. Le aggressioni ai medici le leggiamo tutte le settimane sui giornali, ai medici e al personale sanitario: sono aumentate in maniera crescente e soprattutto nelle zone più disagiate, bisogna mettere uno stop a tutto questo».

Parliamo di professione medica, uno dei temi è l’enorme crescere del contenzioso, 300mila cause giacenti nei tribunali. Lei ha annunciato più volte un provvedimento su questo tema. Cosa bisogna fare per difendere i professionisti sanitari da questo enorme numero di cause che spesso finiscono poi in un nulla di fatto?

«Cercare di recuperare quello che è il rapporto medico-paziente. Il medico deve impegnarsi ad aiutare il paziente, magari spendendo anche più tempo, stando più tempo con il paziente. Il paziente deve però da parte sua capire che il medico sta lì per aiutarlo, non è un nemico. Il paziente non è nemico del medico e il medico non è nemico del paziente. Tutti e due, insieme, devono collaborare. Bisogna recuperare questa simbiosi nel percorso della cura e della guarigione. L’ideale sarebbe, come già più volte ho accennato, che si creasse una Camera di compensazione all’interno delle strutture sanitarie attraverso le quali si può ridurre il contenzioso, cioè cercare di dirimere quelle che sono le dispute molto prima che si arrivi davanti un giudice, sia esso ordinario sia esso penale. L’altra cosa che secondo me dovrebbe essere fatta e per la quale credo sarà più attiva anche la mia azione è quella di procedere con i decreti attuativi della vecchia legge Gelli che, sebbene fatta da un’altra parte politica, è a mio avviso una buona legge che deve essere completata».

Parliamo di Formazione continua e di aggiornamento professionale. Recentemente c’è stata anche una lettera del presidente della FNOMCeO che invitava i medici a completare il percorso formativo in vista della chiusura del triennio. Cosa si può fare su questo tema, come si può aiutare i medici a completare quest’obbligo?

«La legge impone che si completino i cicli dei crediti nel triennio. È pur vero che, adesso parlo da medico, a volte è complicato. Bisogna trovare tempo per poter acquisire questi crediti, bisogna trovare anche la forma per avere questi crediti e secondo me da una parte è giusto che ci siano i crediti ma dall’altro bisogna facilitare il modo per acquisirli attraverso dei sistemi verificabili, multimediali e on line, cosicché i medici possano aggiornarsi e avere dei crediti verificati nel tempo a disposizione che hanno».

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Su questo tema il Ministro Grillo ha parlato di un sistema di premialità per quei professionisti che completano i crediti, un incentivo che può essere importante…

«Chiaramente la premialità spinge i medici ad acquisire i crediti formativi, perché se tu vieni premiato da una parte o punito nel caso tu non abbia i crediti, sei spinto a fare quanto più possibile per acquisire i crediti. È chiaro che chi ha più crediti in qualche maniera deve essere premiato. Adesso se questa premialità può essere con ulteriori crediti, può essere sul sistema assicurativo, può essere di visibilità per i pazienti e quindi di certificazione quando fai un concorso, si troverà la formula. Però è chiaro che se sono messi i crediti formativi e quelli devono essere fatti è necessario che vengano fatti ma è giusto chi li ha acquisiti in qualche maniera venga anche, tra virgolette, ricompensato, premiato, perché li ha fatti. Questo può avvenire anche a livello assicurativo: se è certificato che tu hai fatto un percorso di formazione continua probabilmente hai delle qualità maggiori controllate rispetto a chi non li ha fatti, in qualche maniera devi essere premiato per questo».

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