Voci della Sanità 21 Marzo 2018 13:21

Chi si preoccupa di chi ci cura? Women For Oncology Italy punta l’attenzione sul Burnout in ambito medico

Quando ci si rivolge al proprio medico ci si aspetta competenza e professionalità innanzitutto, ma anche la capacità di rassicurarci e di comprendere il nostro stato d’animo di pazienti. Quasi mai ci si ferma a pensare che il medico, oltre il camice, è prima di tutto un essere umano che, a differenza di quanto accade […]

Quando ci si rivolge al proprio medico ci si aspetta competenza e professionalità innanzitutto, ma anche la capacità di rassicurarci e di comprendere il nostro stato d’animo di pazienti. Quasi mai ci si ferma a pensare che il medico, oltre il camice, è prima di tutto un essere umano che, a differenza di quanto accade in altre professioni, è quotidianamente a contatto con situazioni di malattia, di dolore, talvolta purtroppo anche di morte. Soprattutto se si tratta di un oncologo. Anche il medico, insomma, dovrebbe essere rassicurato e supportato nel gestire un carico professionale che lo espone a situazioni di stress e vulnerabilità tali da poter incidere negativamente sia nella vita privata che nel lavoro.

Parliamo di un logorio psicofisico che, tecnicamente, si chiama Burnout, sindrome sempre più diffusa anche nella classe medica italiana, benché ancora poco presa in considerazione da istituzioni e opinione pubblica. A porre l’attenzione sul tema è Women For Oncology Italy, l’associazione delle donne oncologhe italiane che il 22 e 23 marzo prossimi si riunirà a Perugia per il suo meeting annuale: un’occasione per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte dell’oncologia, in particolare quella al “femminile”. L’incontro nel capoluogo umbro coinvolgerà professioniste provenienti da tutta Italia per confrontarsi sul concetto di leadership in oncologia e, soprattutto, su come sviluppare al meglio le proprie abilità personali per costruire un rapporto medico-paziente efficace: una vera e propria necessità in una fase storica in cui l’alleanza  terapeutica è in crisi e la carenza di risorse in sanità riduce sempre più il “tempo medico” spendibile con il paziente. È invece partendo dalla soddisfazione personale e professionale dell’oncologo che si può restituire dignità e fiducia nella classe medica.

In particolare, W4O Italy coglie l’occasione di Perugia per assumersi l’impegno di mappare finalmente il fenomeno del Burnout in Italia, nella consapevolezza che l’oncologo deve possedere tutti gli skills per riuscire ad avere una buona relazione con il paziente, ma va anche supportato nel suo diritto di potersi “ricaricare” attraverso momenti di confronto ed ascolto con altri oncologi o psicologi. Secondo l’Associazione W4O Italy, attualmente il carico di lavoro dei medici italiani è sempre più pressante, tanto che, letteralmente, non hanno il tempo di “riprendere fiato” di fronte alla sofferenza.

In Italia non ci sono ancora strumenti potenti per contrastare questo fatto, né si è ancora sviluppato un sostrato culturale che preveda il supporto anche al medico, non solo al paziente. La sfida è dunque quella di ottenere una migliore distribuzione dei carichi professionali e fornire agli oncologi tutti gli strumenti cognitivi e relazionali necessari per affrontare al meglio tutti i risvolti di un mestiere che dà moltissimo e moltissimo prende.

Articoli correlati
La Sanità è diventata un bene di lusso, cresce l’impoverimento delle famiglie
Secondo il 19° Rapporto del CREA Sanità "al Ssn servono 15 miliardi per non aumentare il distacco dal resto dell’UE, personale carente e sottopagato. Rispetto ai partner EU, il nostro Paese investe meno nella Sanità, aumenta la spesa privata ed è a rischio l’equità del sistema". Digitalizzazione necessaria per le “nuove cronicità"
Il segreto di una vita felice? Dormire! Perdere anche un’ora di sonno butta giù l’umore
Fare le ore piccole potrebbe presto diventare un'opzione poco entusiasmante. Un gruppo di ricercatori della University of East Anglia ha scoperto che dormire meno del solito, anche solo di un'ora, fa sentire le persone meno positive e felici. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Psychological Bulletin
Più di 4 ore al giorno sullo smartphone mette la salute degli adolescenti a rischio
Gli adolescenti che utilizzano lo smartphone per più di 4 ore al giorno hanno un rischio maggiore di sviluppare disturbi di salute mentale o di fare uso di sostanze pericolose. A far emergere questa preoccupante associazione è stato uno studio coreano pubblicato su Plos One
Arte e letteratura efficace contro depressione e ansia giovanile
L’arte e letteratura può dare un grande contributo nel miglioramento dei sintomi di depressione e di ansia nei ragazzi. A dimostrarlo è uno studio internazionale a cui ha preso parte anche l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Gioco patologico, in uno studio la strategia di “autoesclusione fisica”

Il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell'Università Tor Vergata ha presentato una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi leg...
Salute

Cervello, le emozioni lo ‘accendono’ come il tatto o il movimento. Lo studio

Dagli scienziati dell'università Bicocca di Milano la prima dimostrazione della 'natura corporea' dei sentimenti, i ricercatori: "Le emozioni attivano regioni corticali che tipicamente rispondo...
Advocacy e Associazioni

Porpora trombotica trombocitopenica. ANPTT Onlus celebra la III Giornata nazionale

Evento “WeHealth” promosso in partnership con Sanofi e in collaborazione con Sics Editore per alzare l’attenzione sulla porpora trombotica trombocitopenica (TTP) e i bisogni ancora i...