Politica 20 Luglio 2021 15:31

Dal Green Pass allargato ai nuovi parametri per il cambio di colore, cosa aspettarsi dal prossimo decreto legge

Passaggio in zona gialla sulla base dei posti letto occupati in ospedale e certificazione verde necessaria per una serie di attività. Ma lo scontro politico è aperto

Dal Green Pass allargato ai nuovi parametri per il cambio di colore, cosa aspettarsi dal prossimo decreto legge

Ci aspettavamo un’estate più serena, bianca, senza restrizioni, paure e dubbi, e invece così non sarà. Complice la variante Delta, i contagi continuano ad aumentare in buona parte del mondo, e Governo e Regioni sono al lavoro per cercare il modo migliore per frenare il virus senza rovinare l’estate. Da qualche giorno circolano ipotesi e indiscrezioni che entro la settimana culmineranno in un nuovo decreto legge. Tre i temi principali all’ordine del giorno: l’estensione delle attività per le quali sarà necessario il Green Pass, i nuovi criteri che regoleranno i “colori” delle Regioni ed il prolungamento dello stato di emergenza in scadenza il 31 luglio, che molto probabilmente verrà prorogato fino a fine anno.

Il Green Pass allargato

Ancora poco chiaro il quadro relativo al Green Pass. Molto probabilmente verrà esteso l’elenco di luoghi in cui si potrà accedere solo in caso di vaccinazione, di tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti e di guarigione dal Covid-19 negli ultimi 6 mesi. Più a rischio risultano ristoranti al chiuso, bar, treni, aerei, navi, stadi, eventi, luoghi dello spettacolo e palestre. Il tutto per raggiungere due obiettivi: incentivare i più scettici a vaccinarsi e ridurre la possibilità di contagio nei luoghi in cui il rischio è più alto.

Sembra certo, inoltre, che potrà scaricare il Green Pass solo chi ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino (esclusi, ovviamente, i vaccinati con il monodose Johnson&Johnson), obbligando al tampone non solo chi non intende vaccinarsi ma anche chi è ancora in attesa della seconda somministrazione. D’altro canto il Comitato tecnico-scientifico, interpellato sulla questione, è stato chiaro: poiché una sola dose di vaccino non è del tutto efficace a proteggere contro la variante Delta, il Green Pass andrebbe concesso solo dopo le due dosi. Una indicazione confermata questa mattina dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

Eppure, secondo indiscrezioni pubblicate questa mattina sui quotidiani, si starebbe pensando anche ad un Green Pass “a doppia velocità”, che consentirebbe, ad esempio, ai vaccinati con una dose di andare al ristorante ma non in discoteca, permettendo invece un ventaglio più ampio di attività a chi ha ricevuto anche la seconda dose. Un’altra ipotesi sul tavolo, l’ampliamento graduale del Green Pass, che potrebbe diventare subito necessario per mangiare al ristorante al chiuso e nei prossimi mesi anche per prendere la metropolitana.

Lo scontro politico

La trattativa tra le fazioni politiche per valutare quali saranno le attività precluse a chi non è in possesso della certificazione verde però è in corso. Da una parte, non usa mezzi termini il segretario del Pd Enrico Letta: «Il Green Pass va fatto, punto. Alla Draghi. Ci fidiamo del premier e del ministro Speranza che hanno sempre deciso con serietà e sulla base delle evidenze scientifiche». Per i 5 Stelle, poi, il Green Pass esteso può «essere la soluzione per affrontare un aumento di contagi ed evitare una nuova stagione di restrizioni e chiusure che, purtroppo, si sta già affacciando in altri paesi europei». Favorevole all’estensione del Pass anche Matteo Renzi di Italia Viva: «Se dobbiamo tornare in zona rossa voglio che ci vadano quelli che non si sono vaccinati, uno che si è vaccinato perché deve essere bloccato?». Sulla stessa linea di pensiero anche Forza Italia, che propone di «adottare il Green Pass per i luoghi a rischio di assembramento che andrà via via allargato all’accesso a locali al chiuso nella stagione autunnale».

Dall’altra parte, si registra il netto no della Lega: «Il Green Pass fatto ora sarebbe una sciagura – ha detto Matteo Salvini -. Tutto il mondo sotto i 30 anni non avrebbe la doppia dose prima dell’autunno». Simile la linea di Fratelli d’Italia, la cui leader Giorgia Meloni ha parlato di scelta «inutile sul piano del contrasto della pandemia e drammatica sul piano economico. Vale la pena ricordare – ha aggiunto – che il Green Pass in Europa nasceva per favorire la circolazione delle persone, quindi il turismo. Applicarlo per poter partecipare alla vita sociale è una scelta diametralmente opposta».

I criteri per il cambio di colore

Sembra meno incerta la situazione relativa ai nuovi parametri per il cambio dei colori delle Regioni. Un punto fermo l’ha messo, qualche giorno fa, il ministro della Salute Roberto Speranza: «In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori».

Ancora da delineare le percentuali. E se fino a qualche ora fa si parlava di una soglia del 5% di occupazione delle terapie intensive e del 10% dei letti ospedalieri per passare dalla zona bianca alla zona gialla, del 20% delle rianimazioni e 30% dei posti in reparto per passare in zona arancione e rispettivamente del 30% e del 40% per finire in zona rossa, alcune regioni hanno chiesto di alzare ulteriormente le soglie: il passaggio in zona gialla potrebbe avvenire con il 15% dei letti in terapia intensiva occupati ed il 20% in reparto.

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, oggi la media italiana di entrambi i valori si collocherebbe intorno al 2%. Su base regionale, tra i parametri più alti registrati in terapia intensiva bisogna citare la Toscana (con il 3,4% dei posti letto occupati), la Sicilia (3,1%) e la Liguria (2,8%); per quanto riguarda i reparti, risultano invece occupati il 5,5% dei posti letto in Calabria, il 5,1% dei letti in Campania e il 4,6% in Sicilia. Con i nuovi parametri, nessuna Regione quindi rischierebbe il cambio di colore la prossima settimana.

A guardare l’incidenza del virus, in Sicilia si registravano 31,8 casi per 100mila abitanti, 33,2 in Sardegna e 26,7 in Veneto. Senza un cambio dei parametri e con il virus che continua a correre, queste tre Regioni la prossima settimana potrebbero rischiare la zona gialla (che ad oggi scatta quando l’incidenza supera 50 casi per 100mila abitanti).

 

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