Politica 9 dicembre 2014

Aperto il triennio CEOM a guida italiana: l’Europa affronta i problemi della sanità

Primo appuntamento a Roma: la demografia medica tra i temi più dibattuti. Le interviste a Monique Gautchey e Patrick Romestaing

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Medici a confronto a Roma, lo scorso fine settimana, sulle principali criticità della loro professione. Ma è stato solo il primo atto di un lavoro che si articolerà nel triennio a guida italiana del CEOM, il Consiglio Europei degli Ordini dei Medici.

Il presidente Nicolino D’Autilia ha posto l’attenzione subito su Rc professionale, formazione, nuove tecnologie e demografia medica. Proprio su quest’ultimo punto si è acceso un dibattito ricco di spunti, con una lunga serie di interventi a testimonianza di quanto la problematica sia sentita dai professionisti della sanità.

In modo particolare sulla questione si sono spesi a lungo i rappresentanti del CEOM di Svizzera e Francia, Paesi in cui quella che viene definita la migrazione dei medici, sta suscitando particolare interesse. “Nel nostro Paese si avverte la mancanza di medici  – ha affermato  Monique Gautchey, membro del comitato centrale dei medici svizzeri – e, nonostante ne arrivino molti da altri Stati, questo non è del tutto sufficiente a colmare il gap ”. La dottoressa ha indicato anche delle possibili soluzioni per continuare ad assicurare  alla popolazione un’assistenza sicura e affidabile. “Sarebbe necessario – ha aggiunto – formare più medici in Svizzera oppure creare delle alternative, trovare degli specialisti che possano ottimizzare il lavoro, attraverso una migliore suddivisione dei compiti”.

Altro significativo intervento nel corso della riunione che ha inaugurato il nuovo corso del CEOM a guida italiana è stato quello del dottor Patrick Romestaing, membro del direttivo nazionale dell’ordine francese e anche segretario del Consiglio Europeo degli Ordini dei Medici, di cui fa parte dallo scorso triennio. Partendo dall’analisi dei dati degli ultimi anni, ha dimostrato quanto il fenomeno sia in costante crescita, giudicando “positivo lo scambio tra medici di diversi Paesi” ma ha evidenziato la necessità di trovare il giusto equilibrio “onde evitare che si determini una carenza dell’assistenza e della cura ai pazienti”. Romestaing ha ricordato che la questione coinvolge anche il personale sanitario non medico, come infermieri e ostetriche. “Ci sono tante tipologie di lavoratori coinvolti – ha chiuso – ed è determinante che proprio l‘organismo che rappresentiamo riesca a calamitare l’attenzione delle Istituzioni”.

E non è certo un caso che tra gli obiettivi che si è posto il presidente Nicolino D’Autilia, immediatamente subito la sua elezione, c’era quello di far diventare il CEOM un interlocutore ufficiale della Commissione europea.

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