Voci della Sanità 30 Marzo 2018 18:11

Il raggio laser “amico per la pelle”, ecco come cura e ringiovanisce

Trattamento versatile e sicuro con indicazioni praticamente infinite, da quelle terapeutiche come l’acne, melasma, esiti di cicatrici a quelle estetiche per eliminare gli effetti del fotoinvecchiamento come macchie e rughe. La novità presentata al Terzo Congresso Nazionale del Gruppo Italiano Laser in Dermatologia che si è svolto a Roma è “un approccio integrato tra le varie tecniche, laser certo ma anche acido ialuronico e tossina botulinica nelle tecniche di ringiovanimento. Possiamo riassumere i tipi di laser ricordando tre colori: il rosso che interessa la componente vascolare per trattare angiomi e capillari, il marrone per trattare macchie, rimuovere la peluria e eliminare tatuaggi e il blu indicata nelle alterazioni della pelle. Non una superficie ma un vero e proprio ‘organo’ che può essere stimolato alla rigenerazione con i nuovi laser frazionali che esercitano sia un’azione superficiale che agire a varie profondità per stimolare la produzione dei tessuti più profondi come il collagene – spiega il Presidente Steven Nisticò.

Il laser nelle sue diverse combinazioni ha mostrato una peculiarità ‘chirurgica’ che sta progressivamente sostituendo l’invasività del bisturi con risultati duraturi sovrapponibili a quelli di un lifting grazie alla funzione di stimolo sui tessuti che si rinnovano, si riorganizzano e si riallineano.

Anche il ringiovanimento che è sempre in cima alle richieste di tipo estetico non prevede più tagli, indicazioni importanti, lunghe convalescenze. Le tecniche laser rispondono alle esigenze di persone che non possono sottrarsi a lungo dalla vita sociale e devono tornare a lavoro e alla normalità in pochissimi giorni. Risultati eclatanti anche in soggetti più agée con danni cutanei di vecchia data purché disposti a trattamenti in più sedute e una combinazione di tecniche, con lo scopo di dare una sferzata di tessuti. Il sole determina danni ingenti che sono più precoci per l’aggressività delle radicazioni non perfettamente schermate dallo strato di ozono nell’atmosfera. Possiamo dire che il sole è più aggressivo e che i suoi pericoli sono ancora sottovalutati ma che la stella più luminosa del nostro sistema solare ci presenta un conto amaro, talora sotto forma di malattie tumorali. Si stima che ogni anno in Italia vengano diagnosticati circa 70mila casi (40mila nei maschi e 30mila nelle femmine) di tumori non melanoma mentre il più pericoloso melanoma ha una incidenza annuale stimata intorno ai 40-140 casi ogni 100mila abitanti. Per tutti, il maggiore fattore di rischio è l’esposizione solare.

Le notizie dal congresso piaceranno anche a chi soffre di acne, disturbo che non è più appannaggio solo di liceali ma che è sempre più rilevabile nella popolazione adulta, che vede tra i principali indiziati inquinamento ambientale, stress, uso di farmaci e cosmetici che possono contenere sostanze occlusive che ostruiscono i pori e imprigionano il sebo. Secondo l’American Accademy of Dermatology, che ha provato a stimare l’incidenza, soffrono di acne dopo 25 anni il 5% delle donne e l’1% degli uomini. Per gli adulti si tratta di una condizione ancora più invalidante che può generare uno stato di sofferenza psicologica, ma oggi all’armamento farmacologico si è aggiunto quello ‘fisico’: i laser a luce blu infatti hanno dimostrato la loro efficacia tanto da essere inseriti nelle linee guida di trattamento.

«Attenzione però – si sofferma il Professor Nisticò – perché il laser deve essere usato da personale medico, formato ed esperto: in mani sbagliate e per indicazioni non idonee infatti si possono causare anche danni gravi e permanenti. La posizione del GILD è di formare gli stessi medici e dialogare con le istituzioni affinché il loro uso rimanga saldamente in mani esperte. Una ricerca del 2009 ad esempio aveva riportato l’insorgenza da macchie iperpigmentate su collo, braccia e inguine, formazione di cicatrici, eritemi e complicazioni oculari successive all’uso di laser per l’epilazione condotta da personale non esperto».

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