Voci della Sanità 20 Aprile 2021 12:00

Tumori, crollo di screening, visite e interventi nel 2020. FAVO: «Subito Piano oncologico nazionale da inserire in PNRR»

Secondo i dati AGENAS emerge nel 2020 la diminuzione di circa il 30% dei volumi dei tre screening e una diminuzione consistente degli interventi. De Lorenzo: «Covid-19 uno tsunami per i malati di cancro, occorre progettualità complessiva da inserire nel Recovery Plan»

«I pazienti oncologici non possono più aspettare, non esiste solo il Covid-19. Il cancro è diventata una emergenza nell’emergenza. L’Italia deve reagire subito con un Piano Oncologico Nazionale in linea con il Piano Europeo di lotta contro il cancro, per tutelare la vita delle persone malate di cancro». L’appello è stato lanciato dalla FAVO – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia nel corso del webinar “Cancro e Covid, l’emergenza nell’emergenza. L’oncologia nell’era intra e post pandemica” organizzato da Motore Sanità.

Il Covid ha posto il problema di screening da recuperare e da potenziare a livello territoriale, come pure l’attività di follow up; ha evidenziato quanto sia necessaria l’integrazione tra ospedale e territorio e quanto sia urgente l’assistenza territoriale quindi la medicina di territorio e di prossimità a supporto dei malati oncologici. Ma la pandemia ha anche posto il problema di una oncologia che vede di molto cambiata la gestione del paziente e che per questo richiede non solo un accesso alle terapie innovative in maniera equa ma anche un tempo di ascolto e di presa in carico del medico oncologo più dedicato.

Secondo una recente analisi delle attività svolta da AGENAS in tempo di pandemia, emerge nel 2020 la diminuzione di circa il 30% dei volumi dei tre screening (cervicale pari a – 32,20%, mammografico, -30,32% e colon rettale, pari a -34,70%) e una diminuzione dei volumi di attività degli interventi chirurgici per tumore che varia dal 20% al 24% al 30%: per tumore alla mammella -22,05%, per tumore alla prostata -24,02%, per tumore al colon -32,64%, per tumore al retto -13,86%, per tumore al polmone -18,25%, per tumore all’utero -13,84%, per melanoma – 21,47%, per tumore alla tiroide – 31,23%.

Dall’indagine IQVIA durante il 2020 il Covid 19 ha avuto un impatto significativo sul numero di nuove diagnosi e trattamenti, oltre che sulle richieste di visite specialistiche ed esami: -613.000 nuove diagnosi (-13%), -35.000 nuovi trattamenti (-10%), -2.230.000 invii allo specialista (-31%), – 2.860.000 richieste di esami (-23%). Questo si è riflettuto soprattutto in ambito ospedaliero ad una drastica riduzione nel consumo di farmaci. Inoltre, emerge che a tutt’oggi gli oncologi visitano molti meno pazienti che nel periodo antecedente la pandemia: 30% in meno da aprile 2020 a febbraio 2021, che significa che in media vengono visitati circa 25-30 pazienti in meno la settimana.

FAVO chiede che vengano con estrema urgenza ripristinati in ambito oncologico i livelli di assistenza precedenti al diffondersi dell’epidemia, e si proceda, con adeguati finanziamenti, anche attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), al necessario ammodernamento strutturale e di processo del Servizio Sanitario Nazionale, anche nell’ottica di delineare un nuovo sistema di offerta, valorizzando il rapporto tra volumi di attività delle strutture, esiti e sicurezza delle cure.

«FAVO, non a caso, ha definito il Covid-19 uno tsunami per i malati di cancro – spiega il Professor Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia –. Il grido d’allarme lanciato da FAVO alla Commissione Affari Sociali della Camera è stato pienamente recepito prima dall’Onorevole Carnevali e successivamente dalla Senatrice Binetti, con due risoluzioni approvate all’unanimità in 20 giorni e con il parere favorevole del Governo. Questo webinar intende condividere con tutta la comunità oncologica il risultato eccezionale che il Parlamento ha dimostrato di voler conseguire per rilanciare gli aspetti che più preoccupano i malati di cancro, sollecitando il Governo ad attuare quanto previsto dalle risoluzioni, attraverso un nuovo Piano Oncologico Nazionale che, in linea con quello europeo, definisca una progettualità complessiva da inserire nel Recovery Plan».

«Il nuovo Piano – ha rimarcato De Lorenzo – dovrà prevedere una regia centrale, un monitoraggio delle previsioni di attività, una chiara identificazione dei ruoli, il potenziamento e il finanziamento delle infrastrutture, la formazione del personale e la regolamentazione anche dell’accesso alle cure innovative. Il Piano, inoltre, deve porre al centro della programmazione le Reti oncologiche regionali, tenendo conto del documento sulle ‘Revisione delle Linee Guida organizzative e delle raccomandazioni per la Rete Oncologica’. Solo così l’Oncologia italiana potrà accedere al finanziamento europeo e quindi potrà assicurare a tutti i malati diagnosi più tempestive e cure innovative che spettano loro per diritto».

 

 

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