Voci della Sanità 1 Settembre 2020

Tumori cerebrali età pediatrica, al via il progetto dell’università di Messina

La gestione dei pazienti con conseguenze endocrino-metaboliche a medio e lungo termine causate da tumori cerebrali curati in età pediatrica. Si basa su questo il progetto che sarà presentato venerdì 4 settembre, dalle 10.30 alle 13, nell’Aula magna ‘Filippo De Luca’ del padiglione NI dell’Azienda universitaria Policlinico ‘Gaetano Martino’ di Messina.

Il Responsabile scientifico del progetto, finanziato dal programma Psn 2017-2018, è Salvatore Cannavò, ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Messina e direttore dell’Uoc di Endocrinologia del Policlinico. All’apertura dei lavori interverrà il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera universitaria, Giampiero Bonaccorsi.

Il progetto nasce dalla collaborazione dell’unità operativa complessa di Endocrinologia con le unità operative complesse di Pediatria e di Neurochirurgia e con l’unità operativa semplice ‘ICT e Internazionalizzazione’. E’ destinato a pazienti che presentano conseguenze endocrino-metaboliche, a causa di tumori cerebrali sviluppati in età pediatrica.
L’obiettivo è accrescere il livello di informazione su tali problematiche nella popolazione in generale e nei pazienti in particolare, migliorare la formazione medica specialistica, acquisire dati epidemiologici su base regionale, realizzare un sistema di telemedicina, assicurando l’assistenza da remoto ai pazienti e ridurre, altresì, la migrazione sanitaria passiva per la cura di tali patologie. Nonostante la quasi costante benignità delle neoplasie riguardanti la regione cerebrale diencefalica in età pediatrica ed il frequente successo del trattamento chirurgico e/o radiante, sono pressoché inevitabili alcune conseguenze sistemiche endocrino-metaboliche, che compromettono la salute fisica e psichica dei pazienti.

Queste ultime causano a loro volta ulteriori co-morbilità e precoce mortalità e presentano significative ripercussioni sulla quotidianità dei pazienti, che coinvolgono l’intero nucleo familiare ed i cd. caregiver. La relativa rarità delle neoplasie e la limitata conoscenza dei conseguenti problemi e delle possibili soluzioni da parte della classe medica rappresentano un’ulteriore criticità, soprattutto per via della carenza di centri di riferimento sul territorio nazionale. L’evento sarà anche trasmesso in streaming sul sito web dell’Aou.

 

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