Voci della Sanità 23 Gennaio 2018 16:52

Women for Oncology presenta “Donne che curano”: «Combattiamo insieme le fake news in campo medico»

Le calamite sul frigorifero sono cancerogene. Come anche il microonde, del resto. E così i lutti e i dolori personali: veri e propri portatori di cancro, come i vaccini. Altro che il fumo. A proposito, se sono molti anni che fumate, continuate pure perché tanto smettere sarebbe inutile. La chemioterapia? Guai! Non è efficace, è dannosa come gli interventi chirurgici e le biopsie, che disseminano i tumori in tutto il corpo. È questa solo una piccola antologia delle innumerevoli falsità oncologiche che infestano i social e purtroppo anche tanta vita reale: neppure la medicina è immune dall’insidioso fenomeno delle fake news. Che in questo campo, però, può comportare rischi decisamente molto più seri per chi vi si imbatte senza i dovuti filtri: sul piatto, stavolta, ci sono la salute e la vita stessa delle persone.

L’allarme viene lanciato da Women For Oncology, il network delle oncologhe italiane (emanazione di ESMO European Society for Medical Oncology), che in vista della prossima legislatura richiama a gran voce l’attenzione della Politica e delle massime istituzioni sul male del momento: la disinformazione dilagante unita alla crescente abitudine dei pazienti di fidarsi più di dottor Internet e dottor Google anziché di un oncologo in carne ed ossa.

Per questo Women for Oncology ha organizzato a Montecitorio, per il prossimo 26 gennaio, l’incontro “Donne che curano”: un momento nel quale incontrare i politici nella sede istituzionale per eccellenza e fare il punto sulle principali sfide cui è chiamata a rispondere oggi l’oncologia italiana, specie quella al femminile. Women for Oncology, il cui comitato scientifico è composto da nove tra le più importanti oncologhe italiane, supporta le professioniste dell’oncologia nella gestione del rapporto medico-paziente. Oggi chiede soprattutto un impegno, al nuovo Governo che verrà dopo il 4 marzo, di mettere la lotta alle fake news tra le priorità in agenda. Una lotta che le oncologhe portano avanti ogni giorno nelle corsie degli ospedali di tutto il Paese, mettendo al centro del processo di cura la comunicazione con il paziente e la sua famiglia. Ora c’è bisogno di qualcosa in più: occorre stabilire un’alleanza tra l’oncologia, la politica e anche i media.

Perché per vincere il cancro non basta solo la medicina, serve anche una buona informazione.

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