Voci della Sanità 8 Settembre 2020 15:09

Tumore del polmone, scoperte le mutazioni che causano resistenza all’immunoterapia

Nuovo studio su Annals of Oncology dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena in collaborazione con il Polo Oncologico Sapienza

Negli ultimi anni l’immunoterapia ha rivoluzionato il trattamento dei tumori, raggiungendo sorprendenti risultati clinici, anche nelle neoplasie polmonari. La buona notizia è che una discreta percentuale di pazienti con tumori del polmone, che in precedenza avevano una prognosi infausta, rispondono all’immunoterapia con inibitori di PD-1/PD-L1 e diventano lungo sopravviventi.

 Qui lo studio

Purtroppo, però questo non accade in tutti i casi perché una parte non trascurabile di pazienti non beneficia del trattamento. «Un recente studio del team guidato da Marcello Maugeri-Saccà, oncologo presso la Divisione di Oncologia Medica 2 dell’ IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, pubblicato su Annals of Oncology (rivista ufficiale dell’European Society for Medical Oncology, ESMO) – si legge in una nota dell’istituto – rivela che un sottogruppo di pazienti con adenocarcinomi polmonari che presentano mutazioni contemporanee  nei geni KEAP1, PBRM1, SMARCA4 e STK11, è particolarmente svantaggiato perché ha un basso indice di sopravvivenza ed è resistente alla immunoterapia. Si tratta del 10% di tutti i soggetti con adenocarcinoma polmonare, un numero importante se si considera che in Italia le nuove diagnosi all’anno sono circa 42 mila. L’identificazione a priori dei pazienti cosiddetti non-rispondenti può permettere da un lato di evitare di sottoporli inutilmente ad una terapia per loro inefficace e con effetti collaterali talvolta pericolosi, dall’altro di studiare i meccanismi di resistenza».

«La chiave di volta per l’individuazione di pazienti con tumore del polmone non rispondenti a immunoterapia – prosegue – è nell’assetto di alterazioni molecolari presenti in tumori particolarmente aggressivi: scoprire quali esse siano è la grande sfida del momento! È in tale direzione che va il lavoro dell’equipe multidisciplinare coordinata da Maugeri-Saccà dell’Istituto Regina Elena con la collaborazione del Polo Oncologico Sapienza. Lo studio esplora da un lato le risposte cliniche di centinaia di pazienti trattati, sia in Italia che in altre parti del mondo, con immunoterapia anti-PD-1 o anti-PD-L1, dall’altro dati genomici e immunologici di caratterizzazione dei loro tumori».

«Perché questi tumori siano immunologicamente “freddi” e non rispondano all’immunoterapia nonostante mostrino un livello mutazionale alto – dichiara Marcello Maugeri-Saccà, – è sorprendente. Questo ci deve far riflettere su quanto dobbiamo ancora capire e studiare. Siamo tuttavia fiduciosi nell’aiuto delle tecnologie genomiche e nella capacità crescente di integrarli con i dati clinici».

«Con questa nuova scoperta sarà possibile con un rapido test molecolare diagnosticare questi casi in anticipo ed evitare a questi pazienti terapie per loro inutili – dichiara Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico dell’Istituto Regina Elena – oltre a comportare un effettivo risparmio per il sistema sanitario nazionale. Tuttavia, lo sviluppo di un test diagnostico predittivo richiede ulteriore lavoro di validazione ed altri investimenti»

«I risultati di quest’ ultima collaborazione con l’Istituto Regina Elena – dichiara Paolo Marchetti, Professore Ordinario di Oncologia dell’Università Sapienza di Roma – ci permettono di aggiungere un ulteriore tassello verso la comprensione dei tumori polmonari, della loro eterogeneità e di affinare le nostre armi terapeutiche per identificare e combatterne le forme più aggressive».

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Grazie ai tumoroidi hi-tech scoperte le proteine responsabili della formazione della maggior parte dei tumori
Lo studio di IFOM con l’università di Milano e Padova diretto dai professori Pagani e Piccolo ha permesso di identificare le proteine responsabili della crescita delle cellule tumorali. Prossimo obiettivo comprendere il meccanismo che le alimenta e studiare una cura farmacologica mirata
di Federica Bosco
Vaccinazione anti Covid-19, Iss: «Crollano dell’80% le infezioni, del 90% i ricoveri e del 95% i decessi»
Il primo studio nazionale sull'impatto della vaccinazione anti Covid-19 è un’analisi congiunta dei dati dell’anagrafe nazionale vaccini e della sorveglianza Integrata Covid-19
Lazio, ridotta del 91% incidenza ricovero per over 80 vaccinati. Zingaretti: «Punto di svolta, avremo un’estate diversa»
Lazio prima Regione a studiare effetti vaccini su popolazione. L'assessore alla Sanità D’Amato: «Lavoro straordinario, risultati lusinghieri che dimostrano l’importanza di tutti i vaccini»
Tumori, crollo di screening, visite e interventi nel 2020. FAVO: «Subito Piano oncologico nazionale da inserire in PNRR»
Secondo i dati AGENAS emerge nel 2020 la diminuzione di circa il 30% dei volumi dei tre screening e una diminuzione consistente degli interventi. De Lorenzo: «Covid-19 uno tsunami per i malati di cancro, occorre progettualità complessiva da inserire nel Recovery Plan»
Lettera aperta dei malati di tumore al polmone a chi ha contratto la malattia da Covid-19
Questa lettera nasce da un’iniziativa di alcuni pazienti oncologici appartenenti al gruppo “Sconfiggiamo il cancro al polmone” di ALCASE Italia
di ALCASE Italia
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 giugno, sono 179.601.602 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.891.974 i decessi. Ad oggi, oltre 2,73 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Cause

Medico condannato a pagare 25mila euro di provvisionale. L’Azienda lo lascia solo

Dopo una condanna in sede penale di primo grado, un camice bianco ha chiesto sostegno alla direzione sanitaria, che gliel’ha negato: «Quel che è successo a me potrebbe succedere a t...
Ecm

Professionisti non in regola con gli ECM, Monaco (FNOMCeO): «Ordini dovranno applicare la legge»

Il segretario della Federazione degli Ordini dei Medici ricorda scadenze e adempimenti per non incappare in spiacevoli conseguenze. Poi guarda al futuro del sistema ECM