Politica 13 febbraio 2019

Diabete, anche Milano entra nella rete Cities Changing Diabets. Gallera (Ass. Sanità Lombardia): «Indirizzare cittadini verso corretti stili di vita»

Dopo Roma, anche il capoluogo meneghino entra nelle 19 città a livello globale che aderiscono al progetto. Il programma, che si articolerà su un triennio, prevede diverse fasi: dalla mappatura dei dati epidemiologici alla fotografia dello stato attuale. In Lombardia 550mila diabetici e 150mila malati cronici. Carruba (Comitato esecutivo): «Questo ingresso consentirà all’Italia di contribuire con un significativo volume di dati, avendo le due aree metropolitane quasi 8 milioni di abitanti»

di Federica Bosco

Milano ufficializza il suo impegno nella lotta al diabete. La Metropoli lombarda che conta oltre 200 mila persone affette da diabete è entrata ufficialmente nel programma Cities Changing Diabets, un progetto globale per far fronte alla crescente diffusione delle malattie croniche non trasmissibili, come il diabete, l’obesità, le malattie cardiovascolari e i tumori nelle grandi città. Questa mattina a Palazzo Marino l’annuncio ufficiale alla presenza delle istituzioni, del mondo scientifico ed accademico.

«Oggi in Regione Lombardia abbiamo 550 mila diabetici e 150 mila malati cronici che costano complessivamente ogni anno al sistema sanitario tra i 600 milioni e il miliardo e 300 milioni con una prospettiva di crescita esponenziale – il commento di Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia – Dobbiamo metterci nelle condizioni per cui la città sviluppi un programma di sensibilizzazione e informazione per indirizzare i cittadini verso corretti stili di vita, sana alimentazione, attività fisica e, in quest’ottica, – ha aggiunto – un’alleanza virtuosa tra ospedale e territorio come già accade in Regione Lombardia rappresenta un valore aggiunto».

LEGGI ANCHE: DIABETE E ‘URBAN HEALTH’, PELLA (ANCI): «DUEMILA SINDACI HANNO ADERITO ALLA DICHIARAZIONE DI ROMA». CENSIS: «LUOGO E FATTORI SOCIALI INFLUENZANO PREVENZIONE»

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore alle Politiche sociali, salute e diritti del comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, tra l’altro anche vicepresidente della rete nazionale Città Sane, che ha rimarcato la necessità di fare fronte comune in quella direzione: «Il nostro impegno vuole caratterizzarsi nell’essere convinti compagni di strada in questo progetto – ha ammesso, evidenziando la necessità di fare un programma di sensibilizzazione rivolto ai cittadini, dai più piccoli in età scolare, fino agli adulti, – ci impegneremo per fornire risposte ai nuovi bisogni dei cittadini per migliorare la loro qualità della vita».

La partecipazione di Milano porta a 19 le città a livello globale che fanno parte di Cities Changing Diabetes. Oltre alla metropoli lombarda ci sono Roma, Beirut, Buenos Aires, Città del Messico, Copenaghen, Hangzhou, Hudston, Jakarta, Johannesburg, Koryama, Leicester, Madrid, Mérida, Pechino, Shanghai, Tianjin, Vancouver e Xiamen.

«Dopo il coinvolgimento di Roma, l’ingresso di Milano nel progetto consentirà all’Italia di contribuire con un significativo volume di dati, avendo le due aree metropolitane quasi 8 milioni di abitanti – ha spiegato Michele Carruba, Presidente dell’Executive Committee di Milano Cities Changing Diabetes – e di paragonare così una realtà come quella di Milano e della Lombardia (dove la soddisfazione dei cittadini per quanto riguarda i servizi alla salute è alto) con altre realtà mondiali. Inoltre, verranno fatti dei convegni per spiegare l’insorgenza del problema, come si può prevenire e in qualche modo indirizzare queste persone a modificare determinati atteggiamenti».

Il programma, che si articolerà su un triennio, prevede diverse fasi: «Innanzitutto verrà fatta una mappatura – ha aggiunto Livio Luzi, Presidente del comitato Scientifico del progetto – della situazione reale, una fotografia dello stato attuale, partendo da dati epidemiologici: quanti sono i malati, i livelli di cura e le possibilità di implementare questo livello di cura. Una volta ultimato questo passaggio verrà fatto un report che verrà fornito a tutte le autorità regolatorie sia locali che nazionali. Sulla base di questo documento si concorderanno diverse azioni con le autorità regolatorie. Il tutto si svolgerà nell’arco di tre anni. Noi pensiamo di fare la fotografia iniziale entro il 2019 dopodiché nel 2020 si preparerà l’action plain che si svilupperà tra il 2020 e il 2022».

Articoli correlati
Disturbo bipolare, a Milano parte l’ambulatorio per adolescenti “Smart”. Maisano (Psicoterapeuta): «Non sottovalutare la familiarità della malattia»
Circa l’1,8% dei ragazzi tra i 12 e i 21 anni vengono colpiti dalla patologia. L’iniziativa del Fatebenefratelli Sacco per affrontare una tematica che negli ultimi anni ha evidenziato una crescita esponenziale. La psicologa: «I primi campanelli di allarme sono disturbi d’ansia nella prima- media infanzia. In adolescenza lo sviluppo di una ampia gamma di disturbi dell’umore è sintomatico per la successiva comparsa di bipolarismo»
di Federica Bosco
Diabete, colpito 1 milione di italiani in età lavorativa. La prima cura? Un corretto stile di vita
«Molte diagnosi arrivano tardi e spesso ci si arriva tramite altre patologie. Il 2% della popolazione ha il diabete e non lo sa. L'Italia è fanalino di coda nell’utilizzo dei più moderni farmaci per il diabete a causa delle difficoltà nel prescriverli» ha dichiarato il professor Andrea Giaccari, diabetologo
Milano, al Niguarda nasce centro per bambini affetti da ipovisione. Giusy Versace (Forza Italia): «Importante prendersi cura anche delle famiglie»
Tra le patologie più importanti della fascia pediatrica ci sono la cataratta congenita e il glaucoma congenito. Anche l’atleta paraolimpica e parlamentare presente all’inaugurazione del centro. L’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera: «Fondamentale collaborazione tra specialisti e strutture diverse e con i Pediatri di base. È proprio grazie ad un approccio multidisciplinare, infatti, che riusciamo a rispondere in modo efficace ai bisogni di cura dei nostri cittadini»
di Federica Bosco
Balbuzie, al Vivavoce di Milano un metodo per lavorare alla ‘rieducazione’. Letorio (psicologa): «Studiamo cosa accade nel corpo umano quando parliamo»
Nel centro milanese si attua il percorso rieducativo MRM-S che non si limita ad insegnare rimedi per evitare la balbuzie ma prevede un lavoro di rieducazione. La responsabile dell’Area psicologica del Centro: «La produzione di ogni suono presuppone un movimento sottostante. Occorre imparare a controllarlo tramite un software, che si chiama riablo, attraverso l’applicazione di appositi sensori che permettono di fare un lavoro di coordinazione motoria molto preciso e accurato»
di Federica Bosco
Retinopatia diabetica, oltre un milione di italiani rischiano la vista. Febbraio mese della prevenzione
Mediamente il 30-50% della popolazione diabetica è affetto da retinopatia in forma di varia gravità. Dal 4 al 28 febbraio visite oculistiche gratuite con attrezzature all’avanguardia come l’EyeAr
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...