Politica 20 Dicembre 2019

Aggressioni, mozione Fdi impegna governo a introdurre “procedibilità d’ufficio”. Lollobrigida: «Escalation da fermare»

Il capogruppo Fdi alla Camera spiega il senso della mozione sulle professioni che prevede interventi per la tutela degli operatori sanitari: «Chiediamo anche l’istituzione o l’ampliamento di presidi delle forze dell’ordine in prossimità degli ospedali»

Una mozione che chiede al governo di prevedere un’iniziativa normativa volta a conferire lo status di pubblico ufficiale nell’esercizio delle funzioni per tutto il personale della sanità, con la procedibilità di ufficio nei confronti dell’aggressore. Qualche giorno fa la Camera dei deputati ha approvato un testo presentato dal gruppo di Fratelli d’Italia che, tra le tante disposizioni a favore delle professioni, prevede delle iniziative contro il fenomeno delle aggressioni a camici bianchi e operatori della sanità. Il Ddl aggressioni ha già avuto il via libera da parte del Senato, ma si sta discutendo per un miglioramento del testo alla Camera. «Bisogna soprattutto puntare sulla introduzione della procedibilità di ufficio, meccanismo che solleverebbe le vittime dal peso di denunciare gli aggressori» sottolinea a Sanità Informazione Francesco Lollobrigida, Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. Il partito di Giorgia Meloni ha lanciato anche proposte per altre professioni sanitarie come veterinari e farmacisti: propone l’abolizione dell’IVA sulle prestazioni veterinarie e la revisione della Legge 124/17, che ha consentito l’ingresso del capitale privato nel mondo della farmacia.

Onorevole, partiamo dalla mozione approvata dalla Camera. Prevede il conferimento dello status di pubblico ufficiale nell’esercizio delle funzioni per tutto il personale della sanità, con la procedibilità di ufficio nei confronti dell’aggressore. Il tema delle aggressioni agli operatori sanitari è da anni al centro delle cronache tanto che c’è un Ddl all’esame del Parlamento in merito. Ritiene possibile che nel Ddl venga inserita la misura approvata con la mozione? Perché secondo lei negli ultimi anni si è registrato un aumento di questi casi di violenza?

«Tra le misure sulle quali secondo noi occorre riuscire a trovare una sintesi ci sono quelle dell’inasprimento delle pene per chi aggredisce un medico in servizio, la denuncia d’ufficio e il riconoscimento dello status di pubblico ufficiale. Proposte che hanno già dimostrato di suscitare un consenso trasversale e che ora devono essere sintetizzate in un’azione legislativa comune ed efficace. Purtroppo assistiamo ad una escalation di violenza inaccettabile ai danni degli operatori sanitari, un vero e proprio bollettino di guerra, un fenomeno che non accenna a diminuire e che anzi va sempre più accentuandosi, specie nei mesi estivi. Lo Stato è chiamato a difendere chi, operando per il diritto alla salute, difende lo Stato stesso. Il governo nazionale ha affrontato con superficialità, disinteresse e lentezza in questi mesi, i provvedimenti per il contrasto delle aggressioni sul personale sanitario, trattando come marginale un tema che, come è sotto gli occhi di tutti, si sta dimostrando essere una vera e propria emergenza sociale. Servono interventi concreti e misure urgenti, antiviolenza e di tutela, non solo legale. Lavorare sull’aumento e l’inasprimento delle pene, e soprattutto puntare sulla introduzione della procedibilità di ufficio, meccanismo che solleverebbe le vittime dal peso di denunciare gli aggressori. Oltre che rendere le sedi più sicure anche attraverso la istituzione o l’ampliamento di presidi delle forze dell’ordine in prossimità degli ospedali. Come si è detto, chiediamo il riconoscimento della carica di Pubblico Ufficiale per le figure sanitarie che operano sui mezzi di soccorso, nei Pronto Soccorso e nei Distretti Sanitari, quindi il riconoscimento per i Medici e gli Infermieri che operano nel settore. Pensiamo che questa possa essere una possibile soluzione al fenomeno aggressioni; in quanto, se un soggetto è perseguibile civilmente e/o penalmente, con perseguibilità d’ufficio, come la qualifica di Pubblico Ufficiale prevede, si eviterebbe così una denuncia con querela di parte e di conseguenza la riconducibilità del denunciante».

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI, SPERANZA APRE A PRESÌDI DI POLIZIA NEI PS: «DISCUSSIONE APERTA. MIGLIORARE E APPROVARE DDL PRIMA POSSIBILE»

Negli ultimi mesi Fratelli d’Italia ha avviato una serie di iniziative nell’ambito delle professioni che rappresentano una parte importante del mondo del lavoro. Che misure volete portare avanti per difendere le professioni?

«Nelle scorse settimane Fratelli d’Italia ha presentato alla Camera dei Deputati una mozione, che vedeva come prima firmataria Giorgia Meloni. Questa ha rappresentato un vero e proprio manifesto per le libere professioni. Nei mesi scorsi ci siamo impegnati in una campagna di ascolto e di confronto con le categorie professionali sia a livello centrale che sui territori. Abbiamo raccolto e accolto tutte le istanze che ci venivano dal mondo dei professionisti, le abbiamo successivamente elaborate, sintetizzate ed inserite in questo documento, che è il frutto della profonda interlocuzione che abbiamo intessuto con ordini, associazioni, sigle sindacali e che ci vede portare avanti le loro battaglie, che ci ha visti impegnare il Parlamento intero a discutere di questo tema: di questa forza sociale, libera ed intransigente nella difesa dei diritti dei cittadini, questa forza rappresentata dalle professioni italiane. Tante le proposte, anche soprattutto in materia di professioni sanitarie: oltre al conferimento dello status di pubblico ufficiale per i camici bianchi, abbiamo chiesto l’abolizione dell’IVA sulle prestazioni veterinarie, la revisione della 124/17, che ha consentito l’ingresso del capitale privato nel mondo della farmacia».

Torniamo al mondo della sanità: la legge finanziaria 2020, a parte l’abolizione del super-ticket e un fondo per i macchinari dei medici di famiglia, non offre molti spunti. I medici lamentano risorse insufficienti per il rinnovo dei contratti della dirigenza pubblica. Cosa propone Fratelli d’Italia per venire incontro alle richieste dei camici bianchi?

«Noi riteniamo che si debba mettere mano al sistema sanità con una riforma organica e di sistema. Certamente bene per il rinnovo dei contratti dei medici, e non solo anche degli infermieri specializzati. Riteniamo che si debbano, inoltre, stabilizzare i precari, allargare il numero di posti nelle scuole di specializzazione per permettere l’inserimento di nuovi giovani medici negli organici di ospedali, ma anche in strutture private. Abbiamo chiesto di agevolare iniziative anche normative volte all’aumento del numero di borse di studio per i laureati specializzandi in medicina. Purtroppo nella manovra finanziaria del governo Conte, poco o niente di tutto questo viene affrontato. Come Fratelli d’Italia ci batteremo in tutte le sedi affinché tutto ciò che attiene al miglioramento e all’efficientamento dell’intero settore ottenga la giusta attenzione da parte della politica».

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