Voci della Sanità 11 Aprile 2019 09:48

Taranto, ISS: livelli di diossine e PCB nel latte materno in città più elevati che in Provincia. Tendenza in calo

Si è concluso lo studio, durato tre anni, per valutare l’esposizione a diossine e PCB in donne di Taranto e provincia tramite l’analisi del latte materno. Mediamente, lo studio ha mostrato una concentrazione di queste sostanze nel latte nelle donne residenti a Taranto e Statte del 28% più elevata rispetto a quella delle donne residenti […]

Si è concluso lo studio, durato tre anni, per valutare l’esposizione a diossine e PCB in donne di Taranto e provincia tramite l’analisi del latte materno. Mediamente, lo studio ha mostrato una concentrazione di queste sostanze nel latte nelle donne residenti a Taranto e Statte del 28% più elevata rispetto a quella delle donne residenti in provincia. in linea con quanto osservato in altre aree industrializzate in Italia.

Lo studio è stato commissionato da ILVA all’Istituto Superiore di Sanità, che lo ha realizzato in collaborazione con il Dipartimento Prevenzione dell’ASL di Taranto, nell’ambito del decreto del Ministero dell’Ambiente del 2012 con il quale si imponeva il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’esercizio dello stabilimento siderurgico prevedendo, con una specifica norma, la realizzazione di un biomonitoraggio per determinare la concentrazione di diossine e PCB nel latte materno nella zona di Taranto.

Nelle donatrici residenti a Taranto e Statte le concentrazioni degli inquinanti sono risultate più elevate, in modo statisticamente significativo, di quelle rilevate nelle donne residenti in Provincia con un aumento compreso tra il 18 e il 38% a seconda delle sostanze considerate (diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili) e pari al 28% per l’insieme delle sostanze ad azione diossina-simile.

Secondo i correnti approcci di valutazione, le concentrazioni di diossine e PCB in entrambi i gruppi di donne sono associabili a una bassa probabilità di effetti avversi per la salute.

“Lo studio che abbiamo realizzato in collaborazione con la ASL di Taranto mostra che l’esposizione delle donne residenti nell’area urbana è superiore, in modo statisticamente significativo a quella delle donne residenti in provincia – afferma Elena De Felip del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità – ed è sovrapponibile a quella riscontrata in studi simili in altre zone industrializzate presenti in Italia. Il confronto con i risultati di altri studi di biomonitoraggio effettuati negli anni precedenti a Taranto e provincia suggerisce, inoltre, che nel tempo ci sia stata una riduzione dell’esposizione a queste sostanze. Questi risultati – conclude la De Felip – sono stati ottenuti grazie al prezioso contributo dei colleghi della ASL di Taranto il cui impegno sul territorio è stato per noi determinante”.

Per realizzare lo studio sono stati raccolti e analizzati complessivamente 150 campioni di latte, 76 appartenenti al gruppo delle donne residenti a Taranto e Statte, e 74 appartenenti al gruppo delle donne residenti in Provincia, in un’area quindi di controllo localizzata a più di 30 km da Taranto. Le donne arruolate avevano caratteristiche simili: primipare di età compresa tra i 25 e i 40 anni e residenti in zona da almeno dieci anni.

Articoli correlati
Osas, attivato al Campus Bio-Medico di Roma il servizio di polisonnografia domiciliare
Con la polisonnografia digitale il paziente può effettuare l’esame a casa e ricevere il referto entro tre giorni dal Policlinico Universitario Campus Bio-Medico
Nuovo Sistema Garanzia LEA, Aceti (Salutequità): «Nel 2019 sei Regioni inadempienti e troppe disuguaglianze»
L’analisi di Salutequità sui risultati del Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA (NSG) del Ministero della Salute. «Pubblicare subito i dati 2020 e fare scelte giuste con prossima Legge di Bilancio»
Allattamento al seno, va garantito anche in caso di ricovero. Ecco come
L’interruzione dell’allattamento al seno nuoce alla salute di mamme e piccoli. Dal Gruppo di lavoro multiprofessionale coordinato dal Tavolo Tecnico Operativo interdisciplinare (TAS) del Ministero della Salute le linee di indirizzo per consentire alla madre di stare con il suo bambino in caso di ospedalizzazione e viceversa
di Isabella Faggiano
Tumore pancreatico, un nuovo approccio farmacologico per ridurre la progressione
Una ricerca pubblicata su Gastroenterology, a cui hanno partecipato università e centri di ricerca internazionali tra cui Sapienza di Roma, ha identificato una potenziale strategia farmacologica adiuvante della terapia convenzionale del cancro pancreatico, basata sull’attivazione di uno specifico enzima coinvolto nel metabolismo del tumore
Covid-19, svelato il motivo per cui i bambini si ammalano molto meno
Una molecola “chiave” che apre le porte al virus è meno attiva. Lo hanno scoperto i ricercatori del CEINGE-Biotecnologie Avanzate di Napoli, studiando i meccanismi di attacco del virus all’interno delle prime vie respiratorie in soggetti di età inferiore o superiore ai 20 anni
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 22 settembre, sono 229.563.544 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.709.292 i decessi. Ad oggi, oltre 5,96 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Aumentano i contagi tra i sanitari: 600% in più in un mese, l’84% sono infermieri

La presidente FNOPI Mangiacavalli interpreta i dati dell'ISS. Anche nel Regno Unito gli studi confermano che la protezione dall'infezione si riduce dopo 5 mesi dalla seconda dose per Pfizer e AstraZen...
Salute

Pericarditi e miocarditi dopo il vaccino, Perrone Filardi (SIC): «Casi rari e mai gravi»

Dopo i casi della pallavolista Marcon e del calciatore Obiang colpiti da pericardite e miocardite, la parola al professor Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società Italiana di C...
di Federica Bosco